Avvocati e libertà di espressione, a Singapore e in Africa
Per quelli che credono che gli avvocati si riuniscano solo per parlare di soldi e chiedere privilegi al governo, vale la pena leggere questo articolo (dove si apprenderà cosa l'ex leader di Singapore pensa della libertà di espressione, cosa succede a giornalisti e attivisti dell'opposizione in Zimbabwe, e molto altro ancora).
Commenti
avvilisce ma non sorprende. vale anche per gli Stati: ognuno è quello che non è riuscito a essere
Eh???
:-))
la civiltà è luogo impervio, pare, e la condizioine in cui opera la giustizia e l'autonomia di cui gode ne è indice primario. o no?
ne sono, pardon
argh, riformulo: la condizione in cui opera la giustizia e l'autonomia di cui la giustizia gode ne sono indice primario.
(alla frutta già di mercoledì)
:)
Mah...non so....io son sempre un poco perplesso di fronte alle "categorie" che difendono i principi.
Il collante delle "categorie" è altro e normalmente finiscono (in quanto tali) a difendere i principi solo se e quando coincidono con certi interessi.
Le camere penali italiane ne sono un esempio (ma è solo un esempio tra i molti).
Naturalmente la mia affermazione è genericissima. Non so proprio se sia centrata con il convegno segnalato da kk o con gli avvocati birmani in piazza.
Cher Colico, se ho capito bene questo che dici allora devo dire che somiglia un sacco a quel che dice Mugabe, o qualsiasi dittatore esperto o aspirante. In breve: "quello che affermate come un principio universale non è che un interesse(*) particolare".
(*) di categoria, di classe, di lobbysti, del Bilderberg Group, dei rettiliani, ect.
Il suo rovescio è quel che, per es. Malraux, ne l'Espoir, fa dire al generale franchista: "come è possibile che [i repubblicani(*)] si battano in nome dell'umanità invece di pensare alle loro famiglie?" (più o meno; vado a memoria).
(*)L'Espoir è il romanzo di M. ambientato durante la Guerra Civile di Spagna.
No, no francesca.
Temo ci sia un equivoco.
Mi sono espresso male.
Ora vado a mangiare che è tardi. Quando torno provo a spiegarmi meglio.
Io non credo che "gli avvocati" siano capaci di difendere solo interessi di casta, così come non lo credo degli idraulici dei cattolici e dei biondi.
Trovo naturale che gli avvocati si associno, stiano insieme, si raccolgano spinti da ciò che hanno in comune.
L'unica cosa che hanno in comune gli avvocati sono gli interessi "particolari".
Per tutto il resto sono diversi tra loro come lo sono i biondi, i cattolici ecc.
Ciò detto, quando vedo "gli avvocati", gli "idraulici", i "cattolici" tutti insieme a difendere qualche cosa mi viene il dubbio che lo facciano a tutela di ciò che li tiene insieme.
E' solo un dubbio, sia chiaro, non è inevitabilmente necessario. Il dubbio, peraltro, moltissime volte (ad esempio con gli avvocati che ben conosco) si è rivelato fondato.
Insomma, un principio è un principio ma mi sento più tranquillo quando le persone lo difendono in prorpio e non come "catogria".
D'accordo, ma esiste anche il caso in cui la difesa di un interesse "particolare" coincide con quella di un itneresse generale. Come nella fattispecie (gli avvocati che per es. rivendicano il diritto di poter svolgere regolarmente il proprio lavoro, ad es. a difesa di esponenti dell'opposizione vessati dalla polizia, in Zimbabwe o altrove). No?
Vero, verissimo, kk, tanto è vero che l'ho scritto nel mio primo commento.
Solo che se un principio viene difeso "perchè" coicide con un interesse di categoria ci si espone alla critica di chi ti accusa di particolarismo ed in tal modo si rischia di "sporcare" il principio.
Non lo so, sai. Perché un avvocato che rivendica il diritto di visitare il proprio cliente in galera ad Harare o dovunque sia starebbe "sporcando" il principio generale? Semmai lo sta applicando, quel principio.
Riflettendoci meglio, forse non è proprio il caso di indagare il "perchè" taluno difenda un principio se il principio è corretto e se vien difeso con giuste argomentazioni.