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Power Law, Diseguaglianze e Polarizzazioni

In Inequality Everywhere You Look il prof. Mankiw segnala un articolo di Mark Perry nel quale si scopre che:

 

the pattern of income distribution in the National Football League is strikingly similar to the income inequality of the general population

 

e a fronte di questa 'scoperta' si afferma:

 

perhaps this pattern of income distribution is a natural and expected outcome of any extremely competitive environment where talent is scarce, valuable and highly paid, whether it's the NFL or the overall economy

 

Ora, anche se trovassimo che una simile distribuzione è "naturale" (un sacco di abusi ideologici si fregiano di quell'aggettivo), non abbiamo nessun bisogno di accettarla. In fondo all'articolo trovate infatti almeno due discussioni sulla "naturalistic fallacy" nel quale alcuni tendono a chiudere il discorso.

 

Tuttavia, a maggior ragione se non si accetta di chiudere la discussione soltanto perchè sembra (o anche se è) 'naturale', a maggior ragione dobbiamo capire quale dinamica produce quei patterns.

 

 

E siamo di fronte in effetti a una dinamica che sappiamo soltanto descrivere ma non 'spiegare' scientificamente, e che è la stessa per molti fenomeni apparentemente senza relazione gli uni con gli altri.

 

Se cliccate qui posso provare darvene un breve resoconto.

 

Supponiamo di ordinare le città di una regione per numero di abitanti e chiamiamo le più grandi di 'rango 1', le successive di 'rango 2' e così via, mettendole sull'asse orizzonatale con quelle di rango 1 più a sinistra e quelle di rango maggiore più a destra. Se adesso mettiamo sull'asse verticale il numero di abitanti, allora i punti di coordinate (rango, n. di abitanti) si dispongono lungo la curva rossa. Curve simili si osservano applicando lo stessa classificazione rango/frequenza per molti altri fenomeni. Per esempio mettendo nel rango 1 i libri più venduti, e poi mettendo sull'ordinata il numero di libri di quel rango venduti (nella figura ho scritto sull'ordinata "n. di libri": è un errore, doveva essere "n. di libri venduti) si ottiene una curva simile, e lo stesso con i blogs più visitati e il n. di visitatori. Questa curva (più precisaemente la curva di interpolazione) è una esponenziale (la trovate spesso come una retta quando gli assi usano la scala logaritmica), e segnala un altro fenomeno interessante: la 'self-similarity' a tutte le scale. Per esempio: se fate il ranking dei calciatori italiani per quanto guadagnano, e sull'asse verticale mettere il loro guadagno (similmente a quel che ha fatto il tipo per i giocatori di football della NFL), ottenete una di quelle curve. Se poi prendete uno di questi 'ranghi', per esempio quello dei giocatori più pagati (supponiamo quelli della serie A) e ripetete la stessa cosa trovate la stessa curva fra i giocatori delle squadre più brave e i loro guadagni, e se prendete una di queste squadre ritrovate la stessa relazione fra le star e quelli della seconda squadra. Avviene lo stesso fra regioni geografiche, e all'interno delle regioni geografiche fra le città, e all'interno delle città fra i quartieri.

 

 

Non sappiamo esattamente perchè avviene questo, nè sappiamo come evolve nel tempo (cioè come una città o un blog o un libro sale o scende di rango lungo quella curva), e dunque non sappiamo come controllare questo fenomeno

 

Però ci sono molte indicazioni che fenomeni di quel genere sono associati con dinamiche auto-alimentate (traduco così "positive feedback") (una grande città tende a diventare più grande, e viceversa), e che questo auto-alimento è fornito da quello che chiamiamo 'esternalità'. (E questo nome vi dice quanto ne sappiamo poco: rimanda all'idea che stia succedendo qualcosa di 'esterno' allo scambio, come se fosse un'anomalia, quando probabilmente l'esternalità contribuisce il fattore maggiore alla dinamica e ne è l'aspetto preponderante, soprattutto quando c'è di mezzo la "conoscenza" (lato sensu).

 

Quanto all'economia, moltissimi ricercatori, e quasi la totalità degli africani, per ragioni che si comprendono, si stanno interessando a questi fenomeni. Un interessante serie di studi (soprattutto africani) si domandano se quei fenomeni siano propri del modo di produzione capitalista, ma salta fuori che la distribuzione delle concentrazioni di scorte alimentari, la densità degli eserciti, le dimensioni degli apparati amministrativi e delle città e molte altre di queste variabili seguono andamenti di tipo 'power law' (che è il nome di quelle curve presso gli specialisti) anche nell'antichità o nei sistemi 'asiatici' di produzione.

 

 

Ma se dobbiamo evitare di metterci subito a ululare che "c'è sotto qualcosa di losco" quando osserviamo questi fenomeni di distribuzioni esponenziali, sarebbe altrettanto sciocco decidere che, poichè le osserviamo 'in natura', allora dobbiamo accettarle come sono (la "naturalistic fallacy")

 

Commenti

Non è necessario accettare questi meccanismi come inevitabili, ma il fatto che possano essere naturali pone il problema di COME affrontarli, la mia impressione è che si possano fare 2 errori principalmente:
Uno è considerare fenomeni diversi, solo perchè danno luogo a distribuzioni simili come frutto delle medesime cause, confusione tra analogia e omologia.
Secondo che rifiutando l'origine naturale di fenomeni sociali si pensi di poterli risolvere semplicemente cambiando i meccanismi della società, e questo mi sembra un punto in cui l'esistenza di meccanismi "naturali" contrasta con il materialismo marxista,( se una società migliore può essere costruita solo violentando la natura umana si spiegano i fallimenti del socialismo reale ).

pietro | November 18, 2007 7:55 PM

Probabilmente è una fesseria.... ma non potrebbe derivare il tutto dal contesto del regime competitivo?
Cioé, se non mettiamo degli "handicap" è intuibile che i "forti" e i "grossi" lo diventeranno sempre di più. Che so, visto che la velocità di due barche a vela in equilibrio idrostatico è funzione della lunghezza al galleggiamento, la più lunga correrà necessariamente più della più corta e acquisterà sempre più vantaggio sulla piccola.
La velocità di una barca è "naturale".
Non è detto che questa caratteristica sia desiderabile e così posso fare un regata con degli handicap ed avere una gara equa dove cioé la vittoria non sia in funzione della lunghezza al galleggiamento dei contendenti.

etienne64 | November 18, 2007 10:05 PM

L'equità dovrebbe essere ottenuta aiutando i piu deboli, non ostacolando i piu forti.
Sarebbe come se, in presenza di due terreni, uno piu fertile e uno piu arido un contadino fosse cosi idiota da avvelenare il più fertile per avere lo stesso raccolto in entrambi i terreni.

pietro | November 18, 2007 10:37 PM

Qui c'è qualcosa, secondo me di interessante, a che se non ha nessun legame con ciò di cui parla Francesca
link

pietro ---> etienne64 | November 18, 2007 10:44 PM

escluderesti quindi a priori di togliere dell'acqua al più fertile per rendere meno arido il secondo?

alessandro-->pietro | November 18, 2007 11:33 PM

Francesca, non so se ho compreso bene. Se ad esempio prendo il libro più venduto (che so, la Bibbia) avrò un y1 numero di libri venduti. Con Dan Brawn, il secondo libro più venduto, avrò y2 numero di libri venduti e con Bruno Vespa (il terzo libro in classifica) avrò y3 libri venduti. L'interpolazione darà la curva rappresentata. Cioè il primo avrà venduto il doppio del secondo e quattro volte il terzo (passami l'approssimazione). E' corretto? (e gli Eagles allora hanno venduto un casino...)

alessandro | November 18, 2007 11:54 PM

ma se, ad un certo momento ignoto, (ma attorno a Natale) Bruno Vespa dovesse vendere più della Bibbia e di Dan Brawn, allora il numero di copie vendute dovrebbe essere due volte tanto chi lo precede (sempre ammettendo, per capirci, la mia approssimazione)?

alessandro | November 18, 2007 11:58 PM

phi = 1 + sqrt(5) / 2

phi-bonacci = 1, 1, 2, 3

quarta iterazione 3/2 = 0,66 == 66%

come al solito la salvezza vi piomba in testa da Gerusalemme

Il Cabalista (gg) | November 19, 2007 2:41 AM

@Pietro. Scusa, ma le risorse per aiutare i più deboli da dove le pigli, se non dai più forti? (esempio dell'acqua di Alessandro che mi pare molto carino)

etienne64 | November 19, 2007 8:54 AM

A me pare che sia un equivoco latente sul significato (in questo costesto) dell parola "naturale".

Credo che in questo caso per "naturale" debba intendersi qualche cosa di simile a "spontaneo" nel senso che, date certe condizioni il sistema "spontanemanete" si sposta in una certa direzione.

Nulla a che fare, dunque, con la "natura umana" se non che questa (ammesso che esista) è una delle condizioni date al sistema.

Ciò detto, lo studio di ciò che accade "spontaneamente" mi pare ci aiuti solo a scegliere come ottenere certi risultati non ad individuare i risultati da perseguire.

Nell'esempio di etienne non mi pare abbia senso chiedersi se sia desiderabile o meno che la barca più lunga risulti più veloce.
Ci dobbiam chiedere cosa vogliamo ottenere. Se vogliamo una regata che stabilisca l'equipaggio più abile allora introdurremo gli handicap, se vogliamo una regata che faccia competere gli scafi allora li faremo gareggiare tutti insieme.
Al palio di siena preferiscono dar valore ai fantini e allora sorteggiano il cavallo da assegnare ad ognuna delle contrade.

Nel caso dell'economia quali obiettivi ci dobbiam porre?

colico | November 19, 2007 10:45 AM

Etienne,
faccio prima una considerazione 'tecnica' (fai riferimento a questo).

Nel tuo esempio la distanza fra le barche cresce linearmente: per ogni intervallo di tempo, per esempio ad ogni minuto alla distanza fra le barche si somma la quantità V, dove V è la differenza fra le velocità delle barche (e quindi una qualche costante proporzionale alla differenza fra le lunghezze al galleggiamento) espressa in metri al minuto. In una power law invece la distanza si moltiplica per la quantità V. Questo ha una enorme importanza perchè se la differenza V è piccola, una osservazione 'trascurata' per un periodo di tempo limitato non è capace di anticipare come questa piccola differenza si 'amplifichi' ('exploda') una volta superata una certa soglia. Progettare un sistema di 'handicaps' è una faccenda completamente diversa in questo caso di quello che potrebbe venire in mente 'ingenuamente', come ad esempio nel tuo esempio: "ASSUMO che la dinamica sia lineare. Poichè la regata dura 10 minuti, allora faccio partire le barche lunghe 10*V metri indietro, o 10*(V/Vc) minuti dopo (Vc = velocità delle barche corte)".

Se però la dinamica fosse esponenziale, poichè la separazione finale è V elevato alla 10 potenza (che indico così: V^10), mi accorgerei che l'handicap iniziale è completamente 'dimenticato' nella dinamica: 10*V è molto più piccolo di V^10, e dunque osservando la separazione finale non saprei neanche dire se la barca lunga è partita con 10*V o 100*V o anche 10.000*V metri di svantaggio! Se fossi "la Repubblica" griderei subito: imbroglio! scandalo! hanno un motore a reazione nascosto!

Insomma dobbiamo distinguere la relazione che descrive la dinamica, e con le 'power laws' non è 'ovvio' ricavare questa distinzione dalla pura ispezione di certe variabili in un periodo 'corto' durante il quale osseriviamo il fenomeno;

Francesca | November 19, 2007 1:17 PM

Alessandro sembra del tutto unimpressed dall'esempio della vendita di libri. Eppure io l'ho fatto proprio perchè La Repubblica aveva la settimana scorsa un articolo sulla "long tail" della distribuzione power law, e di ciò che questo significa per imprese come Amazon. Naturalmente non ne aveva capito un @@@####!! e la metteva così: "vendere meno unità di più cose".
Magari ci torniamo.

Ma queste cose sono molto diffuse e molto importanti: ad esempio la diffusione dei linguaggi per computers. Daniel è adesso tutto preso da una cosa che si chiama Robin on Rails (o qualcosa del genere). Il linguaggio "Robin" è stato inventato da UN giapponese.. due o tre anni dopo, grazie alla pubblicazione di documentazione in INGLESE, è stato usato da uno studente danese che ne ha fatto questo "Robin on Rails", e la sua adozione è entrata in una dinamica di tipo power law. L'evento scatenante è stata la pubblicazione IN INGLESE, non un travaso di 'risorse' fra i programmatori ricchi (per esempio di Perl) a questo giapponese.... E' stato la confluenza in uno spazio di flussi e di esternalità positive (auto-alimentanti) di conoscenza sul substrato della 'comunità' dei parlanti l'inglese (cioè praticamente tutti i Daniel di questo mondo).

Francesca | November 19, 2007 1:26 PM

I 'sistemi di handicaps'. Spero che questo ti interessi, Etienne: nell'economia nella quale agiscono dinamiche di tipo 'power law' i sistemi di "handicaps" sono costituiti da specifici frameworks giuridici: il sistema dei "titles". E' così che sono nate cose come "Creative Commons", sotto la pressione della seguente domanda: come favorire le dinamiche auto-alimentanti di beni di conoscenza, sapendo che le power laws funzionano anche in reverse? (l'adozione di un linguaggio per computer 'esplode' se supera la soglia, ma altrettanto velocemente implode se non la supera. Questo è quel che rischiano le 'città' se si tagliano fuori da certi flussi (per es: grazie al geniale slogan di marketing: "il cielo di Torino non si gratta").

Francesca | November 19, 2007 1:32 PM

"Ah!" - dicono le pugnaci associazione dei conzumatori - "la musica 'libbbera' distrugge le diabbboliche Case Discografiche".

"So what?" - rispondono i diabbbolici agenti del capitalismo globale - "si pagano miliardi di royalties per licenses e brevetti sulle tecnologie dei riproduttori, per es: Ipod, nascono intere industrie di nuovi dispositivi, di software ect, il cui costo si abbassa (economie di scala) e permettono, ad esempio, a Daniel di mettere del software dentro i cosi per irrigare"....

Francesca | November 19, 2007 1:37 PM

L'osservazione di Colico è importantissima: l'economia non dice, e non deve dire - secondo me - quale criterio di equità (o altro) la società umana deve scegliere.

Ma una cosa che può aiutare a fare è smontare certe 'ingenue' asserzioni tipo: "se levo un po' d'acqua qui per metterla là ottengo una 'migliore' distribuzione". Quest o è generalmente falso. Cioè funziona solamente nel caso molto particolare in cui ci si aspetta che le cose siano 'lineari', tipo "se levo 10l di acqua la produzione diminuisce qui di 10Kg e aumenta di 10Kg là, ALLORA SICURAMENTE se ne levo 1000l la prod diminuisce di 1000Kg qui e aumenta di 1000Kg là". Questo NON è vero quasi MAI. I sistemi di 'handicaps' richiedono un disegno MOLTO MA MOLTO più sofisticato di quello, come spero l'esempio di "Robin on Rails" aiuti a capire.

Francesca | November 19, 2007 1:44 PM

Infine, se volete potete leggere i seguenti documenti (sono files pdf):

Random Walk to Innovation: Why productivity follows a power law

Power Law tails in the Italian Personal Income Distribution

Saluti

Francesca | November 19, 2007 1:53 PM

Just for fun:

ecco la distribuzione rango/frequenza dei "hits" ai posts del blog di Karl Kraus. Il n.1 sull'asse orizz. rapprsenta il post più letto (Lo sprawl, di Anna Diana De Bernardi) con 1472 hits.

(esclusa la home page).

Francesca | November 19, 2007 3:19 PM

E' davvero interessante e puzzling.
Soprattutto mi sembra incomprensibile l'invarianza di scala. E' stranissimo che ci sia una curva così per i giocatori di calcio in generale e che la curva si ripeta tale e quale anche all'interno di una singola squadra, o che ci sia per i blog in generale e poi si ripeta anche all'interno di un singolo blog (per i post più visitati). Perchè la distribuzione dovrebbe rispondere alle stesse 'leggi' a ogni livello? Eppure una ragione ci dev'essere.

KK | November 19, 2007 3:48 PM

Per fare un osservazione matematica, il fatto che la curva sia simile non significa affatto che la legge sia la stessa.
Significa solo che segue uno stesso tipo di regressione.
Generalizzando: sono iperboli in cui la base di partenza è la relazione y=1/x, quindi essendo il tipo di reazione piu comune dopo la semplice proporzionalità lineare è abbastanza logico che sia molto diffusa.
Nella realtà poi le eventuali formule matematiche che descrivono fatti reali sono molto piu complesse, ma la forma è sempre la stessa.
Quindi il fatto interessante è che esistano simili relazioni, ma non tanto la forma della curva che le descrive, quella è abbastanza ovviamente comunissima, dato che richiede una correlazione matematica di base semplicissima.

pietro ---> KK | November 19, 2007 5:42 PM

Cosa vuol dire "il tipo di relazione piu comune dopo la semplice proporzionalità lineare"? Non ho capito.

KK | November 19, 2007 5:51 PM

qui lo spiega semplicemente
link

pietro ---> KK | November 19, 2007 5:57 PM

Non mi pare.

KK | November 19, 2007 6:03 PM

la Proporzionalità diretta e la Proporzionalità inversa sono le realzioni matematiche piu semplici, e quindi statisticamente più probabili.
Non trovo un modo più semplice di dirlo.

pietro ---> KK | November 19, 2007 6:18 PM

@Francesca. Perfettamente vero quel che dici, il mio esempio semplificava un po' troppo. Il succo però mipare lo abbia detto meglio di me Colico: premesso che si possono constatatre certe tendenze, ci piace assecondarle?
La scelta di quali tendenze assecondare e quando (la tendenza dell'acqua a scendere mi spinge a fare argini nel Polesine per contrastarla, ma la sfrutto per fare una centrale idroelettrica: l'aggressività umana in genere la contrasto, ma la esalto nei militari etc etc.) è l'essenza della politica che poi si traduce in norme (quello che chiami frameworks giuridici).
Fondamentalemnete, mi sembra che siamo tutti d'accordo che le queste valutaziuoni richiedono un lavoro preliminare di conoscenza piuttosto pesante, senza di cui, però, si lavoro come il Tizio che tira la monetina.
Ovviamente, i giornalisti di Rep non hanno tempo da perdere faticando su curve un filino più storte di una retta o semplicemente facendo quello che si faceva un secoletto fa e cioé pensare ai pro ed ai contro di una legge.
Va però detta una cosa. Il problema della semplificazione del discorso politico (e quindi, per certi versi, giornalistico) temo sia dipenda da fattori così complessi da non poter essere risolti con la (più che giustificata) lamentela sulla banalità del discorso politico attuale.
Il fatto che le leggi non siano più fatte bilanciando opposti interessi o opposte esigenze (un esempio: l'ultima genialata sulle dimissioni, con buona pace della autonomia contrattuale) non dipende solo dal fatto che i giornalisti di Rep sono dei superficiali orecchiatori di troppe cose. Si potrebbe metterla così: perché Lincon, vecchio e scafato politico, nei discorsi elettoriali ai contadini dell'Illinois (tedeschi semianalfabeti) poteva EFFICACEMENTE contrastare i suoi avversari con discorsi logicamente ricorossisimi (ed anzi, "sconfiggendo" l'avversario evidenziando l'illogicità del suo discorso), mentre oggi il discorso è puraente emozionale?
Mi verrebbe da dire "perché i contadini passavano ore e ore a sgranare pannocchie ASCOLTANDO qualcuno che parlava".
Oggi, però, non si può pensare di rimettere la gente a sgranare pannocchie.
Sicché, come si fa ad avere una società complessa in cui ci sia lo spazio per la mecessaria riflessione sulle scelte da assumere?

etienne64 | November 19, 2007 6:24 PM

Che si può rifrasare così: siccome la proporz. è la cosa più semplice per me, cioè quella che capisco più facilmente, allora se ne deriva che:

-la 'segnalazione' è la stessa cosa della 'raccomandazione'.
-i sistemi self-organizing sono proibiti, è proibito il rumore bianco e quello rosa, sono aboliti i frattali e in generale i processi stocastici
- tutte le funzioni polinominiali sono (per decreto) di grado 1. Tutte quelle di grado > 1 sono 'pippe mentali', o inutili praticamente, cioè per cose come far passare gatti sotto nastri intorno all'equatore della Terra.
- a causa della disposizione precedente, la legge di Coulomb e tutte quelle simili che mostrano relazioni con l'inverso del quadrato della distanza sono abolite. Per la stessa ragione sono dunque abolite le funzioni armoniche, i potenziali centrali e tutta quella somma di astruse idiozie.
- Le parabole e mostri simili sono proibiti.
- l'area del cerchio è stabilita proporzionale al raggio.

In conseguenza degli articoli che precedono qualunque sia il problema "basta" mettere un handicap calcolato con (a scelta) la retta o l'iperbole. Se non funziona è colpa dei poteri occulti.

Ogni legge è sostituita da quest'altra:

LA SOLA FORZA OPERANTE NEL MONDO E' LA BASSEZZA.

Francesca | November 19, 2007 6:44 PM

Etienne: devo scappare ma voglio assicurarti di una cosa. Qui NON CI SI LAMENTA dei "giornalisti". NON si crede AFFATTO che non c'è niente da fare, e si è ASSOLUTAMENTE convinti che il "discorso", e non questa o quella tecnica, è una pratica civile che bisogna, appunto, praticare.

Ho ricevuto un libro da Soupe dal titolo "Costituzionalismo e giustizia di transizione", in cui è preso a modello il ruolo costituente della commissione sudafricana verità e conciliazione. Non trovo un esempio più calzante del rapporto fra il "discorso" e il suo contenuto tecnico, che, in QUESTO caso è giuridico. Non vedo l'ora di studiarlo e discuterlo.

NON SO NIENTE di diritto. Ti ho detto che questo è precismente ciò che di te (e di Colico e di SOupe e di KK) mi attira. Ma mi appare come un sistema altamente sofisticato, con una storia, e con le sue profonde tecnicalities, un sistema di modelli astratti, retti da una estrema precisione logica che è garanzia di giustizia e anzi di possibilità stessa del "discorso", una cosa che somiglia come una goccia d'acqua all'economia...

Per saperlo applica questo test:

arriva uno e ti dice che poichè la "vendetta" è la procedura "più semplice", allora la logica formale, il calcolo dei predicati, ect, sono "pippe mentali" che astraggono dagli uomini in carne e ossa.

Temo di aver fatto troppo di corsa: je m'excuse. Spero di poter continuare.

KK: prima di studiare la proprietà della scale-invariance delle power laws, quella curva da un sacco di altri notevoli suggerimenti interessanti di cui parleremo domani, d'accord?.
Per esempio: da quella distribuzione potremmo capire quale post è il più vecchio? (ha avuto maggiori chances di essere visitato?)

Francesca | November 19, 2007 6:56 PM

La legge di Francesca mi piace tantissimo, mi dà un particolare senso di leggerezza (il che, essendo io sovrappeso, lo apprezzo in modo speciale) dacché fino ad oggi stavo incollato alla seggiola perché (m1*m2)/d2(il 2 sta per al quadrato). ;-)
Più seriamente, non guasterà notare che J. Evola, alla domanda "Perché gli ebrei sono tanto bravi in matematica?" rispondeva notando he la matematica è "lunare" e "caldea" e confliggente con la natura "solare" degli ariani. Sicché, l'abolizione delle funzioni polinomiali di grado > 1 mi sembra molto ariana. Probabilmente, tra un po' di tempo ci sarà qualcuno che rinverdirà queste fesserie.

etienne64 | November 19, 2007 7:10 PM

Ma la domanda è sempre quella: perché un discorso pacato oggi è tanto difficile?
Non è una considerazione estetica o moralistica.
E' una domanda che suppongo essere cruciale.
(mamma come sono serio, sarà il mal di testa...)

etienne64 | November 19, 2007 7:14 PM

Se per caso l'osservazione qui sopra di Francesca era rivolta ai miei ultimi commenti volevo solo far notare:
Io ho solo detto, in seguito ad un esplicita domanda di KK che la forma della curva era abbastanza comune e che quindi non c'era niente di strano nel fatto che si presentasse spesso.
Non ho detto nè pensato assolutamente niente di più.

pietro | November 19, 2007 7:15 PM

chi sostiene che la segnalazione sia la stessa cosa della raccomandazione?

alessandro-->francesca | November 19, 2007 7:45 PM

I giornalisti di Rep dell'altro giorno, Ale.

KK | November 19, 2007 7:46 PM

velocissimo! mi aspettavi al varco? :o)
mi rileggerò ancora l'articolo. Ma ricordo di aver sostenuto che i nostri non confondessero affatto segnalazione e raccomandazione.

alessandro | November 19, 2007 7:54 PM

Beh, no, a dire il vero li confondono eccome (oltre a confondere la "famiglia" col mondo). Cmq siamo OT...

KK | November 19, 2007 7:56 PM

sìsì. infatti mi scuso e mi taccio.

alessandro | November 19, 2007 9:53 PM

pero mi sembra doveroso fare una precisazione.

E' vero che le forze e i potenziali in genere non sono lineari.
E' vero che le aeree, i volumi e le dipendenze in genere non lo sono.

Tuttavia le risposte (modifico questo parametro di un
sistema e vedo come il sistema reagisce) lo sono quasi sempre.
Lo sono se la modifica e' piccola. Se e' "grossa" in genere devo ripensare il tutto. Inoltre quando le risposte a stimoli "piccoli"
non sono lineari saltano fuori spesso cose sorprendenti e fenomeni "eccezionali". Oppure salta fuori che il nostro modello e' scorretto.

Saluti.

angelas | November 20, 2007 10:34 AM

Again just for fun:

Trovate qui, sovrapposta ai punti (neri) che rappresentano il numero di hits per post, la curva (rossa) che meglio approssima quella distribuzione (secondo il mio software di calcolo, che ne ha tentate 244 diverse).

Si tratta di una polinomiale del decimo ordine, i cui gli 11 coefficienti sono stimati come si vede qui. (L'equazione della curva è il polinomio sotto l'etichetta "model definition" alla terza riga).

Per la cronaca, il modello 'iperbole' di regressione è il 240-esimo su 244 in ordine di best fit, e ha 0 come "proportion of variance explained". Questo non è un appunto fatto a Pietro, ma la semplice enunciazione di questo fatto: è molto difficile stimare 'a occhio' la curva di regressione, e non c'è nessun motivo per cui la 'natura' debba scegliere distribuzioni 'semplici' (di fatto non lo fa MAI), senza contare che un polinomio del 10 grado non è più o meno 'semplice' di una iperbole.

Francesca | November 20, 2007 12:07 PM

Questo è per la tecnica (e se vi diverte, per il divertimento).

Il problema è che succede se PARTO dall'idea che quella sia una iperbole perchè è "normale" che sia così (a proposito: la distrb. 'normale' è 'semplice'?), applico certe misure, per esempio handicaps, sulla base di quell'idea, e osservo poi che i numeri si dispongono in tutt'altra maniera?

Faccio l'operazione che dice angela qui sopra ("il modello è un altro: magari è una polin. di 10 grado"), oppure mi metto a dire "c'è sotto qualcosa"? Tipo "KK favorisce in modo indecente i post di Anna Diana"?

"Tuttavia" - dice angela - "le risposte sono proporzionali quasi sempre se la modifica è piccola". Sapete tutti benissimo che posso sempre approssimare una curva (con certe proprietà) con la sua tangente ("linearizzarla") in un intorno piccolo. Bon. QUESTO E' IL PUNTO!!. Come faccio a sapere se questa 'risposta' che mi sembra lineare è dovuta al fatto che sto osservando un intorno troppo piccolo? Che ne è della povera farfalla che batte le ali qui e fa casini là? La denuncio all'Antitrust?

Francesca | November 20, 2007 12:17 PM

Francesca, ma quali sono i suggerimenti interessanti che quella curva ci dà, e di cui ci accennavi ieri?
Per es., la questione della data dei post più cliccati? Da quel che vedo io, tutti i post più visitati sono piuttosto 'antichi' (ma non tutti i post 'antichi' sono più visitati di quelli recenti).

KK | November 20, 2007 12:25 PM

KK,

il tuo very first post è il 5-ultimo della lista, con 28 hits, mentre l'ultimo che hai messo (di chi sta parlando: bello, by the way) è 4-ultimo con 24.

Naturalmente il fatto che un post sia stato là fuori per 24 ore invece di 1 anno conta. Ma la cosa davvero interessante è che si direbbe che superata una certa soglia la differenza di 'popolarità' fra posts non dipende più da quanto tempo siano stati all'aperto.... Conta insomma nel primo - ipotizziamo - mese, ma da li in poi c'è qualcos'altro che takes over la dinamica.

AHA! isn't that fascinating?

Una cosa del genere si osserva quando c'è un "attrattore" nella dinamica, per esempio una distribuzione alla quale tendono le cose qualunque sia il loro punto di partenza, ed in particolare quando si tratta dell'attrattore di un processo stocastico e/o caotico.

(immagina di osservare un pianetino che si avvicina alla Terra (che è un attrattore gravitazionale). Poichè - fatte alcune semplificazioni - la dinamica in questo caso è deterministica, siamo in grado - fatte salve quelle semplif. - di dire "da dove viene" e "quando è partita".
Ora immagina una zanzara che orbita intorno a una lampadina accesa che l'attrae, e che arriva lì attraverso un processo 'stocastico' (vola di qua e di là come le gira). Non sapresti dire da dove arriva o come ci è arrivata. Per questo tipo di attrattori, da un certo punto in avanti la dinamica 'dimentica' da dove è cominciata, o quanto tempo fa. OK?).

Ora, si da il caso che gli attrattori di processi stocastici (e/o caotici) hanno proprio la 'forma' di una power law. Esempio: il moto browniano, da cui il Brown Noise.

Una si domanda: è possibile che il tuo polinomio di 10 grado sia un'attrattore? E se lo è allora possiamo ipotizzare che le visite al blog siano 'mosse' da un processo stocastico che 'dimentica' dopo un po' la nascita del post.

Sounds reasonable, doesn't it?

Francesca | November 20, 2007 2:10 PM

Ora prediamo Kilombo.
E' retto da una Carta che specifica chi può postare, quanto spesso, e il grado di purezza dell'anima e cose del genere.

Supponiamo che i bloggers che sono nella tail a sinistra (tiens: "sinistra". sono i più letti) guardino una curva tipo power law e si dicano: noi siamo decisamente più fichi, e abbiamo una long tali (a destra) di sfigati. Facciamo un Kilombo Plus solo per noi. (La stessa cosa potrebbero fare quelli della tail a destra: "ah la distribuzione non è "fair", non è davvero aperta a tutti qualunque cosa dicano, ci deve essere il trucco. Facciamo Kilombo Super Turbo!").

Ma come ormai sappiamo, SE quella è una distrib. di tipo power law ALLORA si riproduce anche alla scala di Kilombo Plus o di Kilombo Super Turbo!
E in più SE quella power law descrivesse un attrattore, allora potremmo ipotizzare che la dinamica è retta da un processo stocastico, e che LA CARTA DI KILOMBO NON CONTA UN FICO SECCO nel determinarla. (Conta molto di più, ma MOLTO DI PIU' il fatto del "qualunque cosa dicono". In altre parole il fatto che la distrib. fosse così "un-fair" dimostrerebbe AL CONTRARIO che "ognuno fa come gli pare").

Questo genere di cose sono di una certa importanza nella "critique artiste". Pochi mesi dopo il volo degli aquiloni in Piazza Maggiore a Bologna, durante il '77 (ognuno può esprimersi liberamente, ect), un tizio scrisse una lettera a Linus lamentandosi che la "comunità" si era "polarizzata" fra chi "sa come fare" (si era scoperto che costruire un aquilone e farlo volare, che FARE insomma, non è la stessa cosa di "esprimersi"). Le parole non erano proprio queste e purtroppo ho perso quel documento che come sai è importante nella mia vita personale. Invece la polarizzazione era proprio la "signature" che ognuno si "esprimeva" come gli pareva.

TUTTO QUESTO E' SOLO ANALOGICO. GIUSTO PER DARE UN'IDEA.

Ricorda quel che ho sempre detto: NON NE SAPPIAMO IN REALTA' ABBASTANZA.

Francesca | November 20, 2007 2:25 PM

Francesca: mail per te! :0)

alessandro | November 20, 2007 2:27 PM

Uh, è interessantissimo.
Ma cosa intendi con "conta molto di più il fatto del "qualunque cosa dicono""?
Vuol dire che quel tipo di distribuzione si verifica proprio quando la gente fa cose diverse? (Ma non accade lo stesso anche nelle squadre di calcio, dove invece tutti fanno le stesse cose?)
Non capisco...

KK | November 20, 2007 2:46 PM

vorrei pero osservare che in genere si puo valutare
cosa piccolo e grosso significa. Per esempio modifico la distanza terra-luna, piccolo e' piccolo rispetto alla distanza originale.
Lo dico perche il 99% della nostra compresione di qualsivoglia
fenomeno e' appunto basato su varie riformulazioni della teoria della risposta lineare, e mai in "facciamo modifiche drastiche e vediamo che succede". Detto questo e' appunto sorprendente che alcuni fenomeni non seguono questa regola. E' sorprende, interessante ed eccezionale.

Quando non si puo valutare cosa sia una modifica piccola o
grossa l'unica cosa che stiamo dicendo e' che la nostra comprensione e' lmitata e ci sfugge qualche elemento fondamentale del problema.

Saluti.

angelas | November 20, 2007 4:56 PM

KK, sei sicuro che in una squadra di calcio fanno "tutti le stesse cose"?

Non so dove tu voglia andare a parare ma mi hai fatto venire in mente una cosa e vorrei capire cosa intendi.

colico | November 20, 2007 5:10 PM

Non vorrei andare a parare da nessuna parte, Colico. :))
E' solo che stavo rimuginando su quel che diceva Francesca ("qualunque cosa dicano") e immaginavo che potesse voler dire 1) che dicono cose diverse, 2) che dicono cose di differente valore, 3) ...
Stavo solo chiedendo.

Cos'è che ti è venuto in mente?

KK | November 20, 2007 5:17 PM

Non so bene neppure io ma mentre leggevo il post di francesca che descrive il movimento della zanzara attorno ad una lampada, mi è venuto in mente quel che accade su un campo di calcio (io, come sai, somo uomo semplice e banale:o)).

Se tu prendi 22 giocatori tra loro sconosciuti, li metti su un campo di calcio e conti il numero di palloni che ognuno di loro tocca durante la partita puoi star certo che i risultati che ottieni sono niente affatto uniformi.

Si potrebbe immaginare che la palla segua percorsi casuali (i giocatori non si conoscono tra loro) eppure esistono degli "attrattori" che portano taluno a ricevere più passaggi di altri.

Probabilmente questo non ci azzecca un accidente con il discorso di francesca e certamente non lo avrei mai scritto (trattandosi a prima vista di una cagatizza) ma mi ha incuriosito il fatto che tu poche righe dopo hai tirato fuori proprio una squadra di calcio per dire apparentemente il contrario di quel che era venuto in mente a me.

colico | November 20, 2007 6:11 PM

Ah, ho capito. Dici che il numero dei palloni toccati in campo segue una regola analoga a quella dei compensi dei calciatori? Fico... Se fosse vero, scommetterei però che le persone che toccano più palloni non sono identiche a quelle che percepiscono i compensi più alti (e forse neppure a quelle che sono destinatarie del maggior numero di passaggi, di quelle che ricevono più falli, ecc.).

KK | November 20, 2007 6:18 PM

Non so quale regola seguano (probabilmente sarà un'invarianza del sedicesimo grado con implosione al centro e derivata seconda limitata al cubo) ma di sicuro la palla su un campo di calcio fa più o meno quello che fa una zanzara.
Per qualche stocatisca ragione fa percorsi stranissimi ma finisce molto più spesso sui piedi luminosi (in cosa consista la luca è discorso difficile, ma qualche cosa che "attira" la palla c'è di sicuro).

colico | November 20, 2007 6:29 PM

Alessandro mi ha mandato una foto della fantasia al potere. Very funny:)) (thanks).

Però c'è questo fatto: la 'signature' della fantasia(*) al potere è precisamente quella curva rossa, così "regolare", così "calcolabile".

Eggià.

E' la signature delle "multitudini" in "libera combinazione" purchè sia presente quell'altro fondamentale ingrediente: i ritorni crescenti. I "fantasiosi" sono più fantasiosi se trovano altri "fantasiosi", e i "calciatori" altri "calciatori".

Fai andare il machin per un po' e alcuni diventano celebri art directors (o simili), e altri restano al centralino della Scala... Nessuno si è "venduto", o "è stato recuperato": quella polarizzazione era DALL'INIZIO nella dinamica..( Questo per un'altra volta, però).

Però Ale, devo dire che mi aspettavo che tu riconoscessi in quella dinamica un fondamentale fatto dell'ecologia: l'auto-organizzazione degli eco-systemi, appunto... Boh?

(*)ma se ripetete il giochetto con le note di una sonata di Beethoven, per es., allora è tutta un'altra cosa. E' che la 'fantasia' non ha molto a che vedere con le "multitudini" in "libera combinazione".

Francesca | November 20, 2007 6:55 PM

Colico e KK,

E' una cosa diversa: perchè un calciatore individualmente bravissimo diventi una star bisogna che si 'connetta' a una rete di calciatori (allenatori, fans, imprese sportive o come si chiamano, etc ect ect), e che in parte assorba DALLA rete (per es: disciplina, regole and all that jazz) e in parte CEDA alla rete (per es: parte dell'estro, ect). Se questo scambio è dominato da processi stocastici (insomma: succede un po' a pera, come il volo di una zanz., o come uno che 'tombe' sul post cercando altro su google), allora quello può avvicinarsi o allontanarsi da un certa soglia e finire in una o l'altra delle 'tails'.

Per non fare nomi, e per quello che ne so, Colico doveva essere un celebre drammaturgo, per es., e invece è un attore comme-ci comme-ça :)).

AHO'!!! RICORDATE di prendere tutto questo con lo spirito giusto! Non è che TUTTO è una power law, eh?

Francesca | November 20, 2007 7:18 PM

"Non è che TUTTO è una power law, eh?"

Ma non avevo dubbi in proposito :-))

Però continuo a non capire cosa volevi dire con quella frase là ("qualunque cosa dicano").

KK | November 20, 2007 7:30 PM

grazie a te per avermi pubblicato!!! :)
a parte gli scherzi, trovo sia davvero MOLTO interessante (quasi "magico"!!!). Quello che mi chiedevo, invece, è se quel grafico non sia un altro modo di vedere una specie di curva gaussiana. Mi spiego: a sinistra abbiamo un numero elevatissimo di interazioni (libri venduti, post commentati etc,) ma sono pochi i libri o post relativi. A destra invece abbiamo moltissimi libri o post che, per il risultato ottenuto, potrebbero quasi non esserci (nessun giudizio eh!) Invece, al centro, abbiamo un alto numero di post e di libri commentati e venduti. Azzardo una ipotesi sconclusionata: il successo dell'editoria o del blog di KK non è dovuto a Bruno Vespa o ad addb (non me ne voglia lei, lui faccia pure) ma alla grande quantità di libri e post mediamente venduti o commentati. Seconda sconclusionata riflessione (ecologica?): è grazie al lavoro del mediano (per tornare in ambito calcistico) che è possibile, per qualcuno, arrivare a sinistra. Insomma a sinistra e a destra abbiamo la fine e l'inizio della catena alimentare.
Ok, con questo, se mai l'ho avuta, mi sono giocato la reputazione.

alessandro-->KK | November 20, 2007 7:53 PM

ho sbagliato!
doveva essere -->francesca, che tanto KK lege di suo! :o)

alessandro-->francesca | November 20, 2007 7:54 PM

non sono affatto convinto di quello che ho scritto...

alessandro | November 20, 2007 8:26 PM

Ale, la cosa fondamentale è che quella distribuzione è una distribuzione ma non è gaussiana.
E' una distribuzione, il che significa che c'è di mezzo un processo 'stocastico' (o caotico: su questo fra un istante), ma non è gaussiana il che vuol dire che c'è qualcosa di molto più 'interessante' di un semplice accumulo di eventi random: per esempio c'è un "attrattore".

(ATTRATTORE: è uno stato al quale tende la dinamica, e che una volta raggiunto non produce ulteriori transizioni. Ho usato l'analogia della Terra o della lampada per semplificare. Ma va inteso non nel senso che la "Terra attira le masse" (quella è la forza che fa funzionare la dinamica), ma nel senso che una massa che si muove nel campo gravitaz. della Terra con una velocità tangenziale minore di una certa soglia percorre una traiettoria che la porta a colpire la Terra, dopo di che RESTA li. Se una non è troppo puntigliosa sulla 'dimensione' dell'attrattore, cioè si disinteressa di quale punto della Terra colpisce, allora OGNI traiettoria di una massa, purchè la veloc. tangenz. sia inferiore a quella soglia, converge su quel 'punto'. (se la veloc. è maggiore gli passa soltanto accanto, e magari torna indietro percorrendo una ellisse di cui la Terra è uno dei fuochi, come la cometa di Halley, se è ancora più grande percorre una hyperbola e se ne va via per conto suo subendo solo una deviazione. Questa è una dinamica deterministica, tanto è vero che i tizi del JPL possono lanciare una sonda prevedendo anni prima esattamente un'orbita che la porti a spasso per 4 o 5 pianeti e satelliti, salvo piccole correzioni necessarie di tanto in tanto a causa di certe complicazioni.
E' molto più complicato lanciare una piuma dalla finestra in modo da colpire esattamete un certo punto là fuori, perchè quella subisce degli 'urti' 'casuali' con masse d'aria, ect. (ma se non ci fosse l'aria la piuma si comporterebbe esattamente come un satellite).
Ci sono però processi come il moto browniano, o il decadimento radioattivo dell'uranio, in cui il percorso di una particella di polline o il fatto che questo singolo atomo decada è intrinsecamente stocastico. Nonostante questo si osserva a lungo andare una convergenza verso uno stato finale che non è un "punto", come nell'esempio della Terra, ma una DISTRIBUZIONE, e anche questo è un 'attrattore' anche se non possiamo 'visualizzarlo' altrettanto facilmente della Terra o della lampada. Non possiamo dire dove finisce questa individuale particella di polline o cosa succede a questo particolare atomo di uranio, ma possiamo dire come è fatta la distribuzione.
C'è poi il caso di un processo deterministico ma al tempo stesso caotico: sappiamo benissimo quale forza fa fare cosa a questo individuo, ma NON possiamo prevedere dove finirà questo individuo a lungo andare: sappiamo solo che l'intera faccenda si arresta ancora ad una distribuzione. Leggendo la distribuz. NON possiamo dire 'a occhio' se è il risultato di un processo stocastico o deterministico e caotico).

Le distribuz. NON gaussiane sono importantissime e molto interessanti, precisamente perchè c'è sotto una DINAMICA. E se vogliamo controllare questa dinamica BISOGNA CAPIRLA.

Riprendiamo l'esempio delle barche. Se la differenza delle velocità è 10 metri al minuto (mica poi così tanto) e pensiamo che il processo sia 'lineare', allora possiamo dire: "facciamo partire le barche lunghe con 100 metri di svantaggio. Anzi quella di Brigliatore, che ci sta antipatico, la facciamo partire con 10 kilometri di svantaggio, per andare sul sicuro". Ma se la din. fosse quella che ho indicato, dopo dieci minuti la separazione delle barche sarebbe di 100 milioni di kilometri!!, rispetto ai quali i 10 kilometri di svantaggio sono ridicoli. Naturalmente non c'è un motore, e tanto meno il vento, che possa far fare 100 milioni di Km in dieci minuti a una barca o a qualsiasi cosa (quindi l'esempio di Etienne non era per niente sbagliato). Ma tieni presente che quel rapporto di 100 miliardi (10^10) fra il 'distacco' finale e l'"handicap" iniziale non ha NIENTE di fantastico per un coso, un come si chiama di locuste, o fra l'energia liberata dall'incendio di una foresta e quella liberata dal fiammicolo che ha dato inizio al tutto!. (e pensa alle valanghe, alla diffusione di una epidemia, ect).

Arriva uno e dice: "Kyoto: riduciamo le emissioni del 10% in 10 anni". Come sappiamo che non stiamo facendo una cosa come dare un distacco di 10Km alla barca di Brigliatore? perchè non 7,3% o 14,5%?
Lo sappiamo perchè qualche deficiente ha provato a fare qualche calcolo, non perchè a Pecorario Scanio sembra 'giusto'. Non è perchè "ci sta antipatico Brigliatore" o perchè "Kyoto ha un bel nome" che le cose funzionano o non funzionano.

Francesca | November 21, 2007 10:00 AM

Le power laws sono DAPPERTUTTO dove ci sono sistemi auto-organizzanti. Quando vedi una "organizzazione", cioè un "nodo", una qualche forma "densa" (una città, una popolazione di alghe, ect) risultante da un processo stocastico, chances are che stai vedendo la 'tail' di una di quelle distribuzioni, la parte 'densa' di quella distribuzione. Si trovano dappertutto in ecologia e nell'urbanistica.... Non le hai mai incontrate, je me demande un peu?.

Francesca | November 21, 2007 10:07 AM

pero, per dovere di cronaca una distribuzione di probabilita e' cosa assai diversa da una risposta di un sistema.

Quando vogliamo capire come funziona un sistema, qualunque esso sia, verifichiamo come esso reagisce agli stimoli. Ci interessa come cambia la temperatura con la pressione, per esempio, non cosa succede all'atomo 20253479 che e' come la zanzara, e sul quale non
sappiamo nel caso specifico dir nulla, e che ci direbbe ben poco
in ogni caso.

Un fenomeno in cui una farfalla batte le ali qui e fa casino la
(per quanto ho capito cosa si intende) e' veramente eccezionale.
Sono tra i problemi piu complessi e suggestivi, molti dei quali, per
ovvi motivi, irrisolti.

Boh, spero di aver spiegato.

angelas | November 21, 2007 10:14 AM

Avevo messo questo post perchè volevo un po' sintetizzare le cose che ci siamo detti sulla produttività (ritorni crescenti, in particolare della produttività da innovazione, da "conoscenza"), e le conneries sul "mercato dei medici poco trasparente", e altro.

Credevo di attirare l'attenzione sul paper "random walks in innovation: why productivity follows a power law" che ho linkato in un commento precedente.
Ma come succede sempre con le "random walks" (come è la discussione su un blog), stiamo andando da un'altra parte.

BENISSIMO. E' la parte che mi interessa davvero!.

Ci vogliono quei DUE ingredienti:
"random walks", cioè processo stocastico, e "ritorni crescenti".

Ora prendiamo questi due famosi slogans:

-la sola legge è il desiderio (random walk)
-la sola comunità è quella di chi si ama (ritorni crescenti)

Se 30 anni dopo osservo che c'è una coda di giornalisti, cineasti, esteti, pubblicitari, psycho-coiffeurs che maneggiano "beni simbolici", e di là una coda di centralinisti della Scala NON per forza meno 'abili' dei primi, ma centralinisti della Scala.... do you follow? Si può dire così, d'emblé che i primi abbiano tradito i secondi?

Se fosse vero quel che dicevo ieri di Kilombo (e non lo so), e se un redattore eletto per 3 mesi decidesse di voler 'correggere' la distribuzione dando una 'fair chance' a tutti RIFORMANDO LA CARTA DI KILOMBO, potremmo suggerirgli qualcosa? (Cose analoghe: evitiamo il digital divide diffondendo l'ASDL? diamo un computer a ogni bambino africano?)

E' un discorso che NON dobbiamo banalizzare, mi raccomando.. Ma do you get the drift?

Ciao

Francesca | November 21, 2007 10:18 AM

Angela

che succede se metto 10 locuste qui, o 1 milione di virus di HIV o peste bubbonica là, o che succede se accendo un fiammicolo in una foresta, o se tolgo 10 alberi da questo pendio, sono cose che ci interessano MOLTISSIMO perchè la risposta non è per niente 'gentile'.

Francesca | November 21, 2007 10:23 AM

ho fatto alcune riflessioni che probabilemente non porteranno da nessuna parte, ma che mi servono per capire meglio e che mi incuriosiscono molto.
Guardo ancora il grafico relativo il blog di KK. Trovo che la caratteristica principale di questa funzione, quella che la fa somigliare alla altre, è la sua concavità verso l'alto. Non è, quindi, una retta, ma neanche un qualcosa di convesso. Poi mi incuriosisce l'aspetto dell'asintoto orizzontale: esiste? E' curioso, perchè se prendo in considerazione un post che ha avuto 0 commenti, allora quel punto è sull'asse x e la curva interseca tale asse, che di conseguenza non può essere un asintoto orizzontale. Ma ha senso considerare un post che ha avuto zero commenti? E' un post?
C'è un'altra cosa che mi piacerebbe molto fare con i dati del blog di KK. Cercare di capire se esiste "qualcosa" che può trasformare quella curva in una gaussiana.

alessandro | November 21, 2007 10:41 AM

Francesca, ma le 'professioni' (medici, architetti, avvocati) sono sistemi autoorganizzanti? Sono soggetti a power laws? Perché se è così, questo allora ci dice molto sulla discussione dell'altro giorno sulla trasparenza e le 'raccomandazioni', almeno credo.

Appena posso leggo per bene l'articolo sulla produttività che hai linkato.

KK | November 21, 2007 10:47 AM

KK,

I wish I knew. RICORDA I DISCLAIMERS:
-NON bisogna banalizzare
-NON ne sappiamo abbastanza

però le comunità di programmatori, unlike di medici, sembrano essere descritte abbastanza bene (ricordo: "descritto" non è "spiegato"!) da p.lws, la Silicon Valley e nodi simili (Seattle, home of Microsoft) anche, le comunità di writers, certi distretti industriali, ect. Meno la cosa è 'mossa' da un random walk, e meno sembra p.lws: forse la complessità della formal education (che NON è 'random') c'entra.

La faccenda dei medici (o degli avvocati) invece è di inform. asymmetry.

La relazione è nei ravages che produciamo quando diamo per scontato che le cose "debbano" stare così, e che ci sia "un trucco" se non le vediamo così. Last example: il tipo che parla a vanvera dei servizi universali: il dramma non è che usa un linguaggio di écolier, ma che NON HA IDEA di cosa sia un "servizio universale".

Ci sono diecimila cose che dovremmo fare per capire i numeri del blog di KK: si chiama "statistica". Per esempio filtrare il "rumore" (che è una gaussiana) dal segnale (che non ci pensa proprio a 'trasformarsi' in una gaussiana).
Per esempio: KK è il Primo Ministro del Blog e deve trovare una o più misure legislative per garantire a tutti la stessa esposizione. Che fa?

Francesca | November 21, 2007 11:09 AM

chiude il blog o si dimette??! :o)

alessandro-->francesca | November 21, 2007 11:42 AM

continuo a fare alcune osservazioni (che ammettono di essere sbagliate).
La curva è una rappresentazione cartesiana in cui abbiamo definito cosa mettere sulle ascisse e sulle ordinate. Possiamo ruotare gli assi? Esiste un angolo di rotazione per cui gli assi ruotati assumono un significato particolare? Mi sembra questo un cambiamento di punto di vista, o di prospettiva.
Il tipo che parla a vanvera sui servizi universali: non fa parte anche lui del fenomeno "servizi universali"? non è parte anche lui del "gioco"?
Per dirla in altri termini. Il post di addb, a sinistra delle nostra curva, non potrebbe essere in una posizione ben diversa considerando un diverso piano? che so, quello in cui all'interno delle risposte prevalgono le affermazioni invece che le domande, ed in un altro ancora in cui gli interventi sono vautati secondo in mumero di parole o di periodi? NB: non voglio assolutamente fuorviare il discorso.

alessandro | November 21, 2007 11:59 AM

"Per esempio: KK è il Primo Ministro del Blog e deve trovare una o più misure legislative per garantire a tutti la stessa esposizione. Che fa?"
Non so. Perché il punto (secondo me) è: se NON capisco il fenomeno, PERCHE' dovrei intervenire (ed assicurare a tutti la stessa visibilità)? Questo anche a prescindere dal fatto che non saprei nemmeno COME intervenire.

"La faccenda dei medici (o degli avvocati) invece è di inform. asymmetry."
Sì, questo credo di averlo capito. Però:
- la 'formal education' non esiste anche per i programmatori (e, in un certo senso, anche per gli artisti)?
- non esiste un fenomeno di aggregazione (spontanea?) anche per i professionisti, per cui gli avvocati si concentrano in alcune città, i medici in certi complessi (ospedali), ecc.? Questo a me sembrerebbe una questione di ritorni crescenti. No?

(Tranquilla: i due disclaimer li tengo a mente :-))

KK | November 21, 2007 12:14 PM

"Perché il punto (secondo me) è: se NON capisco il fenomeno, PERCHE' dovrei intervenire (ed assicurare a tutti la stessa visibilità)? Questo anche a prescindere dal fatto che non saprei nemmeno COME intervenire"
Io invece proverei a fare comunque qualcosa, (con le dovute garanzie) per vedere cosa succede. Misurerei ciò che è accaduto e registrererei (rerrerrerei).

alessandro-->KK | November 21, 2007 12:38 PM

KK, t'es tombé dedans comme une dinde!

e se saltasse fuori che quella distrib. così skewed da una parte è proprio la firma del fatto che tutti hanno effettivamente la stessa esposizione?

Capisci che voglio dire?

Par example: Come fa Amazon a farmi guardare nella long tail a destra? (QUESTA non è un piège).
(NOTA: il volume di vendita dei libri è l'area sotto la curva. Gli scaffali fisici costano, dunque hanno una lunghezza limitata, e devo metterci cose 'alte' per un certo volume di vendita. La tail a destra è 'bassa' ma long, mi serve uno scaffale molto lungo il cui costo marginale (allungarlo per metterci su l'ultimo volume) sia zero, e un modo per far guadare "laggiù in fondo" al potenziale cliente...)

Francesca | November 21, 2007 12:39 PM