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Cosa vuole la massa (secondo Carlyle)

Non diciamo di come il laissez-faire possa adattarsi ad altri settori; ma osiamo chiederci se gli eventi, ovunque nella storia mondioale e nella storia locale, non dicano con ogni sorta di linguaggio che, riguardo agli strati inferiori della società e al loro governo e alla loro guida, il principio del laissez-faire abbia esaurito il suo compito e che non si possa assolutamente più applicare in questa nostra Europa, e  tantomeno in questa nostra Inghilterra.

Non del malgoverno e nemmeno del nongoverno, ma solo del governo c'è bisogno ora. Qual è il sigmificato dei <<cinque punti>> se li si comprende a fondo? Che cosa sono tutte le sommosse popolari e i muggiti più folli, da Peterloo alla stessa Place de Grève? Muggiti, gridi inarticolati come quelli di una creatura muta, scossa dall'esasperazione e dal dolore; all'orecchio della saggezza sono preghiere inarticolate: <<Guidami, governami! Sono esasperata e misera, e non so guidare me stessa!>> E' certo che fra tutti i <<diritti dell'uomo>>questo diritto dell'ignorante a essere guidato dal più saggio, a essere, con delicatezza o costrizione, tenuto sulla giusta strada, è quello più indiscutibile. La natura stessa lo stabilisce fin dall'inizio; la società tribola sulla via della perfezione applicandolo e attuandolo sempre più. Se la libertà ha qualche significato essa significa godimento di questo diritto, per mezzo del quale si gode di tutti gli altri diritti.

(T. CARLYLE, Chartism [1839]; tr. it. di G. Nori, Cartismo, Macerata, 1999, p. 51-52)

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