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Maggioranza, opposizione

All’estero considerano, giustamente, un “successo” (nel senso di “evento che anche chi lo auspicava avrebbe ritenuto improbabile”) il fatto che il governo Prodi sia rimasto in carica già un anno. Tra i fattori che lo hanno consentito, l’Economist  menziona: i) la presenza dei senatori a vita, ii) il fatto che più o meno tutte le componenti della coalizione di governo non intendono permettere a Berlusconi di ritornare al governo, e iii) la fortuna.

A proposito dell’elemento n. iii), il giornale inglese afferma che parte della fortuna economica del governo Prodi è dovuta al fatto che alcune misure del governo Berlusconi, anziché “one-off measures”, si sono rivelate produttive di effetti durevoli, portando alla luce numerose attività economiche precedentemente  non dichiarate.

 

Ma se è dura la vita per una coalizione che ha la maggioranza, che dire di chi si trova da pochi giorni alla guida dell’opposizione contro un governo che ha una maggioranza del 75% dei voti? E’ la situazione in cui si trova da pochi giorni Helen Zille, già sindaco di Cape Town e ora leader della Democratic Alliance, di gran lunga il maggiore e più combattivo partito di opposizione al governo dell’ANC. Eppure fare l’opposizione in simili circostanze diviene, se possibile, ancora più importante.

Commenti

La debolezza di ANC è precisamente nei suoi numbers: nonostante gli sforzi di molte persone di grande intensità, ANC sta gradualmente scivolando in un'attitudine di 'keep 'em happy' qualsiasi siano le policies, mentre la DA, e la Zille in particolare, è tutta 'win hearts and minds' attraverso le policies. E' anzi proprio per questo che Leon ha lasciato volontariamente: per DA non si tratta di 'difendere' una posizione sia pure di minoranza, ma di plasmare la vie politica del paese, e il fatto importante è che anche Economist riconosca che questo si fa compromettendo le policies nell'amministrazione delle COSE (la città) e non enunciandole al solo scopo di contarsi.
Io sono ancora con ANC, ma l'arrivo di Zille è un bene per tutti, anche per ANC, e dunque per la politica.

Francesca | May 17, 2007 6:19 PM

Sì. Anche se le cose che dice l'Economist sul fatto che attualmente la vera alternativa non è tanto la DA quanto l'ala sinistra dell'ANC mi hanno fatto pensare (ma non ne so granché, per es. non ho idea che tipi siano quelli dell'ala sinistra dell'ANC).
Cmq la cosa più interessante dell'articolo è proprio quel che sottolinei tu (il ruolo cruciale dell'opposizione nel creare una cultura politica che non sia meramente di testimonianza). In questo contesto, la differenza fra la DA in Sudfarica e la sinistra in Italia (l'Economist parla anche dei "querulous leaders" della sinistra italiana) non potrebbe essere più stridente.

KK | May 17, 2007 7:22 PM

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