L'età meccanica
Nulla si fa, direttamente o alla mano; tutto si fa regolatamente e secondo un piano prefisso. Tutto è pronto ad aiutare, accompagnare, abbreviare ingegnosamente, la più semplice impresa. Si sono discreditati e respinti tutti gli antichi modi di lavoro. Da ogni parte si è cacciato via il vivente artigiano per far posto a un operaio senz'anima ma più veloce. La spoletta sfugge alle dita del tessitore e cade tra dita d'acciaio che la fanno girare più rapidamente. Il marinaio ammaina la sua vela e comanda ad un robusto instancabile servitore dalle ali vaporose di portarlo sulle acque. Gli uomini hanno passati gli oceani su battelli a vapore! (...) Ma vediamo come il genio meccanico dei nostri tempi penetrò in domini affatto differenti. Non è soltanto la vita esteriore e fisica ma anche la vita interiore e spirituale che la Meccanica dirige. Là, più nulla segue il suo corso spontaneo, nulla è lasciato compiere dagli antichi metodi naturali. (...)
Insomma, come questo meraviglioso pianeta, la Terra, viaggia con i suoi simili traverso gli infiniti spazi, così i meravigliosi destini che sono i suoi passeggeri viaggiano attraverso gli infiniti del tempo, sotto una direzione più alta della nostra. Per il momento, come ce lo insegna la nostra astronomia, la sua via si dirige evrso Ercole, la costellazione della "potenza fisica": ma non è certo questo il nostro scopo più decisivo. Ovunque essa vada, il Cielo profondo sarà sempre attorno a lei. Abbiamo in ciò speranza e fede certa. Riformare un mondo, riformare una nazione? Nessun uomo saggio intraprenderà ciò; e tutti, salvo gli stolti, sanno che la sola riforma solida, per quanto più lenta, è quella che ciascuno comincia e compie in se stesso.
(T. CARLYLE, Signs of the Times, 1829; tr. it. di A. Biancotti, Segni dei Tempi, Torino, 1921, p. 46 ss.)
Commenti
è una età già superata, non credi? io sto scrivendo qui (è vero, schiacciando meccanicamente tasti su uno strano apparecchio bianco sporco) e non ho la più pallida idea di chi, come, quando e dove leggerà questo messaggio.
:-))
Sì, ma non dirlo a me!
Leggi qua: "I prodotti industriali non sono nient'altro che il simulacro macchinico della vita, l'effetto della distruzione delle relazioni sociali e il surrogato sintetico dello scambio uomo-matura". O qua: "Questo secolo è nato sotto il segno del dinamismo e dell'accelerazione: mimeticamente, l'uomo inventa la macchina che deve sollevarlo dalla fatica, ma al tempo stesso adotta ed eleva la macchina a modello ideale e comportamento di vita". E questi lo scrivono OGGI, mica nel 1839...