Signori, (ci) si svende!- di Anna Diana Debernardi
In questi giorni a Venezia si tiene la Biennale di Architettura, appuntamento irrinunciabile per appassionati e addetti ai lavori.
Edizione deludente, a mio parere, dedicata alle Metropoli del Mondo.
Ma non è dell’esposizione all’Arsenale né nei diversi Padiglioni che voglio parlare, bensì di una particolare “sezione” che quest’anno la Biennale dedica a due progetti molto importanti per Milano.
Trattasi del progetto Milano-Santa Giulia di Sir Norman Foster e del progetto per l’ex area Falck a Sesto San Giovanni (immediata periferia nord di Milano) di Renzo Piano.
Il primo, per la verità, non è una grande novità.
Il cantiere è aperto, una selva di gigantesche gru ne è la prova: la città nella città, l’utopia fosteriana è in costruzione.
1,2 milioni di metri quadrati a sud est del Duomo pronti a trasformarsiin un nuovo centro completo di servizi e collegamenti; non più, dunque, una periferia ghettizzata o una città giardino priva di servizi, vissuta come dormitorio.
Il secondo, invece, è solo all’inizio: presentato a giugno, il progetto definitivo sarà sul tavolo del sindaco di Sesto S.Giovanni a dicembre.
Se non vi saranno intoppi, in breve si arriverà alla firma sull’accordo di programma.
Quel che è certo è che si preannuncia come l’ennesimo successo di quel genio dell’architettura che è Piano, progettista di chiara fama, costruita sull’attenzione posta alle preesistenze, alla memoria storica dei luoghi e soprattutto alle nuove tecnologie.
Definito “La città della ricerca”, il progetto per i 150 ettari dell’ex area Falck prevede, immersi in un grande parco da 40 ettari, residenze, uffici, commerciale ma soprattutto funzioni diverse, innovative quali la ricerca.
Si collabora con Carlo Rubbia e si punta all’energia pulita dell’idrogeno, non solo per gli edifici, ma anche per l’apertura del suo centro di sperimentazione; si sono presi contatti con laboratori medici per lo sviluppo di particolari settori della ricerca e, sempre nelle intenzioni, è previsto un vero e proprio polo per il verde, con laboratori avanzati di botanica applicata ai progetti.
Dietro a entrambi i progetti è lo stesso, lungimirante (come da definizione dello stesso N. Foster) imprenditore, il Cavalier Luigi Zunino, venuto dal Piemonte per ridare lustro e slancio al capoluogo lombardo.
Acquisite una dietro l’altra le due aree, Zunino e la sua Società Risanamento stanno ora raccogliendo i frutti del proprio investimento, tanto da vedersi dedicato un padiglione della Biennale!
Un successo e un riconoscimento straordinari.
Nonché un segno del Tempo.
Vero, l’architettura senza soldi non si fa; questa, oltretutto è ottima architettura.
Quel che però si contesta, o per lo meno ci si limita ad osservare, sono i modi, le celebrazioni (auto?) a cui un’Istituzione pubblica come la Biennale si è piegata o volentieri prestata.
Il padiglione Milano, negli articoli di presentazione è stato definito così, sarebbe più opportuno chiamarlo Padiglione Zunino, in cui campeggia la gigantografia dell’imprenditore, le sue frasi “storiche” , il logo della sua Società Risanamento.
Difficile, per coloro che vi sono imbattuti, scordarsi di lui.
Compito ancor più ostico per i milanesi che un giorno sì e l’altro pure vedono intere pagine di giornali nazionali comprate dalla Risanamento che si fa, ci mancherebbe altro, pubblicità.
Ma il Cavalier Luigi Zunino non è che il caso più famoso ed eclatante di una nuova generazione di imprenditori immobiliari filantropi e benefattori delle città, che si stanno facendo largo e lustro a scapito delle colpevolmente vacanti Amministrazioni Pubbliche.
Milano è un continuo esempio di questo emergente fenomeno, che, se nei sui fini è lodevole e rimarchevole, nei mezzi e negli attori evidenzia la crisi nera delle Istituzioni Pubbliche e delle Amministrazioni, povere di fondi ma soprattutto povere di politica e gestione del territorio.
E questo è delittuoso.
Lasciare all’iniziativa privata lo studio, la progettazione e la realizzazione di opere su scala urbanistica significa ammettere la propria incapacità amministrativa.
Altro caso milanese, illustrato alla Biennale, è quello del Metrobosco: progetto correttivo (in meglio, per fortuna) su progetto originario dell’architetto-urbanista Stefano Boeri per una cintura verde intorno a Milano, promosso da Provincia, Regione e Comune.
Un vero e proprio piano urbano.
Peccato che il committente non sia l’Amministrazione Pubblica (che si limita a promuove e a compiacersi del fatto di essere sollevata da cotanta responsabilità!) bensì il Sig. Manfredi Catella, amministratore dell’immobiliare Hines, proprietaria dell’86% dei diritti di edificazione dell’area Garibaldi-Repubblica!
Inutile poi scandalizzarsi se il restauro delle Mura Spagnole (sempre a Milano) si finanzia grazie alla “volontà filantropica” della Società pubbliciaria T.M.C che ha avuto in concessione tutto il perimetro delle Mura per i propri giganteschi cartelloni pubblicitari, che si prevedono essere meravigliosi, sicuramente meglio di quei mattoni un po’ ammuffiti e muschiati che sono ora le Mura Spagnole.
D’altronde, mi si dirà, è solo per il tempo del restauro.
Lo si fa a fin di bene.
Quasi quasi, sentitamente ringrazio.
(Anna Diana Debernardi)
Commenti
-->Lasciare all’iniziativa privata lo studio, la progettazione e la realizzazione di opere su scala urbanistica significa ammettere la propria incapacità amministrativa.
E' probabile. Ma non sarebbe ancor peggio non ammetterla?
fare la gara sul peggio non mi sembra un buon criterio, comunque.
a mio parere, le amministrazioni pubbliche devono avere una politica del territorio precisa, ovvero una visione più ampia, che è appunto la visione del politico e non del singolo operatore, sia esso un imprenditore immobiliare, un economista, un architetto etc. etc. il cui compito è proprio di lavore all'interno di questa visione, dettata da chi deve amministrare.
Non saprei dire se si fanno largo "a scapito" della città, o perchè l'intervento di Zunino sia "delittuoso". Quello è precisamente il modo in cui le idee, l'energia, la sensibilità e anche i soldi dei cittadini si fanno "città", e la ragione percui le città (vive) hanno caratteri differenti: Berlino Paris o Londra. E anche Firenze, edificata da mercanti e banchieri.
Il peggio invece che possano fare le Amministrazioni Pubbliche è semplicemente chiedere "sponsorizzazioni", i soldi e non le idee. Ed è così che non si fa più urbanismo ma solo arredamento.
perchè la visione deve essere DETTATA? e dettata da funzionari? Una cosa sono gli strumenti, il piano regolatore, un'altra del tutto le opere, no?
sicuramente, tra l'altro (e verrà fuori in ciò che sto scrivendo in concerto con Alessandro) io sono più per il fare, che il non fare.
l'immobilismo e la mancanza di coraggio non servono a nulla.
milano non è propriamente una città d'arte, rispetto a molte altre città italiane dà la possibilità di agire senza troppe timidezze o prudenze protezionistiche, però è anche la città che non trova i soldi per la Biblioteca Europea, sulla cui pelle si fa bella da 2 amministrazioni in qua.
eppure non ci sono i soldi, a bilancio non esiste, il progetto però definitivo a bolles&wilson si è pagato.
non credo che la vedrò mai questa magnifica (veramente, è un progetto molto bello) biblioteca, vedrò invece i condomini che sono stati concessi in cambio dell'area.
il privato comunque riesce a costruire e a fare i suoi enormi guadagni, troppo spesso invece la città perde grandi occasioni.
Ma dai. Lunga tradizione milanese invece, il Filarete, per non parlare di Napoleone.
Ma il punto, io credo, è che non è il funzionario che deve 'volere' la Biblioteca ma la città, i cittadini. E che devono volere architettura e non architetti (Gae Aulenti a piazza Cadorna, mi pare).
L'architettura in città è un fatto civile, ed è la prima cosa che decade quando è la cittadinanza che decade. Questo decadimento, che può assumere le forme le più diverse (a Roma: nun se tocca gnente!), è un sintomo e contribuisce contemporaneamente come causa. Come fai architettura soprattutto cittadina quando è de rigueur la festa campestre (come a Roma?).
però vedo che, in un modo o nell'altro, la tendenza a coprire mura antiche è diffusa
qui a firenze si è pensato bene di costruire un meraviglioso parcheggio a più piani attaccato alla Fortezza Da Basso, talmente vicino da coprirne un intero lato
nel progetto iniziale, doveva essere addirittura più alto delle mura cinquecentesche
dopo le veementi proteste di cittadini antiquati e senza il minimo senso dell'innovazione, il comune ha dovuto buttar giù quanto già eretto e ricominciare di lato, lasciando un pò di spazio fra la nuova opera di estrema utilità pubblica(...) e l'opera di Sangallo
per ridurre l'impatto visivo del mostro in cemento, hanno anche deciso di ricoprirlo con della bellissima erbetta
ora l'amministrazione ha anche il coraggio di vantarsi dell'effetto ottico: volete mettere che bello il contrasto fra il verde-giallo del prato spelacchiato con il rosso delle mura?
(il parcheggio ovviamente non lo userà mai nessuno...)
Billie, una curiosità: era di CEMENTO? solo per curiosità, non cambia niente al tuo discorso.
Apprezzerei moltissimo Annna D, che tu ci raccontassi con convenienza tua quel che hai visto a Venezia sulle ALTRE metropoli, quelle del Sud in particolare (Jo'burg, Bogotà, eccetera). Che fanno?
Il mostro di "cemento" è probabilmente un'idea di funzionari comunali?
E le mura sono sacre perchè cinquecentesche o cinquecentesche perchè "sacre"?
ebbè, io di architettura e di costruzioni non so niente
era grigio e sembrava cemento
è orrendo, questo lo so
francesca le mura non sono "sacre"
sono bellissime
e secondo me e secondo tanti cittadini come me, da difendere
tanto più che la costruzione del mostro (voluto congiuntamente dalla giunta e dalle associazioni che nella Fortezza ci tengono sfliate di moda e quant'altro) è assolutamente inutile
è anche urbanisticamente fuori luogo per come la viabilità cittadina è fatta
detto da una che di urbanistica non ci capisce niente, ma che negli ingorghi creatisi ci annega ogni giorno
Queste non sono pulci, e soprattutto non sono pulci fatte a TE. Di questo tipo di "pulci" qui si è occupata TUTTA FIRENZE all'epoca dei Medici, ed è perchè ci si occupò tutti di queste pulci, soprattutto quelli che "non ci capivano", che hai "mura cinquecentesche" da proteggere e conservare, è per questo cioè che anche quelli che "non ci capivano" allora capiscono OGGI di mura cinquecentesche, almeno che bisogna conservarle.
ah si?
sembrava...
parzialmente vero.
roma riutilizzava i marmi, disfacendo edifici che noi oggi non ci azzarderemmo nemmeno a toccare!
il partenone era un deposito di esplosivi.
l'intoccabilità è concetto recentissimo, in termini storici.
c'è che non si ha più una linea unica e univoca, non si ha più la certezza del bello, né in campo architettonico si vive di certezze.
ogni epoca passata credeva (il ventennio, per esempio) nella propria arte e nella propria architettura, oggi non è così.
per questa vertigine della massima libertà certe volte si realizzano mostri, altre volte invece capolavori.
francesca, sulle città del sud del mondo esposte alla biennale non saprei argomentare a sufficienza.
c'era però una cosa: a bogotà la municipalità ha cercato e cerca di coinvolgere il più possibile gli abitanti dei quartieri poveri, delle emergenze sociali ed architettoniche.
la collaborazione origina portecipazione, tensione e volontà comune verso la soluzione dei problemi.
senso di appartenenza, insomma.
ingrediente trasversale indispensabile per la buona riuscita degli intenti umani.
Senso di appartenenza che si CREA intorno ad un PROGETTO, a qualcosa che non c'è ancora, non intorno a quel che fummo o quel che ci fu. Le mura cinquecentesche furono COSTRUITE e sono cinquecentesche non perchè qualcuno le ha progettate "cinquecentesche" ma perchè furono fatte nel '500, quando erano hi-tech e contemporanee. "cinqecentesche" non significa "blocchi di tufo e bugnato dorati dal sole mentre mangio la ribollita" ma esigenze militari, orientamento della sensibilità, sviluppo dei commerci e dei traffici, umanesimo, "la città come opera d'arte" (Buckhardt, mi sembra). Significa un certo modo di "fare le pulci", che è la curiosità per quello che POTREBBE essere. Nessuno, soprattutto NON i funzionari, vi chiedono di "fare le pulci". Nell'altra finestrella Carla vi mostra un certo modo di fare "le pulci" alla lingua e alla musica e ai miti.
ma grazie di avermelo spiegato francesca
ed io che ero effettivamente convinta che cinqucentesce fosse proprio "blocchi di tufo e bugnato dorati dal sole mentre mangio la ribollita"
anche se ci aggiungevo anche un pò di pappa al pomodoro
ora passo di là ad imparare un pò di italiano e musica
settimana prossima matematica e geografia?
francesca, la città come opera d'arte era sicura di se stessa.
artisti, architetti, goveranti amavano e credevano nell'arte e nell'ingegneria del loro tempo.
cosa che non accade con la stessa sicurezza oggi.
Addb, spero che tu mi voglia abbastanza bene.
Vi parlate addosso!
Non è interessante sapere la biennale di Venezia ha fatto una foto troppo grossa ad un imprenditore edile.
Non importa a nessuno se il progetto della biblioteca è già stato pagato.
Purtroppo o per fortuna a nessuno importa se vengono prestate le porte di Milano per metterci cartelloni pubblicitari.
Non frega niente a nessuno sapere che all'ufficio tecnico del comune si grattano la panza.
Sono discussioni tra di voi (o tra noi, io partecipo a qualunque discussione utile o no che sia).
Il sindaco di Milano (albertini) si è occupato quasi esclusivamente di aiuole per 8 anni, nessuno ha mostrato ai cittadini che si possono fare cose più interessanti (nessuno, accidenti...) e i milanesi si sono affezionati alle aiuole con le violette multicolori tanto da eleggerne una come successore di Albertini.
Io sono stato alla scorsa biennale e Milano era presente solo con la nuova fiera, che non è a Milano. Pur di metterci qualche cosa di italiano, all'arsenale, piazzarono una squallidissima piscina comunale di non so quale comunello umbro.
Alla stessa Biennale vidi una residenza per studenti svedese, tanto bella da farti tornare la voglia di studiare.
La Bocconi ha inaugurato due anni fa una nuova residenza: sembra disegnata da me.
Al contrario: interesserebbe a tutti (a tantissimi) la biblioteca europea. Tu ne hai visto il progetto, ma sei tra le pochissime. Io ne ho incrociati solo due o tre schizzi. Nessuna delle persone che conosco (tranne gli architetti) la conosce, e parlo anche di gente che in una biblioteca trasferirebbe la prorpia residenza.
Faccela vedere. Regalaci un link al progetto (esiste?).
Fateci capire quanto fico sarebbe poterla usare. Poi sarà più facile (anzi, dovrà farlo) per qualunque sindaco alzare l’ICI per trovare i fondi per costruirla.
Sapete perchè le persone vanno in piazza a difendere qualunque mattoncino ammuffito abbia più di cento anni?
Perchè non si fidano. Nessuno spiega loro nulla e vedono la città peggiorare da decenni.
A milano (ma credo anche altrove) è diffusa una diffidenza che si specchia nell’immobilismo dell’ufficio tecnico dei comuni. Se non si ricrea un minimo di fiducia (cosapevolezza) dei cittadini, continueremo a coltivare (ed eleggere) violette multicolori.
Insomma...ce la fai vedere la biblioteca o no?
immobilità dell'uffico tecnico?
con tutti gli osceni sopralzi e recuperi sottotetti che ha concesso negli ultimi anni...
milano ha cambiato molto del suo volto, alza gli occhi in su.
sul polo rho-pero della fiera: anche il progetto di piano per l'area falck è a sesto san giovanni, non è comune di milano, ma milano è un comune piccolissimo, bisogna incominciare a ragione in termini di erea metropolitana (tra l'altro fresca di approvazione).
ti linko la bibiloteca.
spero funzioni l'automatismo, altimenti:
http://architettura.supereva.com/architetture/20011208/
wow, funziona comunque!
io son blu come puffetta e l'indirizzo è cliccabile anche dal testo...
colico, io ti voglio bene, ma quel tuo non frega niente a nessuno è appunto ciò che francesca dice essere la "morte" civile della cittadinanza.
che non si cura, non si impiccia né si indigna.
così si cambierà poco, però.
L'esempio dei sottotetti è fantantisco per esprimere ciò che intendevo sopra.
Come puoi pensare che dopo l'esperienza dei sottotetti il milanese non si incateni per impedire ogni modificazione dello status quo?
Non si fidano.
p.s. Ora corsetta e pappa, poi guardo la biblioteca: grazie.
Può darsi, addb, ma non risolvi il problema dicendo ai milanesi che dovono cacciare il direttore della biennale perchè si vende o il direttore dell'uficio tecnico del comune perchè fa il passacarte burocrate, bensì spiegandogli quanto bello sarebbe avere della buona architettura e della buona urbanistica.
Veramente non si limita a non "curarsi". PRETENDE che le si abbiano dei riguardi e non le si rompano i coglioni con la "supponenza" qualunque cosa sia. E così ti becchi o NIENTE del tutto, o cartelloni pubblicitari dappertutto, o Geyser non-americani semisepolti. Però con un coro angelico di "prendere atto dolorosamente" in si bemolle e ricette di coniglio alla cazzeggiatora.
Ah! ma il lavoro interinale: chi me ne dice qualcosa?
Ok. Allora x% e produttivit...
Che palle! voglio sapere di lavoro interinale, mica di x% e produttività!
Intanto una nuova gicantografuia copre S. Ambrogio. Ne prendiamo dolorosamente atto...
"bensì spiegandogli quanto bello sarebbe avere della buona architettura e della buona urbanistica"
Questo ha a che fare con le pulci, temo, che BISOGNA fare. Non alle persone, cioè NON a ME, perchè a quanto pare "non fare le pulci" a Pinco significa farle a Pallo, ma alle opere, e ai materiali, compreso il "cemento" e la "plastica", e a tutto il resto. Sul pianeta terra usiamo l'espressione "incuriosirsi" e "indagare" invece che "fare le pulci".
francesca, guarda evitavo di venire qui proprio per evitare questi discorsi, che sono antipatici e fuori luogo
invitata, sono passata lo stesso
non essendo un tecnico, ho lasciato il tipo di commento che posso lasciare, ovvero un'osservazione generica
troppo generica per te che sei esperta praticamente in tutto
bene, ne prendo atto, non rispecchio i paramentri necessari per partecipare a questo blog
benissimo
ricomincerò a starne alla larga
ti vorrei spiegare però che l'unica cosa che pretendevo era un pò di rispetto per la persona
mi stupisco che una persona che si riempie sempre la bocca di concetti come civiltà non riesca a comprendere questo concetto così semplice
colico, se sapessi quanto è stato pagato il progetto della biblioteca, ti interesserebbe eccome sapere che venga effettivamente realizzata.
sennò sono soldi buttati nel ces*o.
ma la perdita grave non è economica, ma architettonica.
maia/billie, qui sei la benvenuta, come tutti. Ma questo non significa che quel che dici deve essere al di là delle critiche. Se vieni a dire il tuo parere devi essere anche pronta a difenderlo, e dinanzi alle obiezioni non puoi limitarti ad assumere un'aria offesa, come se qualcuno avesse mancato di rispetto a TE. Il che invece non accade, perché (e lo ripeto per l'n-sima volta) qui discutiamo di idee e non di persone (che nella fattispecie, nemmeno conosciamo). Nel dialogo onesto, le critiche possono anche essere aspre.
Per il resto, scusa, ma a me pare che: (i) accusare della gente (noi) che tenta di fare critica della cultura di voler "fare le pulci" ai discorsi degli altri, è un po' come accusare il papa di vestirsi sempre di bianco; (ii) è sbagliato concentrarsi sul nostro "tono" anziché su quello che diciamo; noi cerchiamo di non farlo; (iii) i discorsi di Francesca, antipatici o meno che siano (e anche su questo le nostre opinioni possono divergere), non sono affatto fuori luogo; (iv) non si vede perché F. non possa "fare le pulci" a te mentre tu puoi farle a lei.
Scusami il pippardone, ma proprio per elementari ragioni di rispetto per la tua (questa sì) PERSONA, ci tenevo ad essere chiaro.
kk, io sono una persona molto paziente
ed infatti le critiche a francesca le ho fatte (fra l'altro educatamente sempre chiamandola per nome e non riferendomi a lei in terza persona) solo dopo l'ennesima scarica di offese gratuite
perché queste erano
mi si è dato della grossolana e superficiale (questo ha scritto, oltreché dal cervello poco fino proveniente da un altro pianeta e varie altre amenità) solo perché avevo chiamato "cemento" un materiale che non so cosa fosse
e le critiche erano rivolte a me molto specificatamente
puoi fare l'avvocato e rigirare la frittata quanto ti pare ma è evidente a tutti
sono paziente, lo ripeto, ma non masochista
ad un certo punto uno si stufa e risponde
piuttosto trovo singolare che francesca possa insolentire come e quanto le paia, ma appena uno risponde (e sottolineo RISPONDE) ai suoi attacchi, venga subito ripreso
poco equo, davvero
mi permetto di dire che nella sezione di architettura, dove valgono i contenuti ma anche e soprattutto la FORMA (eccezionalente uso il maiuscolo) i toni fanno la differenza.
se maia si è sentita colpita, ha ragione a rispondere.
Billie, non siamo bambini alle elementari, che mi debba sentir dire che rigiro le frittate. Il dialogo sta su e chiunque si può formare la sua opinione. Per parte mia, prendo atto che chiederti se un parcheggio è di cemento e perché le mura cinquecentesche siano intoccabili per te sono "offese gratuite" e "insolenze" che ti inducono a "stufarti e rispondere".
vabbè, allora prendimi pure per il culo...
le offese sono altre e tu lo sai benissimo, non siamo bambini
maia, posso dirti una cosa?
Si tratta della mia esperienza, nulla di universale, solo la mia esperienza.
Spesso (non sempre, ma spesso), quando mi dicono che ho scritto una cretinata, effettivamente...ho scritto una cretinata.
Forse per te non vale, forse accade solo a me, ma desiderando dire meno cretinate possibile se almeno qui me lo fanno notare chiaramente (di solito si usano giri di parole o silenzi) guadagno tempo.
Ha ragione kk, siam qui proprio per criticare e rispettare gli altri significa proprio prenderli abbastanza sul serio da...criticarli.
A proposito...kk...populita a chi?
colico, mi spiace ripetermi, ma il MODO in cui si dicono le cose E' importante
rispetto non vuol dire solo prendere sul serio e far notare all'altro che ha detto una cosa sbagliata/scema/cretina
vuol dire dirlo anche in modo che non risulti gratuitamente offensivo
l'offesa gratuita non è mai un valore, specialmente per persone che si proclamano civili
non mi conosci
io non me la prendo quando mi si fa notare errori commessi o sciocchezze dette, mai, anche quando ritengo gli interventi ingiusti
me la prendo se per farlo si usano modi offensivi
francesca li ha usati
detto questo vorrei smettere qui
per favore
tanto non ci ripasso più, tranquilli
addb, io sono già arrabbiato per gli otto strabilioni di fantaeuro che la pubblica amministrazione butta nel cesso tutti i giorni.
Non è certo il milione di euro del progetto che mi turba. Soprattutto perchè il progetto c'è e tu dici che è bello. I soldi quindi son stati spesi bene.
E adesso la biblioteca va fatta perchè è bella non perchè si è speso 3 milioni per progettarla. Se fosse progettata male sarebbe meglio non spenderli.
Ma soprattutto se si discute di soldi già spesi non si parla più di come spendere i prossimi di come far leggere mia figlia e la mia addb in una bella biblioteca.
Tirnando , appunto, alla biblioteca...tutto qui?
Quello che si trova in rete è solo quello che ci hai linkato?
Non è certo una critica a te ma vedendolo solo quelle quattro cosette non riuscirei ad affezionarmici neppure se fosse il progetto originale del colosseo.
maia, cosa vuoi che ti dica?
Peccato.
Sbagli a non ripassare di qui, così come sbagli a credere che F. abbia usato modi scortesi nei tuoi confronti.
E non è una questione di opinioni, ho ragione io, sbagli e basta.
colico, digita beic e trovi quello che vuoi, ma non troverai tutti gli esecutivi!
che vuoi di più, scusa?
scrivimi in privato, una chicca ce l'ho, solo per te.
il progetto ne è costato 10.
comunque ripeto, la biblioteca non è in bilancio e non si farà per quest'anno, il cantiere che vedete è per gli appartamenti e il nuovo centro commerciale.
e con me sbagliano tutti i lettori del blog che non siano kk o tu
per lo meno siamo in tanti...:-)
ciao
ah....il MODO è importante solo se non ci si fida uno dell'altro.
Riflettici e scoprirai che è così.
(completamente fuori discussione, quindi potete tranquillamente saltarmi tutti a piè pari). A Cagliari, come in tantissime altre città italiane, c'è una "città alta", chiamata "Castello" e la città bassa. Ovviamente,antiche mura, antiche torri e tutto il contorno. Il quartiere "Castello" da un po' di tempo a questa parte sta letteralmente morendo: tutte le botteghe hanno chiuso, di recente anche uno "storico" bar tabacchi che era lì da tempo immemorabile. Sul quartiere (a cui i cagliaritani son molto affezionati, tanto che la città, in sardo, prende il nome da quello: "Casteddu")si è scatenata da tempo ampia discussione, dentro e fuori le stanze dell'amministrazione: ci son quelli che si oppongono alla zona a traffico limitato e dicono che il quartiere muore perchè non ci si può entrare in macchina ed è difficile raggiungerlo per via delle faticose scalinate; quelli che lo preferiscono così, possibilmente ancora più silenzioso (e son quelli che lì si son di recente comprati casa); quelli che vorrebbero che non si toccasse niente e quelli che stan progettando un sistema di ascensori, scale mobili e tapis roulant, con tanto di parcheggi interrati, con l'intenzione di rivitalizzare il quartiere. L'argomento, in ogni caso, intressa moltissimo e tutti, ma tutti, han qualcosa da dire in proposito: in nessuna sede si risce a raggiungere un accordo, a partire dalle discussioni da bar, passando per le circoscrizioni per arrivare al comune. Confesso che la prima volta che ho visto il progetto sul momento son rimasta un po' di sasso, tanto poco mi sembrava si armonizzasse con tutto il contorno (vero che non ci capisco niente e vado così, a sensazione). Ma ancora un'idea precisa non me la sono fatta. Perchè, in realtà, ancora non ho capito quali sono i meccanismi che fanno crescere "la vita" di un quartiere e se può bastare una scala mobile al posto di una vecchia scala in pietra per rivitalizzarlo.
(un giorno o l'altro imparerò a scrivere in italiano corretto, siate clementi..)
Colico, non ho capito la tua domanda ("populita a chi?").
Anche se ho capito che si trattava di "populista".
Insomma cazzo vuoi? :-)
Ieri alle 18:45 hai definito mie domande fatte ad alberto "qualunqieste" (ho sbagliato a scrivere "populista").
Forse avevi ragione porò avresti potuto dire "discutibili" :)
p.s. addb ho trovato tutto sulla biblioteca...ci sono un sacco di cosa da vedere e da dire.
Nei limiti consentiti dal lavoro ora mi metto a studiacchiare.
Grazie a dio non capisco assolutamente nulla di architettura (e di molte altre cose, per la verità) perciò posso dire che colico ha ragione e addobba ha torto (o viceversa, fate voi) senza offendere nessuno..
Però se sono fortunato mo si scatena una guarra sul termine populista e mi ci ficco dritto dritto...
NB
BB, quando cazzi impari a scrivere in italiano?
:-) ehehehehehe
Beh, Colico che lavora sarebbe una novità.
Come, come: avevi scritto qualcosa in mia difesa Colico e KK si è risentito?
Che bastardo!
Vorrei vedere te a tradurre mentalmente tutto dal sardo all'istante. Perchè lo sai, no? che noi parliamo solo in sardo, viviamo nei nuraghe con le pecore, et cetera et cetera..:-)
Dì la verità non è quello il tuo problema, BB. E' il troppo mirto a quest'ora del pomeriggio di venerdì...
:-)
Ma scherzi? Se bevessi alcolici a pranzo, anche senza arrivare fino al mirto, a quest'ora sarei già bella addormentata sulla scrivania..il diritto non è roba che aiuti a star svegli, bisogna essere perfettamente lucidi :-)
Insomma, siamo già al cazzeggio? Nonono.
Non ci facciamo dare degli spocchiosi e degli arroganti per poi finire a parlare di pecore. mirto e nuraghe.
Ti aspettavo al varco..reazione pavloviana :-) ma ci hai messo qualche minuto in più di quel che avevo pronosticato.
Minchia, peggio della mia prof di francese al liceo, caro KK. Solo che lei aveva 45 anni era zitella, era brutta e non si era mai accoppiata con un uomo (da cui tutti i suoi guai...)
per bb.
bella domanda, si sapesse la formula magica, forse la applicheremmo più spesso.
l'accessibilità e la visibilità di un luogo sono elementi essenziali affinché viva, perché un luogo vive attraverso la presenza e le attività umane.
un luogo urbano, intendo.
le cause per cui l'antico cuore della città diviene un deserto sono molte: disinteresse immobiliare, lontananza dalle infrastrutture (stazione ferroviaria, centri commerciali etc etc.) e così via.
avvenuto l'impoverimento, si corre ai ripari e si cerca di riportare la vita.
l'architettura e le strategie urbanistiche devono elaborare soluzioni e al contempo chiarire come e con quali mezzi si attuano le soluzioni stesse.
più spesso è il mercato ad anticipare le mosse "istituzionali": se il mercato immobiliare intuisce che può vendere a peso d'oro gli appartamenti dell'antico borgo e creare così un elite, contribuirà a selezionare una clientela e gli abitanti del borgo.
da qui i negozi e la fascia commerciale nella quale si collocano.
andare a rimorchio del mercato immobiliare però non mi appare una brillante soluzione.
di sicuro non è preventiva del degrado sempre in agguato.
la convinzione dei commercianti secondo cui istituire aree pedonali uccide il commercio è smentita dai fatti, però la città deve essere accessibile e raggiungibile, seppur non con il mezzo privato.
le scalemobili non sono una novità (perugia), ma sono anche tante le città arroccate che non hanno mai messo scalemobili.
se nel centro del castello accade qualcosa che attrae, la vita riprende.
ma non può accadere chessò uno spettacolo teatrale se poi non ci sono ristoranti e bar di supporto.
non si può far tornare la gente a vivere il quartiere se non c'è un negozio e un servizio adeguato (ufficio postale, mezzi pubblici etc etc.).
invio perché ho scritto con troppe interruzione e non so più nemmeno se ho detto cose sensate.
scusate.
Sensatissime, addobba. Almeno secondo me. E' esattamente quello di cui parlavo. E gli argomenti sono proprio quelli (servizi e trasprti e commercio e eventi)
poi c'è il carattere del luogo, il genius loci, che non conosco perché non ho mai visistato cagliari, non ho mai camminato per quelle strade, non ho mai assaporato quella atmosfera.
ma quando bb dice che i cagliaritani ne sono molto affezionati, che vuol dire? cosa rappresenta il castello?
chi lo abita (o abitava?)?
i cagliaritani doc?
quali attività commerciali insistono al castello?
perché è da lì che si deve partire: non si può trasformare un luogo in una disneyland, dove tutto è una gelateria, uno struscio o un museo se il luogo non può reggere questo spirito.
l'autenticità del luogo deve rimanere intatta, supportata da un nuovo progetto di illuminazione delle mura, per esempio, percorsi pedonali e ciclabili, opportunità di cultura e orizzonti (belvedere, formazioni di giardini).
Visto che mi son preso del qualunquista ieri, ne approfitto per farlo un pochino anche oggi.
Sapete quanto costerebbe la biblioteca se l'onere fosse ripartito solo tra i milanesi?
28 (diconsi ventotto) euro a testa per sei anni.
Avete un'idea di quanto è facile convincere i milanesi a tirar fuori 28 euro se li si convince che vengono spesi bene?
No, non ne ho idea, colico. E' molto facile?
Il "Castello", stando a un testo del 1780 del quale risparmio i dettagli, era sede del governo, dei seminari e della regia università degli studi (da qui anche il soprannome dato agli abitanti del quartiere, che però ometto), oltre che abitazione dei signori feudatari (in Castello ci son i palazzi più antichi e più belli). Ha le caratteristiche stradine strette e relativamente buie. Per un lungo periodo è rimasto relativamente abbandonato, poi è tornato "di moda" e ora acquistare un'abitazione in Castello (nonostante il fatto che se non si sta in un piano alto si rischia di vedere ben poca luce)costa parecchio. Sì, i cagliaritani doc son gli abitanti di castello e del limitrofo quartiere di Stampace (che è anche più antico..per molto tempo in Csatello ci son stati solo "i signori": pisani, aragonesi, piemontesi, tutti quelli che ci han governato). Un tempo c'erano molte botteghe artigiane, ora le uniche attività commerciali rimaste son i locali notturni, piccoli pub e circoli privati (con scarso entusiasmo degli abitanti, che si lamentano del chiasso notturno). L'illuminazione delle mura, delle torri, etc, l'han fatta di recente, è bella.
(Sul "qualunquista" ti ho risposto di là.
Cmq, hai ragione tu: ero stato eccessivo. :-))
(abbiate pazienza, prendo un contributo dall'Assessorato del Turismo...:-))
ecco cosa c'era ieri su la nazione:
Accorpamento per Firenze, aiuti per Milano
La Nazione (Firenze) 05/10/2006
La Biblioteca nazionale centrale di Firenze rischia di non avere un'autonomia amministrativa e di essere accorpata con altre tre biblioteche fiorentine (la Marucelliana, la Laurenziana e la Riccardiana), mentre la nuova Finanziaria destinerà fondi per il faraonico progetto della Biblioteca europea di informazione e Cultura (Beic) di Milano (240 milioni di euro, di cui già 22 stanziati). Lo denuncia Learco Nencetti, segretario nazionale aggiunto del sindacato Unsa-Beni culturali.
«Si rema contro gli interessi degli utenti delle biblioteche, preferndo milano a Firenze — attacca Nencetti — Addirittura si è dato un acconto di altri 5 milioni di euro alla Beic, piuttosto che prevedere un piano di assunzione straordinaria per le biblioteche fiorentine, che, oltre al possibile accorpamento, potrebbero chiudere a favore dei privati».
in italia funziona così, la guerra per i fondi ha come unico risultato l'immobilismo.
ah, io ci leggo tra le righe che firenze in quanto firenze avrebbe la precedenza su milano.
28 euro?
Colico il post delle tasse era un altro...
KK, io faccio il volontario in una associazione in un comune che ha forse il reddito medio più basso dell'intera Lombardia (quartierone dormitorio alle porte di Milano: 35mila bitanti 25mila dei quali in case popolari!).
Nessuno ha una lira ma ci conoscono bene, sanno che non buttiamo i soldi dalla finesta e qualdo li chiediamo ce li danno, pochi ciascuno ma ce li danno.
Altro esempio: non so a Roma ma a Milano qualunque raccolta fondi con il simbolo di Emergency va a gonfie vele (consentimi qualche esagerazione). Forse sbagliano, ma si fidano in tanti di E. e pagano volentieri.
Rispetto: "se ci si SENTE colpiti si ha ragione di rispondere".
(Per riconoscenza?)
Dès que je m'approche, elle s'imagine que je veux lui rendre mes hommages.
Déjà elle glougloute d'orgueil.
- Noble dinde, lui dis-je, si vous étiez une oie, j'écrirais votre éloge, comme le fit Buffon, avec une de vos plumes. Mais vous n'êtes qu'une dinde...
J'ai dû la vexer, car le sang monte à sa tête. Des grappes de colère lui pendent au bec. Elle a une crise de rouge. Elle fait claquer d'un coup sec l'éventail de sa queue et cette vieille chipie me tourne le dos.
(Jules Renard, Storie naturali, "Le tacchine", trad. A. Gabrielli):
"Se mi avvicino, già s'immagina che io voglia renderle omaggio. Orgogliosetta, ecco che fa glu-glu. Le dico: -Nobile tacchina, se foste un'oca scriverei il vostro elogio, come già fece Buffon*, con una delle vostre penne. Ma non siete che una tacchina...-
Si deve essere offesa, perché il sangue le monta alla testa. Grappoli di collera le pendono dal becco. Ha una crisi di rosso. Con un colpo secco fa scattare il ventaglio della coda e, vecchia bisbetica, mi volta la schiena".
*Non è il portiere della Nazionale.
per colico: corriere di oggi, pagine milanesi.
guarda un po' che bel pasticcio si sta rivelando la faccenda delle pubblicità sulle mura spagnole.
a pensar male si fa peccato però...
ho avuto modo di conoscere marco moscogiuri, all'epoca dottorando alla facoltà di milano, perchè collaborò con il docente di validazione (mi pare). La Beic è uno dei rari casi italiani in cui sia stato redatto un serio documento preliminare alla progettazione. ossia quel documento dove si scrive che cosa vuole il committente e cosa deve fare l'architetto. se vi interessa dovrei ancora averne una copia cartacea a casa.
ps: addb, davvero ti piace il progetto? milanese! :)
notilla a margine sulla beic: da un punto di vista di rispetto di normativa di prevenzione incendi il progetto è praticamente impresentabile....
se per questo anche all'auditorium di piano a roma, all'uscita dai concerti, si creano ingorghi pericolosi.
invece la scala di ingresso ai palchi e alle gallerie della nuova scala di botta, un'unica rampa lunghissima e bianchissima (a me piace) che ha fatto venire le vertigini a molte sciure, ora non si usa più: si è ritornati al vecchio ingresso, con le scale che girano in rampe successive.
dal punto di vista della sicurezza anche la rampa bottiana era un assurdo.
n.b. anche per regolamento edilizio: non possono esserci più di 10 gradini consecutivi non interrotti da pianerottolo negli edifici pubblici.