Aree d'incanto e New Italian Epic
Ci sono momenti di svolta in quell'area di incanto che il presente mercantilizzato cerca sempre più di marginalizzare - cioè la letteratura.
Dal che si apprendono due cose: una, che la letteratura è un'"area d'incanto", e due, che c'è un "presente mercantilizzato". Entrambe sono date, sono due affermazioni self-evident, come il sole che splende.
Ma la letteratura come "area d'incanto" cos'è, un post-tardo-parnassianesimo di ritorno? Sembra una definizione singolarmente inappropriata poi, in particolare, per una letteratura che si pretende "epica". Davvero Omero o Dante si accontenterebbero di vivacchiare nella loro "area d'incanto" invece di prendere il "presente mercantilizzato" per le corna e sventrarlo?
E basta davvero parlare di un "presente mercantilizzato" senza elaborare minimamente il concetto, quasi che tutti sapessimo che minchia vuol dire, o che il fatto di specificare nel fondo della pagina che "Macchianera è un marchio registrato" e tutti gli altri legal caveats sulle proprietà dei contenuti non rendesse la frase un minimo problematica?
Commenti
bah!
hai ragione, pero' sarebbe un peccato interrompere la discussione su NIE per occuparsi di 'sto macchianera...
Soupe, guarda che 'sto macchianera, nella fattispecie, è g. genna, cioè uno degli esponenti del "new italian epic" secondo wu ming.
Intendo dire che non mi sembra di aver "interrotto" nessuna discussione, ma semmai di starla continuando.
Io sono un semplice consumatore di letteratura, ma per quel poco che capisco, l'idea di presente mercantilizzato nel campo della cosidetta letteratura popolare mi sembra sia sempre esistita, nel senso che l'ossessione per le copie vendute dei propri romanzi o racconti non ha minimamente ridotto la validità di quel che hanno scritto personaggi come Dick, Ellroy o John Fante.
giusto, non avevo capito chi è macchianera
discussione in corso su radio tre su wu ming
Boys & Girls,
Vorrei osservare subito una cosa. Ho detto nel commento qua sotto che questa pagina di macchianera è una roba perfettamente "postmodernista".
Intendo dire che il fatto che il testo sugli "angoli incantati" vs "presente mercantilizzato" appaia incorniciato di ads e con una clausola che afferma che "macchianera" è un trade mark, mentre nella stessa riga si ironizza sui trade marks, tutto questo NON va letto come una "contraddizione". Il postmoderno NON si cura del "merito", diciamo così. Mette insieme elementi che co-esistono senza il minimo problema 'esistenziale' o logico, e di esso si può dire al più "è divertente", o "ironico", ect, ma MAI "è sbagliato", o "non funziona".
Dunque ottenete affermazioni come le seguenti:
siamo tutti d'accordo che la maggioranza è fatta di imbecilli.
il diritto di voto dovrebbe essere riservato ai tolleranti, perchè tutti gli altri sono scimmie nude.
una che non è d'accordo che tutti gli altri sono scimmie medie nude è una élitaria.
bisogna rispettare tutti e bisogna rispettare assolutamente. Tranne, è ovvio, gli americani, gli israeliani e chiunque sia il vilain du jour.
Di nuovo, il "postmoderno" non sbaglia MAI. La cosa non è "ogni verità è lecita", ma "il falso non esiste". Dunque in esso la denuncia di una certezza che si pretende assoluta non produce MAI il dubbio, ma molte certezze assolute. E per 'assolute' intendo il senso ab-solute, sciolte da ogni criterio di aderenza alle cose.
E' questo che permette di dire nel Parlamento della Repubblica Italiana che un tale morto assassinato è un "assassino" senza mettere in moto niente di più di ciò che basta a dire "vaffanculo" (espressione postmodernista passepartout), mentre dirlo del Presidente della Repubblica di Zimbabwe per le strade di Harare fa un altro "effetto", diciamo così.
Dunque, che una letteratura "epica", o anche solo Godzilla, irrompa per farla finita con la 'gelida ironia' o il 'caldo strappapanza') (insisto su questo: il 'caldo strappapanza' è la STESSA COSA della 'gelida ironia. I Cherubini à liuto o gli Angeli Sterminatori à spadone fiammeggiante, sono sempre angeli), che qualsiasi cosa venga a farla finita è da accogliere con gioia, prima di tutto.
Ci sono un sacco di interessanti sviluppi possibili.
Supponete che si diffonda un ethos o solo un gusto 'epico' (nel senso che dice WM1).
Può un eroe epico mettersi per 67 pagine a discutere di come si cucina la tale specialità tipica?
Può mettersi a discutere di ritirarsi nei Monasteri del III millennio?
Può scendere dal treno e scoprire la "perfezione del presente" nel senso magico, non concettuale?
Ect ect ect ect.
In una possibile evoluzione ci sono turbe di 50-60-enni che hanno passato la vita a farsi un'identità "postmoderna", a studiare la première gorgée de bière (e poi sempre così fino alla zapofunzibilliardème), a inventare slogans coquets.. Gigantesca cassa integrazione.
Un'intera industria del cinema e relativi festivals da rifondare, e lo stesso per l'industria editoriale, le fictions, ect ect.
Carrière giornalistiche, carrière politiche, che non si sa più dove finiranno.
E naturalmente ci sono quelli che hanno "fallito", ma che non "falliscono" mai, e che si trovano un patrimonio intatto, perchè non compromesso, sul quale rifondare la rifondazione della rifondazione. Sono gli "epici" che livreranno una bella battaglia di clercs per scalzare i Serra o i Baricco o di Diamanti e prendere il loro STESSO posto.
Voilà, me semble-t-il, l'enjeu.
Che brutta fine che ha fatto Luther Blissett
Tutto giusto.
Vorrei aggiungere solo questo: che se è "postmoderno" mettere insieme "aree d'incanto" e "presente mercantilizzato" è però contraddittorio (questo sì) volersi allo stesso tempo spacciare per anti-postmodernisti "epici".
Questo mi fa appunto pensare (temere, meglio) che non saranno questi a irrompere per farla finita con la gelida ironia e le panze.
Ah no, no. NO NO NO.
NO NO NO NO NO NO NO NO NO
NO NO NO NO NO NO NO NO NO
NO NO NO NO NO NO NO NO NO
Mi sono male esprimée.
Dire che la letteratura è un' "area di incanto" marginalizzata dal "presente mercantilizzato" è une fadaise XIX siècle, che un minimo di 'epica' riduce assolutamente a zero.
Voir la scoperta nel 2005 del Chevalier de Sainte-Hermine di A. Dumas (père), romanzone pessimo che aggiunge il terzo tomone (1000 pagine!) e completa la trilogia cominciata con Compagnons de Jéhu e Les Blancs et les Bleus, trilogia che racconta la France dalla presa di Tolone par Buonaparte fino alla sconfitta di Napoléon (e ci sono tutti, ma proprio TUTTI; adesso sono a Bonaparte 1. console che ha finito di leggere la fattura per 40.000 franchi dei GUANTI di Joséphine), e che a sua volta fa il "Drame de la France" cominciato nel '500 con la Reine Margot e fino al Comte de Montechristo... iper-polpettone con lunghi inserimenti di dettagli presi da guide per viaggiatori e storie delle crociate disponibili all'epoca: à 24 centimes la ligne ça se comprend. Cfr. Sassoon: The Culture of the Europeans. Ma già Dumas avrebbe rigolé sull' "area di incanto").
Postmoderno è - methinks - mettere quella cosa nella pagina con gli ads e la notice sui trademarks.
Ah, OK. Avevo equivocato.
Si ma sei hai capito adesso hai l'ultravista, perchè mi sono 'spiegata' malissimo!!.
Chuis pressée. Ne riparleremo.
Ciao
Insomma, mi sembra che il tuo point sia: il "postmoderno" sta nel mettere insieme il "presente mercantilizzato" con le pubblicità e il copyright; l' "area d'incanto" è solo una bestialità. Era questo che volevi dire, credo? Se è così, sono d'accordo.
Quel che volevo dire io è che non esiste alcuna "epica" che possa andar d'accordo con l'"area d'incanto".
Ciao.
Non so perchè si contamina una locuzione dignitosissima come "Il falso non esiste" o "La perfezione del presente" con il postmoderno.
Uno che afferma che "Il falso non esiste" non si affanna a trovare una rivista per pubblicare un articolo su questo argomento.
Genna è link
Macchianera è il Blog di Gianluca Neri ( ex redattore di Cuore )che qui link viene amabilmente descritto dallo stesso Genna come la persona che ad un rinfresco dopo che dalla vendita del portale Clarence a Dada aveva guadagnato un bel gruzzolo diceva a Lapo Elkann : "Noi siamo miliardari. Ma tu, chi cazzo saresti?"
KK,
togliamo di mezzo la cosa più facile e la più irrilevante.
"Epica".
Al grado zero è lo stile proprio di qualsiasi dittatura. Puoi fare nel 1930, in Italia, Scipius Africanus tutto riccioli biondi. Puoi fare Il Soldato Ivan. Puoi fare Siegfried nelle Nebbie del Rhine. Puoi fare Rambo che stermina con una mano sola e la gamba ferita legata con le budella palpitanti di una tigre uccisa con un morso, aggrapato alla criniera di un cavallo imbizzarrito, un milione di viet-kongs.
"Epica" versus "presente mercantilizzato".
Bullshit al grado zero qui sopra. "L'impero del male", "lo Scontro di Civilità", "The Axis of Evil": stai a vedere che i detti 'teocons' difendono il pres. mercant. epicamente?
Laissons ces conneries-là.
Fai una ricerca su New York Times, par example, e vedrai che "Rocco e i suoi Fratelli" è una "Visonti 1960 epic", o troverai una storica dell'arte che ti parla di "Zelotti's epic frescoes at Cataio".
Si parla di questa "epic", o almeno credo, o almeno mi servo di questo sia pure in via sperimentale, perchè è dai colloques delle U. del Grande Satana (voilà encore de l'épique de cons) che ci viene l'adjettivo.
Facciamo finta che sia questo. D'accord?
Bon.
"letteratura epica".
Epica in quel senso.
IS THERE ANY OTHER KIND?
Forse la novità ("new" it. ep) non è che ci sia della "nuova" lett. epica, ma che ci si accorga che non ce n'è stata per voilà 30 o 40 anni. De plus. Non che non c'è stata letteratura 'epica', ma che non c'è stata letteratura.
Se il prof. Coppola pone questa profondissima questione (qui: link), che non trova risposta per 40-anni, c'è da stupirsi che qui (link) il tipo resti ancora lì a considerare pensosamente che "non gli vengono in mente racconti 'sul' '68?
(questione caprina: se è epica la lett. non fa racconti "sul" questo-o-quello. Racconta questo-o-quello. verbo transitivo).
E perchè "letteratura" in modo particolare?
Prendi un film o romanzo ombelicale e prova a cercarci la città.
Prova a immaginare una città ombelicale.
Difficile, eh? Magari si possono descrivere mercatini, cinemini, ristorantini.
Ma una città ombelicale? Città 'tentacolare', ça va. Città 'vorace', ça va encore. Città 'jungla d'asfalto', on connait la musique.
Ma una città ombelicale?
Dunque ce n'est pas par hazard che la "critique artiste" non edifica. Gli edifici restano lì, non puoi 'cancellarli' il giorno dopo al ritmo del giornale, che è il ritmo di Palombelli che dice OGGI "Rutelli battuto dai Poteri Forti" e DOMANI "basta politica parleremo di libri". Questa frase è postmoderna alla quarta potenza. Intanto questa cosa: il tempo è l'edizione del giornale, in secundis dire n'importe quoi, perchè la CHOSE non sono le elezioni o i Poteri Forti, ma Palombelli che parla (come Sinatra che canta, la Roma che gioca, ect). Inoltre QUELLO sarebbe 'parlare di politica', e parlare di libri una cosa che è nella stessa relazione con la politica che ha il dessert con l'entrée.
Dunque ecco, a me sembra che la cosa interessante è che la NIE permette di vedere lucidamente il gouffre dei passati 30-40 anni.
ANCHE SE SOLO FOSSE un astuto 'recupero' per dichiararsi innocenti di quei 30-40 anni e ripartire come niente fosse, lasciando dietro di sé, allontanando sa sé un sacco di gente che ha ORMAI 50 ANNI ALMENO, e che all'improvviso si trova ad aver accumulato un repertorio di smorfiette, mogli/mariti/figli, jobs del cavolo, pretese che di botto non "valgono" più rien du tout. Un lavoro da schiavi nel quale si è passata la vita, si è persa la giovinezza, l'"entusiasmo", si è acquistato uno swagger cinico-pleurnichant accablant che qualunque cosa dici ti 'esce' fuori una chiennerie, un abbrutimento che da ora in poi non ti varrà neanche più un invito alla solita cena.
E quelli "in the know", quelli qui 'saisissent la blague' danno conferenze al MIT e si avviano.
Tu comprends?
Va bene, epica in quel senso.
E la novità è sicuramente quella che dici: la consapevolezza che finora non c'è stata né letteratura 'epica' né letteratura senza aggettivi (premesso che "niente letteratura" non significa "niente libri").
Allora è anche chiaro, mi sembra, che non ci potevano essere "racconti sul '68" (tantomeno racconti 'epici'), perché è proprio il '68 che ha cambiato la sensibilità in modo tale che è divenatto impossibile proprio che qualcuno potesse "raccontare il '68".
A questo punto però mi incuriosisce quel che dici della storia del prof. Coppola. A me pare che la domanda sia totalmente insensata (che razza di alternativa è dare una buona educazione a una minoranza oppure insegnare roba imparata a memoria a tutti? Può quest'ultima definirsi seriamente una scuola che "va verso" le esigenze di tutti, una scuola "non di classe"?); ma mi sembra altrettanto insensata e anzi quasi tragicomica la risposta di Sessantottino: "ma siamo sicuri che la nostra proposta vada verso le persone come ippolito, e cioè la maggioranza dell'umanità che vuole rubare un 6 imparando a memoria le risposte?". La maggioranza dell'umanità vuole rubare il 6 imparando a memoria le risposte??? Può uscire da un simile guazzabuglio qualcosa di meglio che questa ASSURDA affermazione: "lo so che berlusconi ha torto, e anzi, imbroglia la gente, ma noi proponiamo troppa fatica, troppa intelligenza. e chi non ne ha di intelligenza, che deve fare? chi non ha talenti, non lo vogliamo?".
A me sembra questo, ma non so se è quel che volevi dire tu.
Ah, ma è sicuramente solo un astuto recupero per dichiararsi 'inncoenti'!
Sì, credo di aver capito.
Luke, ci sono diecimila cazzate nel discorso del poveraccio. Che ne so? quello è il discorso di uno che "ha i talenti"? Che cappero gli ha fatto saper tradurre Saffo o le lezioni del prof. Coppola? E "Ippolito", uno della sua stessa classe, nel senso doppio della parola, sarebbe l'esemplare dei milioni, ect? E si tratta di prendere 6 col prof. Scoppola? Che mi dici di quelli senza talento e senza lettere che hanno abolito l'apartheid senza spargere sangue (con tutti gli Angeli Sterminatori che hanno trovato la cosa peu catholique).
Oppure restare tenacemente attaccati all'élitarismo ma provandone un peloso rimorso e confessandolo come un bravo catholique, justement?. Dobbiamo "semplificare". Come cazzo si può semplificare ancora se siamo a 'vaffanculo'? lo scriviamo 'vaffa'?
Etc, ect ect ect.
Non ha importanza. Volevo solo dire che non so che letteratura epica sarebbe mai potuta venir fuori da questo qua.
AH "sicuramente" NO. NO NO NO.
NON è "sicuramente" niente del genere.
Ecco perchè sarebbe interessante ricominciare quella cosa. La Repubblica ha messo in linea tutto il suo archivio, pare.
Eh bien lo si saccheggia e si ricomincia Karl Kraus, par example.
C'est à vous, messieurs!
manco per un poco e voi riempite intere paginate...
Francesca, non è il "vaffa" un meraviglioso postmodernismo? Scritto su un muro a bomboletta spray, a pennarello su una panchina, a bytes su una pagina web. E la questione del metodo: davvero non esiste metodo pre-vaffa? Quale analisi ha appurato che ci si debba preoccupare del vaffa e non indagare i costi ed i benefici del reset?
Noli, precor, quibus non careo quosque non habeo, care Ale, meos frangere cocomeros(*).
Leggo qui link
uno che dice:
"C'era anche un altro racconto di questa nuova serie, che però è rimasto fuori all'ultimo momento. Raccontava di contrabbandieri, ma mi sono bloccato sul mulo. Non so nulla dei muli, non so come si caricano, quanto peso sopportano, dovrò farmi una cultura sul mulo".
Oppure, più avanti: "certi libri non puoi leggerli senza l'atlante".
(E l'intervistatore che dice: "poteva sorvolare sui dettagli").
Ecco, quello è il contrario del "e vaffanculo"; e si merita il Nobel.
Un sacco di gente si occupa dei "dettagli", stai tranquillo.
(*)C'è una canzone di Cat Stevens che si chiama "Caritas", il cui primo verso è "hunc ornamentum mundi nolo perdere".
Non ho idea di perchè sia in latino. Però per un architetto la cosa ricorda subito che, per gli antichi, l'ornamentum, da cui l'"ornato", non è una faccenda di decorazione ma di costruzione. Chissà dunque se Cat Stevens non avesse bisogno di ricorrerere a questo dettaglio dde curtura, come alla "caritas" - dunque alla cura piuttosto che all'"amore" - per dire quel che voleva dire?
Boh?
Ciao