Gita a Porto

Un giorno e mezzo a Oporto, Portogallo.
Il centro storico dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, nel 2001 è città europea della cultura.
In questa occasione viene costruita la Casa Da Musica di Rem Koolhaas ed eseguiti tanti piccoli interventi sul lungo Douro (il fiume su cui si affaccia Porto) e il lungo oceano, oltre al nuovo aeroporto.
Il Portogallo è il fanalino di coda dell’Unione Europea.
L’economia portoghese stenta e si vede che il Paese è più povero dell’Italia, per esempio.
Eppure Oporto è incantevole per il suo patrimonio architettonico storico, per il fascino del fiume e perché è una città che si è mossa.
C’è coraggio a Oporto.
C’è nell’amministrazione pubblica per i progetti legati al 2001 e c’è nell’iniziativa privata per le ville contemporanee lungo l’oceano.
Chissà, non so se in qualche progetto c’è lo zampino di Alvaro Siza, ma si vede la scuola.
Una grande scuola di architettura, quella portoghese.
Vabbè, direte, gioca in casa, Siza è di Matosinhos, municipalità di Porto.
Giocherà anche in casa, ma come gioca!
Atterri nel nuovo aeroporto, il non-luogo per eccellenza: è vero, potrebbe essere ovunque quell’aeroporto, ma è lì e non è affatto male.
Vien da dire: altro che Malpensa 2000!
Arrivi in città e vedi le rotaie del tram arrampicarsi su per le stradine della Ribeira.
E pensi: così deprecabile che un tram passi anche a fianco del battistero a Firenze?
Visiti le cantine del porto, il Museo del Porto: noti le lampade IGuzzini.
Ti dici: nel design siamo i più bravi, perché ci è così difficile fare il salto di scala, dall’oggetto industriale all’oggetto d’architettura?
Entri nella chiesa medievale di San Francisco e scopri 
Pensi: peccato, spogliata di tutti questi decori sarebbe stupenda, però nel XVII non stavano tanto lì a menarsela, la volevano barocca e l’ hanno trasformata in barocco.
Errore? Mah, è che tu, turista, sei lì lo stesso a rimirarla e a ragionarci su.
Che bella Porto!
(Anna Diana Debernardi)
Commenti
L'edifico nella foto somiglia, neppure troppo vagamente, alla nuova sede della Bocconi che tanto ha scandalizzato quello storico dell'arte di celentano e che invece a me pare bellissimo.
Porto è bellissima.
Però non mi è chiaro se nell'articolo è celata un'ode alla città futurista cent'anni dopo Marinetti.
Comunque con un po' di ritardo anche l'Italia sta aprendo ai progetti (talvolta rimasticati) delle star dell'architettura mondiale. Non sono sicuro che ciò sia un bene, per cui leggo con attenzione le voci contrarie (alcuni si limitano al banale "lasciamo tutto com'è", ma non tutti).
Per la verità le voci contrarie a me risultano esclusivamente legate proprio al banale "lasciamo tutto com'è".
Cmq il futurismo non c'entra granché (a meno che la fantasia e la voglia di fare qualcosa che vada oltre il puro e semplice restauro non siano "futurismo").
Buongiorno, per me Porto è oscena ed in generale i portoghesi sono abbastanza scortesi, grazie per l'ospitalità , Guido.
futurismo?
se un tram è futurismo siam messi male...
qua non c'è nessun entusiasmo ideologico.
c'è solo il piacere di viaggiare per città che mutano nel corso degli anni.
lo stesso piacere di passeggiare per roma e vedere il primo intervento di architettura contemporanea nel centro storico (ara pacis)!!!
mamma santissima cosa hanno osato, c'è stata di mezzo pure una demolizione, grande tabù nostrano.
(sulle demolizioni c'è anche una legge urbanistica poco lungimirante che non dà le stesse volumetrie nel caso di demolizione e ricostruzione, quindi quale costruttore si tira la zappa sui piedi? e così siamo maestri nel recupero, di edilizia residenziale oscena, che ci costa un patrimonio mantenere; ma le case basta venderle care...)
io vedo però anche episodi bellissimi in giro per le nostre città : secondo me un'altro atteggiamento tipico dell'italiano all'estero è giudicare positivamente l'architettura e negativamente il cibo :o)
su una cosa concordo pienamente con addb: la nostra attitudine a "conservare" e "ristrutturare" ogni edificio. Ma credo sia un atteggiamento che ha radici profonde e decisamente materiali, perchè il costruire rappresenta per noi l'investimento principe o i risparmi di una intera vita.
Al contrario sono perplesso sulla domanda di addb: "nel design siamo i più bravi, perché ci è così difficile fare il salto di scala, dall’oggetto industriale all’oggetto d’architettura?". Siamo più bravi nel design o nel "fashion"? e, l'edificio di Koolhaas non è in primo luogo un "oggetto di design"?
"Io combatto e disprezzo: [...]
l'imbalsamazione, la ricostruzione, la riproduzione dei monumenti e palazzi antichi."
Antonio Sant'Elia
E aveva ragione.
(E su quel punto, così come su molti altri - tipo che l'ornamento è un delitto o che la struttura di base dell'architettura non è il singolo edificio - la pensava come molti altri prima e dopo di lui, da Loos e O. Wagner a Lloyd Wright).
Cmq ripeto, non basta criticare la conservazione ad ogni costo per essere futuristi.