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Il Concorso: 9 Settimana

Settimana fiacca...

Per la categoria Giornali, vince questa fotogalleria della Stampa sui "Segni degli Zingari" (credits: Pietro) per le ragioni segnalate da Attivissimo.

Menzione di Merito all'articolo di Merlo su Rep (segnalato da Adlimina :)) per la solita, allegra confusione tra Ordini professionali e non-Ordini non-professionali,

Per la categoria Ibridi: Di Pietro per questa roba qua (segnalata da Colico) in cui, oltre alla generale poca dimestichezza con l'italiano, dimostra anche di non avere la minima idea di cosa sia ils ervizio universale.

Nessun premio viene assegnato, invece, nella categoria Blog.  

Ricordo che le regole del Concorso sono le seguenti: ogni settimana potrete segnalare l'articolo di giornale (= quotidiano o periodico) italiano (=scritto in italiano, o meglio: non scritto in una qualunque altra lingua conosciuta), ovvero il post e/o il commento su un blog italiano (idem) più cretino che avete letto. Le segnalazioni dovranno però obbligatoriamente contenere una riga di spiegazione del perché l'articolo (o il post, o il commento) è cretino. Infatti lo scopo del concorso NON è quello di farsi una bella risata! Le candidature per ciascuna categoria, con le relative spiegazioni, devono pervenire sul blog (precisamente, nella rubrica "Concorsi"); i voti, viceversa, se mai qualcuno volesse farli pervenire in incognito, possono anche essere inviati a lskarlkraus@gmail.com. Ma ricordate: quando segnalate un candidato, NON potete votarlo. I vincitori verranno proclamati il lunedì.

Commenti

Per la settimana corrente, riporto qui la segnalazione di gg del seguente articolo de La Stampa:
link
che contiene una bella collezione di luoghi comuni sulla kattiveria delle banke (con accenni anche alla mega-super-bufala del signoraggio).

KK | November 27, 2007 7:35 PM

"Posta questa elementare discrasia, i suddetti signori del denaro ti prestano i loro euro ad un tasso che può essere tranquillamente doppio rispetto a quello di mercato"

Io questo estratto non l'ho capito? Cosa vuol dire "tasso doppio rispetto a quello di mercato"?
Credo sia un mercato inaccessibile ai più.
E se è inaccessibile che mercato è?
Più che luoghi comuni leggo una serie di cose che è difficile da mettere in fila ed interpretare.

Mario | November 28, 2007 1:20 PM

E' vero, Mario, sono anche incomprensibili.
My guess is che sono incomprensibili perché non le capisce nemmeno chi le ha scritte.

KK | November 28, 2007 1:24 PM

ah, maledetto!
:)

adlimina | November 28, 2007 3:15 PM

(sbagliato link, era in memoria)

adlimina | November 28, 2007 3:16 PM

è sicuramente una svista, ma molto divertente.

link

poi cliccate sulla notizia
Regione, mutuo da 1,4 miliardi

alessandro | November 28, 2007 3:20 PM

Buffo l'errore, Ale.
Però onestamente non capisco quale sia il reato imputato al tizio. OK, convince Caia e Sempronia a investire in certe aziende o a intestargli casa e Ferrari: embe'?

KK | November 28, 2007 3:27 PM

forse è una linea difensiva della Bresso? :o)

alessandro-->KK | November 28, 2007 3:39 PM

Candido questo articoletto del corrierone: link

Motivazione fin troppo facile: si esordisce con la solita manfrina moralistica di chi tira le freccette per chi lavora con i dittatori e si chiude chiedendo agli sporchi collaborazionisti di fare un gesto PUERILE in difesa di diritti umani.
Un sunto efficacissimo di quanto di peggio si possa fare per promuovere...i diritti umani.

colico | November 28, 2007 5:41 PM

Gesti, puerili, trasgressivi, flamboyants, cerimoniosi, penitenti, coquets, santimoniosi, solenni, e sempre gesti.

Una volta si è discusso se i "tecnici" abbiano o no il diritto di "aiutare un dittatore"...
Segnalo l'affaire de l'Arche de Zoé, ricordando anche Pascal Bruckner, La tyrannie de la pénitence, e il film "The Interpreter" (la figura del fotografo francese "ben intenzionato"), a commento del link messo qui su da Colico, il quale vorrà forse aggiungere qualcosa (io gli sarei grata).

Francesca | November 29, 2007 9:50 AM

Ho visto "the interpreter" un mese fa ma ho il difettaccio di scordarmi a velocità supersonica i dettagli di ciò che leggo e vedo.
Mi resta attaccata solo una sensazione generale ed un'opinione non fondata su ricordi precisi.

In ogni caso, il fotografo di cui parla Francesca è forse la figura più tragica del film. Un uomo spinto dal senso di colpa che vive il suo lavoro (il fotografo, appunto) come una strada di "riparazione" per sanare le ferite del mondo.
Lui deve ritrarre "la colpa" per mostrarla al mondo.
Inevitabilmente finisce per essere del tutto incosapevole delle logiche che muovono gli attori della "tragedia" che si svolge sul palconscenico dal quale lui si tiene a debita distanza per poter ritrarre le malefatte dei cattivi.
Questa inconsapevolezza lo rende strumento di chi "recita" in modo consapevole, fino a rendersi complice involontario della morte del suo eroe.
Ovviamente finirà per suicidarsi, unico gesto possibile per chi del senso di colpa ha fatto il motore della propria esistenza.

colico | November 29, 2007 10:52 AM

Ah, la storia dell'Arche de Zoé la trovate qui:
link

A proposito di "gesti": segnalo questo post di Titollo (ma ce ne sono migliaia del genere in giro sui blog)
link
dove, "analizzando" la causa dell'irrilevanza di Rifondazione, la si individua nel fatto che "I compagni di viaggio della sinistra radicale non riescono ad andare al di là dell’estremismo parolaio o di un populismo di bassa lega.", e la via d'uscita viene indicata proprio in un gesto: "Approvare i provvedimenti già calendarizzati, ritirare la propria delegazione dal governo e aprire formalmente la crisi è la cosa più onesta che in questo momento PRC possa fare".
Il gesto, e il sentimento o carattere che esprime (l'"onestà"), come sostituti della politica: è questo il nodo.

KK | November 29, 2007 10:54 AM

in che senso KK? non credo di avere capito.

alessandro-->KK | November 29, 2007 11:35 AM

Oh, Ale, forse sono io che vedo più cose nel testo di quelle che ci sono scritte (è possibilissimo).
Ma mi pare che dica: la cosa che va fatta è un gesto (ritirare la dleegazione e aprire la crisi) perché è la cosa "onesta" da fare.
Questa NON è "politica", questa è 'critique artiste'. Proprio come quei "compagni di viaggio della sinistra radicale" (che lui giustamente irride come "parolai e populisti") che in questi giorni parlano un po' dappertutto di ricominciare daccapo "riempiendo le piazze". Ma la politica non è espressione di sentimenti o caratteri.

KK | November 29, 2007 11:42 AM
alessandro | November 29, 2007 11:43 AM

Per un esempio quasi parossistico:
link

KK | November 29, 2007 11:49 AM

è possibilissimo che tu abbia ragione. il problema è che, a ben guardare, l'affermazione "la politica non è espressione di sentimenti o caratteri" è tanto più forte e condivisibile quanto essa è "onesta". (non pensare che io stia giustificando Titollo eh, e nemmeno che prenda le parti della sinistra radicale)

alessandro | November 29, 2007 11:55 AM

No, alessandro, non hai ragione.

La sinistra radicale sarà anche onestissima, nel senso della purezza dei sentimenti che muovono il loro agire, ma proprio perchè è spinta da "sentimenti" e non da ragionamenti finisce per far danno a chi crede di proteggere.

Il ddl sul welfare ne è un esempio lampante.

In particolare (ma è solo un esempio) è illuminante la discussione sui lavori usuranti.

colico | November 29, 2007 11:59 AM

Sono d'accordo (se capisco bene)!
L'onestà è la base della politica (o perlomeno, della politica di sinistra). Ma la politica non si riduce certamente all'onestà, e soprattutto alla sua rivendicazione ("Guardate quanto sono onesto!").

KK | November 29, 2007 12:01 PM

Esistono dati precisi (che in questo momento non trovo) sulla speranza di vita e sulle malattie professionali in relazione al lavoro svolto.

Ebbene, la definizione di lavori usuranti che la sin. rad. pretendeva diinserire nella legge non ha alcuna attinenza con i dati in questione.

Loro dicono: chi fa lavori che finiscono per far vivere meno illavoratore è giustoc he vada in pensione prima.
L'argomento è controvertibile, ma prendiamolo per buono.
Se così, allora, fai il piacere di mandare in pensione chi muore prima e non altri (quella con la vita più breve sono gli addetti alle pulizie che non erano presi in minima considerazione!), altrimenti la beffa è doppia: spendi soldi fingendo di darli ai più disgraziati e invece li dai ad altri che sembrano disgraziati (i turnisti, ad esempio) ma non lo sono, o lo sono meno di altri.

però il turnista muove i sentimenti...tutti sanno che hanno un sacco di corna perché stanno in giro di notte: bisogna ricompensarli!

colico | November 29, 2007 12:04 PM

p.s. Io usei il danaro per rendere i lavori più sicuri e far vivere più a lungo le persone, non per farli crepare prima, ma in pensione!

colico | November 29, 2007 12:05 PM

anche questo è possibile colico, ed infatti è molto probabile che scompaia. purtroppo non so quanto prevalga il "ragionamento" altrove.

alessandro | November 29, 2007 12:08 PM

ma dove starebbe il problema? E' così difficile dire: "ok, non ci sono le condizioni per continuare a tenere in piedi questa maggioranza. Fuori la sinistra radicale dalla maggioranza e cerchiamo alleanze al centro."? l'onestà politica è una cosa reale, non è una questione nè di panza, nè un esercizio intellettuale.

alessandro | November 29, 2007 12:23 PM

A me, invece, alessandro, pare proprio evidente che "altrove" il "ragionamento" abbia più spazio.
In ogni caso è vero che "ovunque" il "ragionamento" abbia molti spazi da riempire.

colico | November 29, 2007 12:24 PM

Come sarebbe a dire dove sta il problema?

Le alleanze al centro si fanno gratis secondo te?

Per quale ragione credi che berlusconi proponga la "grande coalizione"?
Con quali intenti? Tutelare gli usuranti?

colico | November 29, 2007 12:26 PM

Notevole questo articolo di Cremaschi su Liberazione:
link
in particolare perchè cita completamente a sproposito la "legge bronzea dei salari" (vedete qui: link). E questo qua sarebbe un sindacalista!

KK | November 29, 2007 1:11 PM

KK,
devi però convenire che la rappresentatività del parlamento (ma il discorso può valere anche per le amministrazioni locali), a causa delle varie leggi elettorali e della maggioranza risicata al senato, attualmente è ai minimi storici.
E in questa situazione la piazza funziona, ma di questo se n'è accorto chiunque, anche i tassisti di roma e le prestigiacomo.
E funziona ancora meglio se invece della piazza ci si raduna e ci si accampa a tempo indeterminato nel piazzale (della fabbrica) o nello spiazzo (futuro sito di centrali, basi militari, autostrade o quant'altro).
Ma questo ricorso alla piazza, in queste condizioni, è vantaggioso, quindi tutt'altro che "sentimentale".

conte oliver | November 29, 2007 1:58 PM

"devi però convenire che la rappresentatività del parlamento .... attualmente è ai minimi storici".
"...in queste condizioni, è vantaggioso, quindi tutt'altro che "sentimentale".

Inecepibile: quando le aule si fan sorde e grige, bisogna trovar modi diversi per risolvere i problemi.

colico | November 29, 2007 2:49 PM

inecCepibile

colico | November 29, 2007 2:50 PM

Secondo me l'equivoco sta proprio in quel termine che usi, "rappresentatività".
La politica non serve a "rappresentare" le istanze della gente (a "dare voce" ecc.). La politica serve a governare, a comporre, a progettare, a trovare le soluzioni.
Invece qui sembrano tutti convinti che la funzione del politico si identifichi e si risolva nell'esprimere quel che vuole la gente (o, peggio ancora, i suoi elettori). Ma quello che voglio io e quello che vogliono i tassisti, i netturbini, gli insegnanti, gli elettori di FI o di Mastella lo so benissimo da solo, non ho bisogno che Bertinotti mi dica che questo è inaccettabile e Dini che è inaccettabile quell'altro.

KK | November 29, 2007 2:55 PM

le alleanze al centro, come a sinistra, a destra, sopra ed in alto si fanno per motivi politici. Mi spiace ma non sono uno di quelli che vede a destra o al centro motivi meno nobili di quelli che sono proposti a sinitra. E non credo neppure che a sinistra ci siano meno interessi che altrove. Vuoi impedire che determinati interessi (quelli di B, ad esempio) vengano meno? Si faccia la legge sul conflitto di interessi, che è esattamente quello che c'è scritto nel programma e che vuole la sinistra radicale. ne più, ne meno.

alessandro | November 29, 2007 2:58 PM

Tanto per essere chiari: io non ho niente contro le manifestazioni o la piazza. Ci mancherebbe altro.
Ma mi sorprenderà sempre la naiveté (o la profonda malizia) per cui si crede (o si dice di credere) che una manifestazione purchessia serva a qualcosa. La "manifestazione", l'azione di piazza, serve ("è vantaggiosa") se c'è una politica dietro. Quale sia la politica che sta dietro alle manifestazioni a cui alludevi tu, invece, per me è un mistero. Quale è la politica che dice contemporaneamente NO a chiusure di fabbriche e a centrali, autostrade, basi militari e quant'altro? Un no in nome di che cosa? Della grammatica?

KK | November 29, 2007 3:01 PM

Ma io sono d'accordo, Ale. Non mi sognerei mai di dire che gli "interessi" di chi vota a sinistra sono più/meno "rispettabili" di chi vota a dx, al centro o dovunque sia.
La questione del conflitto d'interessi è senza dubbio importante e va senz'altro risolta. Ma non se ne è MAI parlato seriamente.

KK | November 29, 2007 3:05 PM

anche io sono d'accordo. La politica che manca è quella che vuole la trasparenza e correttezza (ed efficacia!) dei procedimenti amministrativi, la responsabilizzazione della classe dirigente (politica e non), il funzionamento della giustizia. Ci saranno sempre quelli che andranno in piazza per i motivi più svariati. Sta alla politica dare risposte. Che, su alcune cose, non ha neanche cominciato, come dici tu, a parlarne seriamente. Alla faccia dei riformisti.

alessandro-->KK | November 29, 2007 3:21 PM

"La politica non serve a "rappresentare" le istanze della gente (a "dare voce" ecc.). La politica serve a governare, a comporre, a progettare, a trovare le soluzioni."

Forse tu intendevi il governo, perché secondo la costituzione il parlamento deve proprio rappresentare:
Art. 67.
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

"Quale è la politica che dice contemporaneamente NO a chiusure di fabbriche e a centrali, autostrade, basi militari e quant'altro? Un no in nome di che cosa? Della grammatica?"
Ci sono due o tre partiti in italia (forse si fonderanno in uno solo) che in linea di massima dicono contemporaneamente no alle due cose. Tu e un buon 85% di elettori italiani non siete d'accordo, il restante 10/15%, con varie sfumature, sì.

Resta il fatto che il valsusino o il vicentino, accampandosi per strada, sono riusciti per ora a bloccare i lavori, risultato che non avrebbero raggiunto restando a casa e affidandosi a Giordano o Pecoraro Scanio.

conte oliver | November 29, 2007 4:46 PM

No, intendevo proprio la politica in generale, comprendente legislativo ed esecutivo. Il richiamo all'art. 67 Cost. poi è fuorviante in quel contesto (la "rappresentanza" è della Nazione, non degli elettori, e il senso della nroma è proprio che il Parlamentare NON "rappresenta" i cittadini, ma deve mirare solo al bene pubblico).

Ma sì, lo so quale è la parte che sostiene quei no. Solo che i no non fanno una politica, e tanto meno una politica che a parole afferma di voler sostenere l'occupazione e i salari.

Poi intendiamoci, non è che sia colpa solo della parte che dice quei no. In Italia ci sono solo no, da dx da sin e dal centro. E' questo il problema più grosso.

Ma da che cosa deriva questo problema? Secondo me deriva proprio dal famoso deficit culturale di cui parliamo da anni. Viene tutto da lì, dalla pretesa di "rappresentare" anziché di risolvere, di "esprimere" anziché di studiare, capire e progettare. Non so se questo discenda proprio dalla critique artiste post-68, ma mi sa tanto di sì. Alla fin fine, è sempre una decadenza nel dialogo pubblico, del dialogo politico: non accetto più di discutere le mie ragioni con quelle degli altri (dove "accettare" significa ammettere preventivamente la POSSIBILITA' che l'altro abbia ragione), e concepisco il "dialogo" solo come prova di forza ("guarda quanti siamo!").

KK | November 29, 2007 5:12 PM

Segnalazione a mio parere stratosferica. Li batte tutti. Vorrei che mi aiutaste a capire come "libero mercato" stia ad indicare l'obbligo per chicchessia di fornirti un determinato servizio. Insomma, potrei lamentarmi con Telecom perchè da un giorno all'altro mi ha dato una tastiera a toni, mentre mi trovavo molto bene con quella ad impulsi, oppure protestare quotidianamente presso una qualunque grande distribuzione perchè il prosciutto di Cincillà, che a me piace moltissimo, non viene venduto. Il libero mercato che c'azzecca?
2. E lo stalinismo?

gg | November 29, 2007 5:25 PM

Mah, è veramente un articolo senza senso. Ammesso e non concesso che Telecom abbia violato il contratto con Magris, il 'libero mercato' non c'entra veramente una ceppa.
Altrimenti ogni volta che qualcuno non paga il conto bisognerebbe incitare alla resistenza contro i Soviet.

KK | November 29, 2007 5:32 PM

Lo sto rileggendo per la sesta volta. Spassoso è dire poco.

gg | November 29, 2007 5:41 PM

noooo! ero venuto per segnalare l'articolo di magris che è il cavallo vincente della settimana.
vabbé mi risparmio la motivazione e voto per l'articolo di gg

soupe | November 29, 2007 6:11 PM

Ci giocherei sopra fino all'ultimo penny. Oh oh oh

gg | November 29, 2007 6:14 PM

mi ero perso la tua segnalazione da Liberazione. Domanda: se Cremaschi non avesse citato Ricardo, cosa ne sarebbe della sua teoria?

alessandro-->KK | November 29, 2007 7:11 PM

(Non ha citato Ricardo, ma solo la legge bronzea dei salari.)
Francamente non credo che Cremaschi abbia nessuna "teoria", cmq mi aveva colpito solo il fatto che uno (per di più sindacalista, quindi presumibilmente versato almeno nell'economia del lavoro e nella storia del pensiero economico) citi una teoria che dice A affermando che ne sono sostenitori dei tizi che dicono non-A. C'è bisogno di fare sfoggio della propria "cultura" citando una "legge" secondo cui i salari non possono crescere al di sopra del livello di sussistenza (tra l'altro, perché gli aumenti di produttività si tradurrebbero in minore occupazione) per imputarla a dei tizi che (AL CONTRARIO!) dicono che i salari crescono con l'aumentare della produttività?

Ma non sto nemmeno dicendo che la cosa sia grave. Mi ha solo fatto ridere.

KK | November 29, 2007 7:21 PM

Non riesco a trovare l'articolo di Cremaschi dal link che è stato dato da KK
Il link rimanda al numero di oggi di Liberazione, ma c'è un articolo su Cremaschi su alcune sue dichiarazioni, ma non vedo l'accenno alla legge bronzea dei salari.

Pensatoio | November 30, 2007 12:00 AM

L'articolo di magris balza in testa alla classifica mensile.

colico | November 30, 2007 10:18 AM

bah, chissà perché non si compra una segreteria telefonica. ma il peggio è il suo avvocato che invece di dirgli "se la scriva da sé" si presta pure all'ignobile messinscena di accennare al contenzioso

adlimina | November 30, 2007 11:14 AM

Sì, adlimina, ma io il contratto tra Magris e la Telecom non l'ho visto. Può anche darsi che la Telecom l'abbia davvero violato (benché ne dubiti). Solo che, anche se fosse, che c'entrerebbero il 'libero mercato' e lo stalinismo?

KK | November 30, 2007 12:14 PM

Ma è chiaro, kk: "libero mercato" significa che Magris deve essere "libero" di fare ciò che vuole. Mentre il significato moderno della parola "stalinismo" è così compendiabile: comportamento che impedisce a Magris di fare ciò che gli pare.

La settimana scorsa Magris ha dato dello "stalinista" anche a me perchè ho posteggiato la macchina dove avrebbe voluto parcheggiare lui.

colico | November 30, 2007 12:26 PM

:))
Spiritoso...

KK-->Colico | November 30, 2007 12:28 PM

libero mercato = "l'Azienda fa quel che gli pare"

stalinismo = "l'Azienda fa quel che gli pare"

la distinzione è sottile.

PS. La classifica non dovrebbe essere "per articolo" ma per "ratio".

al 1 post non è Magris, ma "il mondo è retto dal demonio".

Francesca | November 30, 2007 12:34 PM

Vorrei candidare questo articolo: link

In particolare vorri porre l'attenzione sull'incipit: "Scienza e progresso senza Dio non portano alla costruzione della società perfetta, anzi possono produrre orrori come si è visto con gli esiti della Rivoluzione russa".
Vi confesso che non ho avuto le palle per leggere l'enclicica. Ci ho provato ma non ci sono riuscito, colpa mia...non ci sono riuscito.
Dunque non so se l'assurda frase è un'invenzione dell'articolista, in ogni caso, sia colpa del papa o del giornalista, vi si afferma che: rivoluzione russa = scienza e progresso.

colico | November 30, 2007 2:38 PM

insalata russa = colesterolo alto

addb | November 30, 2007 2:49 PM

Non è vero: c'è tutte le verdure.

colico | November 30, 2007 2:54 PM

Il link corretto a Cremaschi è questo:
link

Mi pare che l'articolo di Magris non stia più all'indirizzo citato da GG.
Qualcuno sa indicare il nuovo link?

KK | November 30, 2007 3:48 PM

l'avrà spostato telecom...

addb | November 30, 2007 3:56 PM

lo trovi qui: link

colico | November 30, 2007 3:57 PM

Che poi è buffo alzare alte strida contro l'attentato al 'libero mercato' e lo stalinismo strisciante se poi davvero basta una lettera scritta dall'avvocato.
Chissà che seghe di avvocati avevano Trotskj, Zinovev e Bucharin...

KK | November 30, 2007 4:06 PM

«Credeva che una volta messa a posto l'economia tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo».

Epocale

gg | November 30, 2007 5:38 PM

Io segnalo questo "articolo" di Mons. Nogaro su Liberazione del 27/11/07 sulla "privatizzazione dell'acqua":
link
perché partendo dalla premessa "l'acqua è sacra" davvero si possono dire cose utilissime su come garantirla a tutti (visto che è un bene che potrebbe divenire scarso), sull'attuale regime giuridico (non è vero che viene privatizzata, né ha senso dire che l'acqua viene privatizzata e poi dire che c'è un "gestore" privato), ecc. ecc.

KK | November 30, 2007 5:47 PM

Per la categoria Blog candido questo commento di Mik nel blog di Titollo:
link
dove, a proposito di una proposta did elibera del Comune di Roma, ad un altro che gli rimprovera di non averla nemmeno letta, così risponde:
"Quello che volevo dire a proposito di questa "proposta di delibera comunale di iniziativa popolare", di cui "immagini" giustamente io non abbia neanche letto il testo, forse perche' "non mi va di scivolare nel tecnicismo", sono sempre compromessi al ribasso."
Il merito che se non altro va riconosciuto a costui è quello della franchezza: almeno metà degli opinionisti giornalisti e intellettuali italiani applica lo stesso metodo (critica testi, proposte, programmi, disegni, discorsi ecc. senza averli letti ma "presupponendone il senso") ma senza il coraggio di ammetterlo.

KK | December 1, 2007 11:01 AM

Notevole anche questo articolo de L'Unità
link
specie dove ci si chiede perché delle "botteghe" che schifano i grandi marchi tipo Coca-Cola e Nestlé non schifino (come "dovrebbero") i software come Microsoft e non passino ai più "appropriati" Linux o OpenOffice.
E' na questione di buon gusto insomma (nel bel mezzo di "un altro mondo è possibile" e "il mondo ormai è brevettato").

KK | December 2, 2007 12:47 PM

Dato che la maggior parte dei prodotti delle cosidette botteghe equosolidali sono di scarsa qualità, prodotti e distribuiti con sistemi poco efficenti ( e quindi piu dannosi per l'ambiente ) mi sembra inutile chiedersi perchè non utilizzino sistemi come Linux e Openoffice che si sono diffusi grazie alla loro indubitabile qualità e affidabilità!

pietro | December 2, 2007 2:22 PM

Sempre per la categoria Giornali, candido anche questa recensione di Furio Colombo ad un libercolo sui centri commerciali apparsa sabato su L'Unità:
link
In particolare segnalo questo passo formidabile: "il viaggio di esplorazione di Aldo Cazzullo nella vita a avventure degli outlet italiani è una impresa assai più delicata, complessa e necessaria di un viaggio negli outlet americani. Là il vuoto, anche fisico, poggia sul vuoto storico e sul vuoto del territorio. Nel senso che una curiosa civiltà evanescente fatta di una massa di oggetti e nessun disegno, progetto o destinazione occupa vasti spazi di lande altrimenti abbandonate.
Al contrario una Italia affollata di storia, la storia delle città, dei rapporti, dei riti, delle celebrazioni, delle processioni, dei palii, dei santi protettori, vede depositarsi sulle sue radure tutt’altro che vuote i dischi volanti dei nuovi «outlet » carichi di oggetti da vendere già disponibili ovunque, salvo il prezzo che è, certo, conveniente ma non ha alcun rapporto con la necessità.
"
Le "radure tutt'altro che vuote" dove sorgono ic entir commerciali sono radure effettivamente vuote; la "curiosa civiltà evanescente" è tanto poco evanescente che ha non uno ma molti progetti e sperimenta e inventa mentre i nostri "intellettuali", come Colombo, continuano a menarsela con "rapporti, riti, celebrazioni, processioni, palii, santi protettori" nella bizzarra convinzione che questa sia storia e quella (chissà perché) no.

O anche quest'altro memorabile passo: "Forse è - piuttosto - uno strano museo di scienze naturali, in cui vengono esposti (ovvero si autoespongono) i cittadini tipo di un paese senza passioni, senza ideali comuni, senza un interesse che leghi tutti (una volta si diceva «interesse nazionale ») tranne un intenso,meticoloso, infaticabile acquisto di beni di consumo. Del resto, non viene detto anche da autorevoli voci politiche che«dobbiamo aumentare i consumi?» e il totem del Pil (il mitico prodotto interno lordo, non è il grande misuratore della nostra collettiva volontà di comprare ciò che la nostra volontà di comprare induce a produrre?". Il "totem del Pil", ovviamente, ce l'hanno solo i poveracci che non sanno cos'è ma continuano a parlarne.
Come uno che scrive tali e tanti spropositi abbia poi la sfacciataggine di parlare di " una grande simulazione di sentimenti, entusiasmi, passioni, ideali, persino gioia, tutti antichi tratti umani che non esistono più in natura. Non negli outlet, immense piazzole di sosta di una civiltà interrotta" non è dato comprendere. Che ne sa chi "ragiona" così di sentimenti, ideali, passioni, entusiasmi e gioia?

KK | December 3, 2007 3:49 PM

diciamo che F.C. sembra fare un poco di confusione... :o)

segnalo questo libricino:

link

alessandro | December 3, 2007 4:01 PM

Ma i libricini mica li votiamo al Concorso...
:-))

KK | December 3, 2007 6:34 PM

una cosa interessante (io non ci avevo mai pensato) il libricino la dice: un centro commerciale (in realtà parla della realtà americana) è un negozio di negozi. In vendita ci sono in primo luogo spazi commerciali. Cmq la tua candidatura è ottima, vediamo come si sviluppa la settima.

alessandro | December 3, 2007 7:35 PM

(Quest'ultima battuta mi astengo dal commentarla :))

KK | December 3, 2007 7:43 PM

non ci crederai, ma è stato un lapsus che vedo solo ora: volevo scrivere "la settimana"! :oDDD

alessandro | December 3, 2007 8:13 PM

invece segnalo questa iniziativa
(non per il concorso, perlomeno non ancora) riportata da lastampa:

link

C'è anche l'articolo di Ichino del 27-12 del Corriere.

alessandro | December 3, 2007 8:18 PM

Bersani Dixit:

"Deve finire l'abitudine di molte aziende che scaricano automaticamente qualsivoglia costo sui consumatori"

Qualcuno dovrà pur pagarli i costi, ma chi li deve pagare secondo Bersani?

Le imprese?
I contribuenti?
Quei cattivoni delle Banche?

Non so ma quando si parla di demagogia e pressapochismo in malafede non mi sembra che stiano solo tra i giornalisti.

pietro | December 3, 2007 8:32 PM

credo che bersani si riferisca, in particolare, ai costi connessi ai "rischi" imprenditoriali.

alessandro-->pietro | December 4, 2007 9:31 AM

Io invece credo che per capire quel di cui parla bersani ci si debba concentrare sulla parola "automaticamente", peraltro usata in odo abbastanza improprio.

B. ha usato la frase riferendosi alla portabilità dei mutui.
E' noto che per legge si è resa "gratuita" l'estinzione anticipata del mutuo e che le banche oppongono parecchie resistenze cercando di disinnescare l'imposizione legislativa.

L'obiettivo della legge è quello di consentire ai consumatori di avvalersi della concorrenza tra banche anche dopo la sottoscrizione del mutuo.
B. vuole che ci si possa liberare da vincoli contrattuali di lungo periodo senza pagare costi di uscita.

Va detto però, che la frase riportata da pietro, soprattutto se letta da sola, è un nonsenso

colico | December 4, 2007 10:13 AM

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