Africa Paradis

Film di Sylvestre Amoussou (Bénin - France, 2006)
In un futuro immaginario l'Africa è entrata in un'era di grande prosperità mentre l'Europa è caduta nella miseria e nel sotto-sviluppo.
Olivier, informatico disoccupato, è pronto a tutto per trovare lavoro, vive con Pauline, maestra di scuola anche lei disoccupata. Data la situazione deplorevole in Francia decidono di tentare la loro fortuna in Africa dove emigrano clandestinamente.
Appena arrivati sono arrestati dalla polizia di frontiera e incarcerati in un centro di accoglienza, in attesa di essere deportati in Francia. Olivier riesce ad evaderne, e comincia allora una vita di clandestino, fino al giorno in cui recupera i documenti e assume l'identità di un bianco ucciso in un incidente d'automobile. Nel frattempo Pauiline accetta un lavoro di cameriera in una famiglia borghese africana.
Commenti dell'autore:
"Vivendo in Francia da molti anni ho potuto constatare fino a che punto l'integrazione in un paese straniero, anche amico, possa essere difficile su tutti i piani, tanto affettivi che professionali. E mi sono spesso domandato se coloro che ci offrono ospitalità sono ben coscienti delle difficoltà che noi incontriamo. E' per tentare di rispondere a questa domanda - in un modo attraente e non polemico - che in Africa Paradis ho invertito il rapporto classico.
Supponiamo - supponiamo - che l'Europa sia diventata povera e l'Africa ricca. Sono dunque i bianchi che emigrano nel continente africano per tentare di trovare lavoro e che, di colpo, scoprono la sorte abituale dei neri quando sbarcano in Francia. Tanto la meschineria che la generosità, tanto la porta aperta che la porta chiusa. E' il tema di questo lungometraggio nel quale sarà mantenuto l'equilibrio dei comportamenti, non essendo il mio scopo di mettere i buoni da un lato e i cattiivi dall'altro. Si trovano i due gruppi in ciascuna riva del fiume.
La mia intenzione non è di fare un film politico, didattico, ma al contrario di raccontare una storia d'amore, con molta azione e humour, nel quale il problema dell'integrazione non appare che in filigrana. Mi sembra, in effetti, che la gravità di un tema ha interesse, qualche volta, ad essere trattata con leggerezza. Di colpo il senso profondo è più accessibile. Non penso del resto che un film possa cambiare il mondo. Un film non è altro che una bolla colorata che brilla un istante. Ma questo istante non è trascurabile. Soprattutto se richiama ciò che ciascuno sa, naturalmente, ma che non si deve mai cessare di ripetere: siamo tutti differenti gli uni dagli altri, ma è questa differenza che bisogna accettare, poiché in effetti essa è la ricchezza degli uomini."
Commenti
Sembra veramente molto interessante. Non ne ho mais entito parlare, ora controllo se in Italia è o sarà distribuito.
Grazie Francesca per la segnalazione!
Sarò imbranato io, ma non lo trovo neppure in dvd.
No Colico, non dipende da te. Esce in Francia il 28 febbraio p.v., quindi se troverà distribuzione da noi (che mica è facile distribuire un film da noi, a meno che nons ia un block buster USA), dovremo aspettare primavera come minimissimo...
http://africa.paradis.free.fr/interface01.html
Ok, pippi.
Se per caso lo distribuissero da noi e tu te ne accorgessi....non è che mi avverti?
Io sono un poco, ma solo un poco, disattento e non mi accorgerei della sua uscita neppure se lo mettessero in cartellone nel cinema di fronte a casa :o)
Ok Colico, affare fatto.
;-)
Io ce l'ho,me lo hanno regalato.Sono relatrice nei convegni con temi interculturali e di solito presento il lungometraggio-dura circa 15 minuti-prima del mio intervento.E' un pugno nello stomaco ma bellissimo,un tuffo in un incubo.