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      <title>Karl Kraus</title>
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      <description>Faccio di una mosca un elefante. Non è arte questa?</description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2008</copyright>
      <lastBuildDate>Fri, 18 Jul 2008 08:04:18 +0100</lastBuildDate>
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         <title>Fantasticare</title>
         <description><![CDATA[Esistono luoghi dove si &egrave; condannati a fantasticare: la catena di montaggio, il colombario burocratico, la sala d'attesa, la prigione, ogni radunanza dove manchi la passione spirituale o l'esercizio dei muscoli se non della mente.]]></description>
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         <category>La Reazione</category>
         <pubDate>Fri, 18 Jul 2008 08:04:18 +0100</pubDate>
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         <title>Il Concorso: Nuova Edizione</title>
         <description><![CDATA[La <strong>Cazzata della Settimana</strong> viene vinta per acclamazione da <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/clamoroso-sondaggio-un-terzo-degli-elettori-con-gli-%e2%80%9cestremisti%e2%80%9d-di-piazza-navona/">questo articolo</a> di Flores d'Arcais, in cui l'autore (gi&agrave; segnalatosi in precedenza per aver millantato di possedere la chiave per vincere le elezioni &quot;<em>a mani basse</em>&quot;), a proposito della manifestazione dell'8 luglio scorso a Roma che avrebbe visto in piazza la bellezza di circa 100.000 persone, a forza di elucubrare su certi sondaggi con metodi cabalistici del tipo &quot;<em>se a tre mele aggiungo due pere ottengo cinque unicorni</em>&quot; (il 29,4% del campione consultato dal sondaggio diventa allegramente &quot;<em>oltre un terzo del corpo elettorale che si esprime</em>&quot;; per non parlare di questa stupefacente trasformazione: &quot;<em>la maggioranza degli elettori di Veltroni non ha dubbi, sta con piazza Navona, 48,2 contro 39,2, il che, ricalcolato senza tener conto del 12,4 di astenuti, significa 55% con piazza Navona contro il 45% col segretario del Pd. Che dunque, contro un candidato di piazza Navona, perderebbe oggi le primarie dentro il suo stesso partito</em>&quot;) conclude di avere in mano la bussola della futura condotta politica del PD e di poter dettare la linea a Veltroni.]]></description>
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         <category>Concorsi</category>
         <pubDate>Thu, 17 Jul 2008 12:13:04 +0100</pubDate>
      </item>

      
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         <title>Parla la classe del 1912</title>
         <description><![CDATA[&quot;Mio nonno e mia nonna avevano nove figli; tutti si sposarono ed ebbero figli a loro volta. Abitavamo tutti quanti insieme, eravamo ventinove. Solo a voler dire &quot;Buongiorno&quot; e &quot;Buonanotte&quot; a tutti, passava mezza giornata...]]></description>
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         <category></category>
         <pubDate>Tue, 15 Jul 2008 12:50:59 +0100</pubDate>
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         <title>Europa</title>
         <description><![CDATA[<p>R. GARY, <em><u>Europa</u></em>, Paris, Gallimard, 1972, p. 373&nbsp;</p><p>Mai&nbsp;tradotto in italiano, e a quel che so neppure ristampato, &egrave;&nbsp; un romanzo bellissimo. La trama &egrave; semplice: venticinque anni prima dell'inizio del libro, un giovane uomo (Jean Danth&egrave;s), al promettente inizio della carriera diplomatica, &nbsp;ha abbandonato una donna (Malwina von Leyden) pi&ugrave; anziana e dal dubbio passato, non si sa se prima o dopo averle causato - o forse solo aver assistito all'incidente - una grave infermit&agrave;.</p>]]></description>
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         <category>Narrativa</category>
         <pubDate>Sun, 13 Jul 2008 08:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>Un&apos;idea dell&apos;Europa</title>
         <description><![CDATA[Egli si irritava&nbsp; anche di questo dandysmo dei sentimenti e di questo raffinamento della sensibilit&agrave; che gli avrebbero meritato una palla nella nuca nel nome di tutti quelli che muoiono di fame&nbsp; ed erano massacrati nel mondo. L'Europa dei suoi sogni non poteva coesistere pacificamente&nbsp; con la sofferenza, la disumanizzazione e la miseria psicologica d'un miliardo di esseri umani per i quali la stessa parola &lt;&lt;cultura&gt;&gt; era un insulto e una provocazione.]]></description>
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         <category>Europa</category>
         <pubDate>Mon, 14 Jul 2008 08:00:00 +0100</pubDate>
      </item>

      
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         <title>Don&apos;t blame the speculators</title>
         <description><![CDATA[Ne aveva gi&agrave; <a href="http://www.economist.com/finance/displaystory.cfm?story_id=11453090">parlato</a> l'<em><u>Economist</u></em> parecchio tempo fa (e l'avevo gi&agrave; citato <a href="http://karlkraus.urbiloquio.com/archives/2008/06/linflaizone_alimentare_e_le_be.php">qui</a>). Poi c'&egrave; stato un importante intervento del professor <a href="http://www.nytimes.com/2008/05/12/opinion/12krugman.html?ex=1368331200&amp;en=94f48ca72770aae6&amp;ei=5124&amp;partner=permalink&amp;exprod=permalink">Krugman</a>. Adesso sul sito del professor <a href="http://gregmankiw.blogspot.com/2008/07/defense-of-oil-speculators.html">Mankiw</a> trovate altri riferimenti.&nbsp;]]></description>
         <link>http://karlkraus.urbiloquio.com/archives/2008/07/dont_blame_the_speculators.php</link>
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         <category></category>
         <pubDate>Thu, 10 Jul 2008 12:46:57 +0100</pubDate>
      </item>

      
      <item>
         <title>La democrazia (secondo Carlyle)</title>
         <description><![CDATA[In questi ultimi tempi, la democrazia avanza rapidamente, sempre pi&ugrave; rapidamente, con una pericolosit&agrave; direttamente proporzionale alla sua accelerazione; il progresso delle cose tende ovunque verso la democrazia, e verso di essa soltanto, come sua meta finale e traguardo. Cos&igrave; pensano, cos&igrave; gridano ovunque a gran voce le masse.]]></description>
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         <category>La Reazione</category>
         <pubDate>Wed, 09 Jul 2008 09:10:09 +0100</pubDate>
      </item>

      
      <item>
         <title>Muhammad Yunus visto da un architetto</title>
         <description><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana">Questa &egrave; la fiaba del <em>&ldquo;io ti presto pochi spiccioli, quelli che ti servono per costruire semplici oggetti e rivenderli, tu mi restituisci gli spiccioli con un piccolo interesse e in piccole rate&rdquo;. </em></span></p><span style="font-family: Verdana"><span style="font-family: Verdana">E&rsquo; una fiaba, state accorti, non &egrave; la pubblicit&agrave; della cucina o del televisore al plasma in 10 comode rate. </span><span style="font-family: Verdana"><p>&nbsp;</p></span></span>]]></description>
         <link>http://karlkraus.urbiloquio.com/recensioni/2008/07/muhammad_yunus_visto_da_un_arc.php</link>
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         <category>Economia</category>
         <pubDate>Mon, 07 Jul 2008 15:31:36 +0100</pubDate>
      </item>

      
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         <title>La produttività è una parolaccia?</title>
         <description><![CDATA[<p>No, non mi sento male. E' che in <a href="http://troppagrazia.ilcannocchiale.it/post/1944770.html">questo post</a> (su un blog scoperto grazie ad Alessandro) ho letto quanto segue:</p><p style="color: #ff0000">se, come dice GS, l'unico modo di fare cultura di sinistra &egrave; dire qualcosa di nuovo (e io ne sono convinta quanto lui), allora bisogna dire cose finora inaudite, cose coraggiose, cose scomode. </p><p style="margin-bottom: 0cm; color: #ff0000; font-style: normal" align="justify">Per esempio: </p><ol><li><p style="margin-bottom: 0cm; color: #ff0000" align="justify"><span style="font-style: normal">che la produttivit&agrave; di cui tutti si riempiono la bocca dovrebbe essere considerata una bestemmia, perch&eacute; ormai la maggior parte di ci&ograve; che si produce e si smercia &egrave; roba che non serve a nulla, costa molto, dura poco e in men che non si dica aumenta la massa atroce&nbsp;del pattume&nbsp;e che quindi la cosa pi&ugrave; razionale da fare &egrave; diminuire l'orario di lavoro, permettendo alla gente di coltivare le relazioni di cura oggi spesso trascurate e che costituiscono un altro drammatico problema che il </span><em>welfare </em><span style="font-style: normal">non colma e che diventa un incentivo all'arrivo di masse di sfruttati provenienti da altri Paesi;</span></p></li></ol>]]></description>
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         <category>Fuffologia</category>
         <pubDate>Mon, 07 Jul 2008 07:56:40 +0100</pubDate>
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         <title>Happiness Universal Customer Service</title>
         <description><![CDATA[-(ding!).C'&egrave; nessuno?! (ding! DING! DING!!). ALLORA!?!<br />-Buon giorno! Benvenuta al Customer Service dell'Universo! Come posso renderla felice, oggi?<br />-Ecco appunto! Dov'&egrave; la mia Felicit&agrave;?<br />-Ehm! Buongiorno! Siamo qui per soddifarla! L'Universo &egrave; a sua completa&nbsp;  disposizione! Vuole una regolatina? Nessun Problema! Dica, dica!]]></description>
         <link>http://karlkraus.urbiloquio.com/recensioni/2008/06/happiness_universal_customer_s_1.php</link>
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         <category>Antropologia</category>
         <pubDate>Mon, 30 Jun 2008 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>

      
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         <title>Pena di morte e deterrenza</title>
         <description><![CDATA[<p>Si discute da molti anni circa l'effettiva effciacia deterrente della pena di morte.</p><p><a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/06/29/AR2008062901476.html?nav=rss_opinion/columns">Questo</a> bellissimo articolo di Sunstein e Wolfers ci spiega perch&eacute; bisogna diffidare sia di chi ci dice che&nbsp;la dterrenza &egrave; provata, sia di chi afferma il contrario. In poche parole, i dati non consentono di&nbsp;trarre alcuna conclusione.&nbsp;</p>]]></description>
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         <category></category>
         <pubDate>Wed, 02 Jul 2008 09:05:04 +0100</pubDate>
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         <title>Mugabe (come lo vedeva Doris Lessing nel 1988)</title>
         <description><![CDATA[<span style="color: #3333ff">Robert Mugabe &egrave; il prodotto di una cultura autoritaria. E' stato educato da cattolici autoritari. Le persone che gli hanno dato un'istruzione e i suoi compagni di scuola dicono che era intelligente, che leggeva sempre, che non faceva comunella facilmente con gli altri, ma osservava e ascoltava: &lt;&lt;Un tipico intellettuale&gt;&gt;. E' cresciuto sotto la Supremazia Bianca, il che era come vivere sotto un coperchio freddo, un cielo gelido. La sua cultura, il suo popolo, subivano continuamente critiche, denigrazioni, spregio...</span>]]></description>
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         <pubDate>Tue, 01 Jul 2008 08:25:12 +0100</pubDate>
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         <title>Cosa vuole la massa (secondo Carlyle)</title>
         <description><![CDATA[Non diciamo di come il <em>laissez-faire</em> possa adattarsi ad altri settori; ma osiamo chiederci se gli eventi, ovunque nella storia mondioale e nella storia locale, non dicano con ogni sorta di linguaggio che, riguardo agli strati inferiori della societ&agrave; e al loro governo e alla loro guida, il principio del <em>laissez-faire</em> abbia esaurito il suo compito e che non si possa assolutamente pi&ugrave; applicare in questa nostra Europa, e&nbsp; tantomeno in questa nostra Inghilterra.]]></description>
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         <category>La Reazione</category>
         <pubDate>Mon, 30 Jun 2008 11:32:52 +0100</pubDate>
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         <title><![CDATA[Notizia Esclusiva: il PIL non misura la Felicit&agrave;!!]]></title>
         <description><![CDATA[Nonostante gli &quot;economisti&quot; mandino ormai da 100 anni segnali dal Pianeta Terra su tutte le frequenze, ridotti ormai alla disperazione, non c'&egrave; modo di far capire ai Decrescenti Felici questa semplice affermazione: IL PIL NON MISURA LA FELICITA'!.]]></description>
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         <category>Discussioni Fichissime</category>
         <pubDate>Sun, 29 Jun 2008 00:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>A che punto è la notte?</title>
         <description><![CDATA[<p>E' il destino dell'epoca nostra, con la sua caratteristica razionalizzazione e intellettualizzazione, e soprattutto col suo disincantamento del mondo, che proprio i valori supremi e sublimi sian divenuti estranei al gran pubblico per rifugiarsi&nbsp; nel regno extramondano della vita mistica o nella fraternit&agrave; dei rapporti immediati e diretti fra i singoli. Non &egrave; a caso che la nostra arte migliore sia intima e non monumentale, e che oggi soltanto, in seno alle pi&ugrave; ristrette comunit&agrave;, nel rapporto da uomo a uomo, nel <em>pianissimo</em>, palpiti quell'indefinibile che un tempo pervadeva e rinsaldava come un soffio profetico e una fiamma impetuosa le grandi comunit&agrave;. Proviamoci e forzare e a &lt;&lt;suscitare&gt;&gt; un senso monumentale dell'arte, ed ecco nascere un pietoso aborto come quello dei numerosi monumenti commemorativi degli ultimi vent'anni. Qualcosa di simile si riproduce nella vita interiore, con effetti ancor pi&ugrave; deleteri, se si cerca di escogitare nuove forme religiose senza una nuova e genuina profezia. E la profezia formulata dalla cattedra potr&agrave; forse dar vita a sette fanatiche, mai per&ograve; ad una autentica comunit&agrave;. A chi non sia in grado di affrontare virilmente questo destino della nostra epoca bisogna consigliare di tornare in silenzio, senza la consueta conversione pubblicitaria, bens&igrave; schiettamente e semplicemente, nelle braccia delle antiche chiese, largamente e misericordiosamente aperte.&nbsp; Esse non gli rendono il passo difficile. Comunque, bisogna compiere - &egrave; inevitabile - il &lt;&lt;sacrificio dell'intelletto&gt;&gt;, in un modo o nell'altro.&nbsp; Non glielo rimprovereremo, se egli ne sar&agrave; realmente capace. Giacch&eacute; un simile sacrificio dell'intelletto in favore di una incondizionata dedizione religiosa &egrave; pur sempre qualcosa di moralmente diverso da quel modo di evitare la semplice probit&agrave; intellettuale che si verifica quando, non avendo il coraggio di rendersi chiaramente conto della propria posizione ultima, si allevia questo dovere col rifugiarsi nel relativo. E lo considero anche pi&ugrave; rispettabile di quella profezia che si proclama dalla cattedra senza aver capito che tra le pareti dell'aula d'insegnamento una sola virt&ugrave; ha valore: la semplice probit&agrave; intellettuale. La quale ci impone di mettere in chiaro che oggi tutti coloro i quali vivono nell'attesa di nuovi profeti e nuovi redentori si trovano nella stessa situazione descritta nel bellissimo canto della scolta idumea durante il periodo dell'esilio, che si legge nell'oracolo di Isaia: &lt;&lt;Una voce chiama da Seir in Edom: Sentinella! qaunto durer&agrave; ancora la notte? E la sentinella risponde: Verr&agrave; il mattino, ma &egrave; ancor notte. Se volete domandare, tornate un'altra volta&gt;&gt;. &nbsp;Il popolo, al quale veniva data questa risposta, ha domandato e atteso ben pi&ugrave; ,di due millenni, e sappiamo il suo tragico destino. Ne vogliamo trarre l'ammonimento che anelare ed attendere non basta, e ci comporteremo in altra maniera: ci metteremo al nostro lavoro ed adempiremo al &lt;&lt;compito quotidiano&gt;&gt; - nella nostra qualit&agrave; di uomini e nella nostra attivit&agrave; professionale. Ci&ograve; &egrave; semplice e facile, quando ognuno abbia trovato e segua il demone che tiene i fili della <em>sua</em> vita.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>(M.WEBER,<em><u> La scienza come professione</u></em>, tr. A. Giolitti, Torino, 1997, p. 41-43)</p>]]></description>
         <link>http://karlkraus.urbiloquio.com/archives/2008/06/a_che_punto_e_la_notte.php</link>
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         <category>Elementi di liberalismo per principianti</category>
         <pubDate>Fri, 27 Jun 2008 08:09:49 +0100</pubDate>
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