Il Boléro
“Una danza di movimento molto moderato e costantemente uniforme, tanto per la melodia che per l’armonia e il ritmo, quest’ultimo marcato incessantemente dal tamburo. Il solo elemento di diversità è rappresen
tato dal crescendo orchestrale”: così Maurice Ravel (1875 – 1937) definisce il suo Boléro. E ci sarebbe poco da aggiungere. Listen to it here.
E’ una composizione in cui emerge in modo del tutto evidente la maestria di Ravel come orchestratore: in effetti, la composizione del Boléro si riduce quasi a un lavoro di pura orchestrazione. Il tema, tipicamente spagnolo, non è armonizzato in maniera particolarmente originale, né è variato, tantomeno modulato, salvo all’ultima coda.
E’ molto interessante la composizione dell’orchestra: archi, un’arpa, una celesta; quattro clarinetti: uno in mi bemolle, due in si bemolle, un clarinetto basso; due flauti, due ottavini, due oboe, un oboe d’amore, un corno inglese; due fagotti, un controfagotto, quattro corni, una piccola tromba in re, tre trombe, tre tromboni, una tuba, tre sassofoni (sopranino, soprano e tenore); e le percussioni: tre timballi, due tamburi, cimbali e tam-tam. L’utilizzo dell’oboe d’amore, il cui suono è intermedio tra quello dell’oboe e quello del corno inglese, è abbastanza insolito, così come la presenza della piccola tromba in re.
Il compositore era molto attento a che la composizione non fosse suonata troppo svelta: son famosi i suoi rimproveri rivolti a Toscanini, che nella direzione del Boléro tendeva ad accelerare. Racconta il maestro Pedro de Freitas Branco che lui stesso fu testimone dei rimproveri che Ravel indirizzò al celebre maestro italiano: “ma – aveva risposto quest’ultimo – se lo suono meno svelto non sarà più sopportabile!”. Uscendo dal teatro, il compositore fece a de Freitas Branco questa riflessione: “Egli non capirà mai, dunque, che io ho precisamente voluto che fosse insopportabile”. Quando era lo stesso autore a dirigere la propria composizione lo faceva lentamente, escludendo inesorabilmente qualunque variazione, piccola che fosse, di tempo e soprattutto l’accelerazione.
Roger Cotte scrisse che Ravel fu estremamente sorpreso del successo del suo Boléro e sempre pensò che ciò fosse stato possibile a causa di un’incomprensione tra pubblico e opera. Dopo la prima esecuzione, il 20 novembre 1928, quando il fratello gli riferì che, nonostante l’entusiasmo generale, una vecchia signora aveva avuto una reazione indignata e si era lasciata trasportare fino a gridare “al pazzo!”, egli rispose con un misterioso sorriso: “Quella…quella ha capito”
(Carla Dessy)
tato dal crescendo orchestrale”: così Maurice Ravel (1875 – 1937) definisce il suo Boléro. E ci sarebbe poco da aggiungere. Listen to it here.E’ una composizione in cui emerge in modo del tutto evidente la maestria di Ravel come orchestratore: in effetti, la composizione del Boléro si riduce quasi a un lavoro di pura orchestrazione. Il tema, tipicamente spagnolo, non è armonizzato in maniera particolarmente originale, né è variato, tantomeno modulato, salvo all’ultima coda.
E’ molto interessante la composizione dell’orchestra: archi, un’arpa, una celesta; quattro clarinetti: uno in mi bemolle, due in si bemolle, un clarinetto basso; due flauti, due ottavini, due oboe, un oboe d’amore, un corno inglese; due fagotti, un controfagotto, quattro corni, una piccola tromba in re, tre trombe, tre tromboni, una tuba, tre sassofoni (sopranino, soprano e tenore); e le percussioni: tre timballi, due tamburi, cimbali e tam-tam. L’utilizzo dell’oboe d’amore, il cui suono è intermedio tra quello dell’oboe e quello del corno inglese, è abbastanza insolito, così come la presenza della piccola tromba in re.
Il compositore era molto attento a che la composizione non fosse suonata troppo svelta: son famosi i suoi rimproveri rivolti a Toscanini, che nella direzione del Boléro tendeva ad accelerare. Racconta il maestro Pedro de Freitas Branco che lui stesso fu testimone dei rimproveri che Ravel indirizzò al celebre maestro italiano: “ma – aveva risposto quest’ultimo – se lo suono meno svelto non sarà più sopportabile!”. Uscendo dal teatro, il compositore fece a de Freitas Branco questa riflessione: “Egli non capirà mai, dunque, che io ho precisamente voluto che fosse insopportabile”. Quando era lo stesso autore a dirigere la propria composizione lo faceva lentamente, escludendo inesorabilmente qualunque variazione, piccola che fosse, di tempo e soprattutto l’accelerazione.
Roger Cotte scrisse che Ravel fu estremamente sorpreso del successo del suo Boléro e sempre pensò che ciò fosse stato possibile a causa di un’incomprensione tra pubblico e opera. Dopo la prima esecuzione, il 20 novembre 1928, quando il fratello gli riferì che, nonostante l’entusiasmo generale, una vecchia signora aveva avuto una reazione indignata e si era lasciata trasportare fino a gridare “al pazzo!”, egli rispose con un misterioso sorriso: “Quella…quella ha capito”
(Carla Dessy)
Commenti
Toscanini accelerava sempre (Lizzy Schwarzkopf parlava dei suoi "tempi superveloci"). Lui però sosteneva di rispettare alla lettera le indicazioni di tempo delle partiture.
Cmq il Bolero diretto da Toscanini non l'ho mai ascoltato.
E' un poco una tradizione italiana dei direttori d'orchestra, soprattutto quelli d'opera..Verdi, per esempio, è bello diretto così, incalzante, un poco accelerato. E penso che nel dire di rispettar perfettamente le indicazioni di tempo delle partiture Toscanini celiasse: l'interpretazione, la linea, il colore che il direttore dà al pezzo sta anche in questo, nel decidere quando accelerare e quando rallentare.
verdi è una banda...
nobile banda, eh!
esalta muti e i suoi capelli.
Ammiratrice di Muti, mi par di capire :-)
moltissimo.
non mi capacito della sua perdita.
non ci dormo più la notte.
come l'orchestra tutta.
tutti disperati.
La bellezza della musica da camera e' quella: stai li' col tuo pigiamino, abbracci il tuo orsacchiotto preferito (al mio pesce Nemo piace molto la musica Spagnola), e' alla terza ripetizione del medesimo schema musicale, chiudi gli occhi e ti addormenti.
Funziona benissimo, e non serve stare li' a fabbricarsi immagini oniriche bucoliche con pecore saltanti stessate e pastori che con un conta-cellule in mano annoverano il numero degli ovini.
Se qualcuno non avesse avuto occasione di vederla, consiglio l'associazioen del bolero di ravel alle immagini disegnate da bruno bozzetto, nel file "allegro non troppo"
Forse uno che l'ha veramente capito è Maurice Béjart (qualcuno di quelli che sanno come potrebbe magari cercare un video della sua choréo danzata da Jorge Donn, ah..).
"Musique trop connue et pourtant toujours nouvelle grâce à sa simplicité. Une mélodie (d'origine orientale et non espagnole) s'enroule inlassablement sur elle-même, va en augmentant de volume et d'intensité, dévorant l'espace sonore et engloutissant à la fin la mélodie".
[M. Béjart]
si avvolge su se stessa al battito costante del tambouro (inlassablement = senza stancarsi) e va aumentando di volume e intensità 'divorando' e alla fine 'inghiottendo'.
La 'velocità' proprio NON c'entra:)))
Bellissimo, Francesca.
Orientale e non spagnola, molto interessante, non ci avevo pensato.
A me è piaciuta molto anche la coreografia di Roland Petit, in un'ambientazione scarna, solo i corpi e solo una coppia di ballerini, con le luci di un porto e nient'altro.
Ah si, bellissima anche quella di Petit!.
Sto cercando di far mettere la musica al tuo post come abbiamo fatto con Debussy ma c'è qualche cosa che non marcha. DDP è chissà dove e io non so come aggiustare la cosa.
La prossima volta (spero PROSSIMA nel senso di vicina) ci parli di un musica fammelo sapere in avanzo che lavoriamo alla soundtrack!.
Quella cosa meravigliosa su Dante?
Ci sto lavorando. E' che devo sfrondare, troppa roba...man mano che leggo c'è sempre qualche altro elemento da aggiungere, devo far un po' di chiarezza e pulizia nella mia testa :-) Forse faccio prima con Beethoven, la settima, la mia preferita.
Consiglio: prima scrivi TUTTA l'opera, poi pubblichiamo un brano per volta, uno dal primo volume, uno dal tredicesimo, e così via.
Sono contenta che trovi continuamente elementi DA AGGIUNGERE!.
Ciao!
che opera stai scrivendo, bb?!?
Sorpresa :-)
(sempre che riesca a veder la luce e non sia una delle mie eterne incompiute, come quella su Mahler..)
Hello there.
You can now play M. Ravel's Boléro online!.
Adjust the volume, popup the Music Reviews page, locate the Bolero and click on the > button.
Great music to celebrate Italy's win over Australia, France's over the All Blacks (although I doubt this one, Fran), the great Springboks' over Ireland, and Frannie's birthday party!.
All happening next Saturday!
Best. DDP