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Doni

Siamo in pieni preparativi per il Natale, ovunque si impacchetta, si incarta, si infestona. Ma non sempre i regali più preziosi si trovano nei pacchetti: ce lo dicono le due poesie che vi trascrivo, e che vi prego di considerare come il regalo di Karl Kraus per Natale. Che ce li rechino due piedi nudi (come ne I Passi di Valéry) o che a darceli sia il presente (come in Alicante di Prévert), l'importante è che siamo sempre pronti ad accoglierli con gratitudine.

Auguri a tutti!

 

Un orange sur le table
Ta robe sur le tapis
Et toi dans mon lit
Doux présent du présent
Fraîcheur de la nuit
Chaleur de ma vie.

(Jacques Prévert, Alicante, 1946)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un’arancia sulla tavola
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.

 

(trad. M. Cucchi e G. Raboni)

 

Tes pas, enfants de mon silence,
Saintement, lentement placés,
Vers le lit de ma vigilance
Procèdent muets et glacés.

Personne pure, ombre divine,
Qu'ils sont doux, tes pas retenus !
Dieux !... tous les dons que je devine
Viennent à moi sur ces pieds nus !
Si, de tes lèvres avancées,
Tu prépares pour l'apaiser,
A l'habitant de mes pensées
La nourriture d'un baiser,
Ne hâte pas cet acte tendre,
Douceur d'être et de n'être pas,
Car j'ai vécu de vous attendre,
Et mon coeur n'était que vos pas.
(Paul Valéry, Les pas, 1923)

 

 

Figli del mio silenzio,
posati santamente,
lentamente, i tuoi passi
procedono al mio letto
di veglia, muti e gelidi.
Persona pura, ombra
divina, come dolci
i passi che trattieni!
O Dei, tutti indovino
i doni che  a me vengono
sopra quei piedi nudi.
Se da protese labbra,
per acquietarlo, all’ospite
dei miei sogni prepari
d’un bacio il nutrimento,
non affrettarlo, il gesto
sì tenero, dolcezza
d’essere e di non essere:
io vissi dell’attesa
di te, il mio lento cuore
non era che i tuoi passi

 

(Trad. B. Dal Fabbro)

 

 

Commenti

Bellissimi doni, gazie.
Buone feste a tutti.

ILLAICISTA | 24.12.06 15:08

Buone Feste anche a te, caro KK, e a tutte le meravigliose persone che hai riunito intorno a te! :)

alessandro | 24.12.06 23:27

Buongiorno! Come blog di giuristi insigni e liberi pensatori mi piacerebbe che per il nuovo anno metteste all'ordine del giorno topic sulle leggi che regolano (o dovrebbero) la volonta' di un paziente di rifiutare le cure (cfr. triste vicenda Welby). Se non ora, quando? Buon anno a tutti

kriss | 29.12.06 11:50

Oh que c'est beau!! Merci!

Cahiers de Valéry:

"L'absurde - le plat - l'arbitraire - l'obscur et le confus, entourent entièrement la pensée et l'attirent comme des pesanteurs. Et cet oiseau doit les opposer entr'elles pour se soutenir. S'il cède à l'une, il est en chute. La grande force n'est pas d'être profond, mais bien de revenir de la profondeur"

"Ni les arts ni le sciences ni la vie ni rien - (pas même Dieu) ne trouvent grâce aux yeux de Pascal(*). Mais alors il ne faut pas écrire, même pas très bien écrire. - Et il ne faut pas dégoûter les autres. Pourquoi le faire? Pour les faire sauver - et pourquoi les faire sauver? - Pour se sauver soi.
Donc, pour se mieux sauver, - dégoûter et désespérer - soigner ses effets, son style, le rendre fort et inévitable - Artiste dans la médicine amère. Noircir le jour, rendre Dieu même plus effrayant que nature"

"Pas de "verité" sans passion. Je veux dire: la verité ne s'obtient que passionnément".

(*)mettez-y qui bon vous semble..

Francesca | 30.12.06 11:49

:-)) Mannaggia, ora mi tocca tradurre...

"L'assurdo - il banale - l'arbitrario - l'oscuro e il confuso, circondano interamente il pensiero e lo attirano coem pesantezze. E questo uccello le deve opporre l'un l'altra per potersi sostenere. Se cede ad una, cade. La grande forza non sta nell'essere profondo, ma piuttosto di risalire dalla profondità"

"Né le arti né le scienze né la vita né nulla- (nemmeno Dio) trovano grazia agli occhi di Pascal. Ma allora non si deve scrivere, nemmeno scrivere benissimo- E non bisogna disgustare gli altri. Perché farlo? Per farli salvare- e perché farli salvare? - Per salvare se stessi.
Dunque, per meglio salvarsi, - disgustare e disperare - curare gli effetti, lo stile, renderlo forte e inevitabile - Artista nel mezzo della medicina amara. Annerire il giorno, rendere Dio persino più spaventoso che al naturale"

"Niente "verità" senza passione. Voglio dire: la verità non si ottiene che appassionatamente".

KK | 30.12.06 17:45

anche tutti insieme si sta, appassionatamente.

addb | 02.01.07 10:32

"dolce presente del presente"..mmm...
meglio "dolce dono del presente"!

giovanni | 23.12.08 14:59

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