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Moz-Art à la Haydn

(gioco con musica per due violini, due piccole orchestre d’archi, contrabbasso e direttore d’orchestra), di Alfred Å nittke*
Il “sottotitolo” (nell’originale: Spiel mit Musik: ovvero “gioco”, ma anche “rappresentazione con musica”) di questo pezzo di  Å nittken del 1977 dice molto: si tratta di un divertissement , dodici minuti circa di musica, il cui organico richiede due violini solisti, due piccole orchestre d’archi (tre violini, una viola, un violoncello), un contrabbasso e…un direttore d’orchestra.

Specificazione che sembrerebbe superflua, ma che fa parte del “gioco”: gli strumentisti e il direttore compiono una piccola rappresentazione, il cui finale richiama, come esplicitato chiaramente nel titolo del brano, la Sinfonia degli addii di Haydn: com’è noto, la Sinfonia n. 45 di Haydn è celebre col nome di Sinfonia degli addii in quanto nel corso dell’ultimo movimento i musicisti si alzano ed abbandonano gradualmente il palcoscenico, uno alla volta, con tanto di spegnimento di candela e prelievo della parte dal leggio, lasciando infine un violinista solo sul palco, che chiude la sinfonia in pianissimo**. Ecco dunque, in parte, la ragione del titolo del brano di Å nittke: i tredici orchestrali entrano sul palco uno ad uno, mentre suonano passi di melodia con ritornelli; si dispongono, man mano che il pezzo prosegue, in uno schieramento più “serrato” per poi riallargarsi e, sul finale, uscire uno alla volta, lasciando sul palcoscenico il solo direttore d’orchestra, che continua a battere il tempo nel silenzio. Trovato Haydn, rimane da capire il riferimento a Mozart. Il brano è basato su un pezzo pervenutoci incompleto del geniale compositore, una parte di violino appartenente a una Pantomima K416d. La parte violinistica è la base, sulla quale Å nittke, maestro nella scrittura a molte voci, a molti strumenti, costruisce una struttura giocosa di linee musicali che si inseguono e si rincorrono, con diversi ritmi e toni. Si può intendere della leggera ironia, in questo lavoro di Å nittke: “un frammento di Mozart messo in scena come la Sinfonia di Haydn, la partitura di Å nittke rifà il verso a tanta musica performativa degli anni Sessanta e Settanta, complicando ancor di più l’intreccio di riferimenti per questo piccolo ma finissimo divertissement” (Arrigo Quattrocchi).

 * Compositore russo (1935 – 1998), di origini ebraiche tedesche, nato e cresciuto in Unione Sovietica, iniziò gli studi musicali a Vienna per concluderli diplomandosi presso il Conservatorio di Mosca nel 1961, si impose negli anni ’80 come il più grande compositore russo dopo Å ostakovic. Ebbe diversi problemi con la burocrazia sovietica, abbandonò la Russia nel 1990 per stabilirsi ad Amburgo, dove morì otto anni dopo.

** Le fonti più autorevoli riferiscono che la fortunata “invenzione teatrale” dell’abbandono graduale della scena da parte degli orchestrali sia stata, in realtà, una vera e propria protesta sindacale nei confronti del principe Esterhazy, che pretendeva da parte degli orchestrali un prolungamento eccessivo della stagione estiva, con conseguente riduzione delle loro vacanze.

 

 

(Carla Dessy)

Commenti

Note discografiche.
Moz-Art à la Haydn risulta ancora poco inciso. Due incisioni con Gidon Kremer, una del 1988 per la Deutsche Grammophone con la Chamber Orchestra of Europe e l'altra più recente per la casa americana Nonesuch con la Kremerata Baltica (il cd si intitola After Mozart e contiene serenate mozartiane mescolate con altri pezzi di autori russi moderni).
E' possibile che esista qualche edizione russa della quale ignoro l'esistenza..

B.B. | February 27, 2007 7:09 PM

Non sono riuscita, neanche con l'aiuto di DDP, a trovare i files con l'opera di Alfred Å nittke, di cui non sapevo nulla, e neanche l'ultimo movimento della sinfonia degli addii.
(in compenso ho trovato un sacco di Piazzolla e di milongas suonate da Gideon Kramer.. ti ricordi?)

Del resto è, giustamente, un'opera 'teatrale' e bisognerebbe proprio assistervi. Chissà mai sei mi capiterà..
Scrivi sempre cose interessantissime, grazie! E poi questa cosa del rifare il verso alla musica performativa... vedrai che ce ne serviremo in una certa MegaPippa Mentale sulle istanze culturali, fra le quali le 'performances', degli anni '60/'70!

Ciao!

Francesca | February 28, 2007 1:37 PM

non saprei dire nulla.
d'istinto moz art à la haydn mi verrebbe da ordinarla al ristorante...

annoto che è datata 1977.

addb | March 1, 2007 8:01 PM

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