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Il Concorso: 17° Settimana

Rieccoci al Concorso.

Per la categoria Giornali, avrebbe vinto il pezzo di Rep segnalato da Mario, in cui si dimostrava ("Per le sorti del partito di Veltroni gli scenari più favorevoli sono naturalmente gli ultimi due. Coalizzato con Di Pietro e opposto a un centrodestra orfano di Casini, il Pd otterrebbe il 34% dei consensi (30+4), che aggiunti all'8% della Cosa Rossa spingerebbero le forze del centrosinistra al 46%") che, evidentemente, l'aritmetica è un'opinione, come l'ortografia. Dico avrebbe, perché sventuratamente il link è scomparso. Pertanto, vince a sorpresa questo sondaggio del Corriere, segnalato da Colico (Motivazione: "a Milano si scontrano un tram e un autobus, un morto treta feriti. L'incidente è causato da un SUV e quindi il corriere pensa bene di proporne l'eliminazione.
Però....il conducente del SUV dice di essere stato costretto a scansare due pedoni che attraversavano con il rosso. Se risultasse veritiera la versione del SUVista (io non ci credo, sia chiaro) il corriere proporrebbe l'allontanamento dei pedoni dai centri delle città
?").

Per la categoria Ibridi, vincerebbe un pezzullo di Blondet segnalato da Soupe ("Se si riconosce il diritto dei trans al «cambiamento di sesso» chirurgico gratuito a carico del sistema sanitario pubblico, ossia un’orribile amputazione del pene e plastica pseudo-vaginale, come si fa poi a vietare l’escissione del clitoride alle bambine musulmane africane", per non parlare della tesi per cui il diritto romano "riconosce solo cittadini tutti uguali"); ma anche qui, il link fornito non consente di individuare il pezzullo esatto, dunque il prmeio viene sospeso.

Per la categoria Blog, non si assegna premio alcuno.

Infine, per la categoria Politici/Sacerdoti, vince a mani basse la dichiarazione di Don Anselmi sul film di Nanni Moretti (motivazione offerta dal Bounty Killer,Colico: "1. Credevo che il "modo" in cui si scopa fosse, almeno quello, ormai svincolato dai precetti ecclesistici...invece scopro che ci si deve guardare in faccia; 2. E' meraviglioso leggere che non fare una cosa pare essere il modo migliore per conoscerla").

Ricordo che le regole del Concorso sono le seguenti: ogni settimana potrete segnalare l'articolo di giornale (= quotidiano o periodico) italiano (=scritto in italiano, o meglio: non scritto in una qualunque altra lingua conosciuta), ovvero il post e/o il commento su un blog italiano (idem), o infine la dichiarazione di un politico italiano, più cretino che avete letto. Le segnalazioni dovranno però obbligatoriamente contenere una riga di spiegazione del perché l'articolo (o il post, o il commento, o la dichiarazione) è cretino. Infatti lo scopo del concorso NON è quello di farsi una bella risata! Le candidature per ciascuna categoria, con le relative spiegazioni, devono pervenire sul blog (precisamente, nella rubrica "Concorsi"); i voti, viceversa, se mai qualcuno volesse farli pervenire in incognito, possono anche essere inviati a lskarlkraus@gmail.com. Ma ricordate: quando segnalate un candidato, NON potete votarlo.

Commenti

In effetti non è così sicuro ia colpa del SUV: link

tfrab | February 17, 2008 9:04 PM

Tra l'altro...

KK | February 18, 2008 11:05 AM

tfrab, ma se anhe fosse colpa del SUV si dovrebbe, per questo, valutare l'opportunità di cacciare i SUV dalle città?

Le cronache son piene di incidenti provocati dai macchinisti dei treni, dai capitani delle navi, dai ciclisti, da persone sui pattini, sugli sci, sui kyte-surf.
A guardar bene secondo me possiamo trovare anche qualche incidente provocato da paraplegici in carrozzina.


colico | February 18, 2008 5:38 PM

No, credo che tfrab volesse dire che, oltre alla assurdità da te indicata, c'è anche il fatto che l'articolo dà per certa la responsabilità del SUV.

KK-->Colico | February 18, 2008 6:03 PM

Esatto! Esiste un furore ideologico anti-SUV un po' ridicolo. Indubbiamente in certi contesti sono auto fuori luogo, tipo vicoli del centro storico, ma sono convinto che se invece del SUV l'incidente fosse stato provocato da una Punto le cose sarebbero state presentatre in maniera diversa.

Inoltre, scusate: il SUV è uno spreco, si dice, di soldi e carburante. Allora la Ferrari cos'è? Una risparmiosa utilitaria? E le pompatissime Alfa Romeo GT antani tapioca? E la montagna di persone che usa la macchina pure per fare poca strada e la parcheggia in posti inverosimili? Forse noi italiani tanti titoli per predicare non ce li abbiamo.

Che poi alla fine c'ho uno che abita qui vicino e quando parcheggia il SUV mi intasa il vicolo, ma è lui che è un buzzurro, mica la macchina :-D

tfrab | February 18, 2008 7:38 PM

Mi permetto di far notare una cosa, indipendentemente dal fatto specifico e da quale grado di responsabilità si possa attribuire a chi era alla guida del SUV.
Il codice della strada (e non solo quello, anche il buon senso, direi) esorta alla prudenza sempre, oltremodo in relazione alle condizioni ambientali (metereologiche e di traffico) per far sì che a fronte di un'improvvisa situazione di pericolo la propria condotta sia tale da poter evitare un sinistro nel modo più veloce e sicuro.
Quindi, se un automobilista è costretto a fare una manovra azzardata per evitare un ostacolo (sì, improvviso, ma ragionevolmente prevedibile in un centro abitato), questo significa quanto meno che il suo comportamento non rispettava i criteri di prudenza necessari.
Chiaramente, poi, è necessario valutare comunque caso per caso. Personalmente sono convinto che la maggior parte di incidenti "inevitabili" lo sarebbero se si adottasse più cautela, cosa a cui culturalmente siamo tutti poco portati.

Marcoz | February 19, 2008 8:22 AM

Incidenti stradali sono causati da tutte le categorie sociali, ma se sono causati da categorie invise come (guidatori di) SUV o rom generano più riprovazione e i giornali (ma di più i loro siti web) ci sguazzano colpevolmente.

conte oliver | February 19, 2008 12:27 PM

Ho una candidatura d'oro zecchino: link

Motivazione: l'ambiente ridotto ad un fioretto quaresimale.

colico | February 19, 2008 12:42 PM

ok, tfrab: avevo inteso male.

colico | February 19, 2008 12:45 PM

colico! la volevo segnalare anch'io!!!
troppo forte.
maaa, una domanda sorge spontanea: non è che il fioretto quaresimale, basta tirare una scorreggia e si inficia tutto?!?!

addb | February 19, 2008 1:51 PM

addb, è verosimile che tu abbia ragione.
Vorrà dire che il fioretto che rep. proporrà per la prossima settimana riguarderà i gas corporei.

colico | February 19, 2008 2:00 PM

è noto che una delle maggiori fonti di inquinamento è l'allevamento di bovini.
e loro sì che...

addb | February 19, 2008 2:06 PM

voto tutta la vita per il sondaggio di colico...in effetti con una dieta a base di porri, cavolfiori e broccoli, la questione della petomania mi sembra seria

soupe | February 19, 2008 2:11 PM

Per la serie post candido questo "illuminante" post" idee progressiste/1: levare i figli agli zingari"
link di illuminismo che chiude scrivendo"Mi si accuserà di voler scatenare una guerra tra poveri, tra persone LGBT e zingari, e io rispondo: proprio così. Per la sinistra binettiana, noi persone LGBT siamo gli ultimi tra gli ultimi in fatto di diritti, abbiamo solo doveri.
Almeno dal punto di vista liberale proprio di una destra moderna, se esistesse (visto che di sinistra moderna questo secolo sembra destinato a vederne pochina) le persone LGBT potrebbero godere di una considerazione minore rispetto alle persone "normali", ma ancora superiore rispetto a "marginali": ladri, mendicanti, puttane. E zingari, appunto."

Della serie il mondo è fatto a scale però non voglio l'ultimo gradino.

Mario | February 19, 2008 2:31 PM

p.s.
qui si intende ultimo guardando dall'alto;-))

Mario | February 19, 2008 2:32 PM

scusate ma cosa c'è (a parte la facile ironia) che non va nel giochino di repubblica? forse vi responsabilizza troppo?

alessandro | February 19, 2008 2:52 PM

resp... responsabiliz... responsabilizza?
RESPONSABILIZZA? RESPONSABILIZZA?
Responsabilizza TROPPO?
T * R * O * P * P O???

aaaaaaAAAAAAAAAAAAARGGHHHHHHRGHHHHHHHHH

Francesca | February 19, 2008 3:01 PM

ciao francesca, bentornata!

colico | February 19, 2008 3:11 PM

Salut la bande!
solo un rapido peek, oggi, hélas.

(ad Anna mando un certo cenno 'donnesco' e archiciappero che lei capisce senz'altro:)

Bises.
F.


Francesca | February 19, 2008 3:21 PM

sì, quella cosa che sta alla base di ogni patto tra individui. Se poi vuoi dire che il giochino è stupido e la realtà è molto più complessa e blablabla concordo.

alessandro | February 19, 2008 3:34 PM


No, Ale, voglio proprio dire che non vedo traccia di quella cosa che sta alla base, ect.

Una si chiede perchè il tenore di quella c. che sta alla base o all'hypotenusa di questa o quella cosa si misuri su cose come "sbattersi per separare le ordure domestiche" o "rinunciare al carciofo". SBATTERSI? RINUNCIARE? E oltrettutto quello sarebbe 'sbattersi'? o 'rinunciare'? Con quella moneta si ottiene al più una riduzione di 7 o 8 minuti di permanenza della propria anima, questa cosa miserabile che pretende di riempire lo spazio integalattico, nel Purgatorio.

Francesca | February 19, 2008 3:47 PM

Eccoti un diverso esercizio spirituale:
distinguere 'liberismo' e liberalismo'.

Francesca | February 19, 2008 3:51 PM

Alessandro, per l'utente finale è impossibile (IMPOSSIBILE!) capire quanto "inquinamento" ha generato il prodotto che c'è sullo scaffale del supermercato.

Il fatto che venga da lontano non vuol dire assolutamente nulla.

Peraltro, hai una vaga idea di quanto inquinamento produce un etto di prosciutto crudo fatto a due kilometri da casa tua?
Solo la stagionatura richiede da uno a 2 anni in ambiente variamente climatizzato.
Ci vuole una tonnellata di kiwi tailandesi per compensare qualche etto di san daniele o un chilo di parmigiano.

Guarda caso, però, repubblica non ci pensa neanche di proporre ai propri lettori di rinunciare al lardo di colonnata o al barolo.
No: si faccia penitenza con le zucchine libiche (mamma li turchi)!

E poi....siamo così certi che cento camion da puglia a Milano consumino di più di una nave dal marocco al porto di genova?

colico | February 19, 2008 4:11 PM

sì Francesca. cosa vuoi che ti dica?

alessandro | February 19, 2008 4:13 PM

No, alessandro, non è responsabilità che mi spaventa, semmai il contrario.
Mi spaventa che un giornale di quella importanza faccia credere che questa minchiata della rinuncia alla ciliegia del kighisistan possa servire.
Queste operazioni ottengono esattamente la deresponsabilizzazione, come tutti i lavacri, i gesti simbolici, le penitenze autoinflitte.

colico | February 19, 2008 4:15 PM

e chi dice il contrario? secondo me dovresti cercare di essere un poco meno prevenuto, al pari di tanti che giustamente critichi.

alessandro-->colico | February 19, 2008 4:18 PM

Come sarebbe chi dice il contrario?
Le hai scritte tu queste parole:
"scusate ma cosa c'è (a parte la facile ironia) che non va nel giochino di repubblica? forse vi responsabilizza troppo?"?

Forse lo ho capite male. In questo caso ti pregherei di spiegarmene il significato.

grazie

colico | February 19, 2008 4:32 PM

ciao francesca!

addb | February 19, 2008 4:47 PM

semplicemente perchè il giochino di repubblca ti fa scegliere tra frutta di stagione e frutta di stagione di un continente diverso da quello in cui risiedi (concedimi l'esagerazione), e non fra cavolfiore (ortaggio) e lardo di colonnata (che non è un ortaggio). Quello di colonnata (lardo) sarà al limite confrontato con il lardo di Arnad.

alessandro | February 19, 2008 4:58 PM

E' ben quello il problema!

Che accidenti di senso ha confrontare prodotti omogenei (omegenei rispetto a cosa? una fragola assimilabile ad una patata come il vino al pane)?

L'obiettivo è quello di ridurre l'inquinamento? Allora si dica quali sono i prodotti più inquinanti.

Chissenefrega di quali sono gli spinaci più inquinanti se poi scopro che basta saltare un pasto di prosciutto o rinunciare a due bottiglie di vino per ottenere lo stesso risultato che ottengo con un anno di "sacrifici sulla vedura".

E in più risparmio anche un sacco di soldi comprando verdura economica che posso investire in energia solare sul mio condomionio.

colico | February 19, 2008 5:30 PM

scusa colico, ma nel link che si apre sul mio pc la scelta è fra: broccoli/cavolfiori/finocchi/porri/patate (leggasi verdure di stagione) e zucchine/pomodori/fagiolini/peperoni/melanzane (leggasi verdure non di stagione). Cioè tra verdure che sono mediamente sostituibili ma che, per dove vivi, hanno un diverso impatto ambientale dovuto al trasporto. Tutto qui.

alessandro | February 19, 2008 8:55 PM

Se rifacessi lo stesso giochino a giugno/luglio, sarebbe esattamente il contrario, con le verdure di sinistra a destra e quelle di destra a sinistra! E' per quello che il pensare globale necessita di agire locale, perchè le condizioni cambiano a seconda del tempo e del luogo in cui ti trovi.

alessandro | February 19, 2008 9:01 PM

A parte il fatto che ho il sospetto che il sondaggio più che anti-inquinamento sia pro-coldiretti.

A parte il fatto che un po' di mesi fa ho beccato delle pere cilene fuori stagione meravigliose e non vedo l'ora che tornino :-P

Io non capisco molto di economia, mi pare che qui ci sia più di una persona competente in materia, per cui mi chiedo: l'impatto economico di consumare "locale" c'è. Se si quale? A occhio direi negativo per l'economia, oppure sbaglio?

E se, per riprendere colico poco sopra, fosse la crescita economica la chiave per la lotta all'inquinamento?

tfrab | February 19, 2008 9:15 PM

No alessandro non sono d'accordo.

Il comportamento dei singoli è importante, importantissimo, ma deve essere anche efficace, altrimenti è solo simbolico, non serve ad una mazza ed anzi aggrava le cose perchè lava le coscienze.

Ad esempio.
Se scoprissimo che il cile, per poter rinnovare le proprie centrali a carbone conta sul commercio delle pere che compra tfrab (ma che razza di nick ti scelto/a?) cosa penseresti?

Oppure, se scoprissimo che il cargo che fino a ieri ha portato le pere celene parte ugualmente semplicemnete con minor carico ma con il medesimo consumo di carburante?

Non c'è verso di sapere, al mercato, se le pere cilene inquinano di più o di meno di quelle calabresi: la tua è un'illusione.

E' vero, però, che ognuno di noi deve fare del suo meglio, ma deve farlo in modo "efficace".
Ad esempio chiedendo che il proprio paese "incorpori" nel prezzo dei beni l'inquinamento prodotto, così quando comprerai una pera non sarai costretto a farti una domanda che a cui non puoi rispondere (quanto inquina?).

colico | February 19, 2008 9:49 PM

sul cile: penserei che la politica energetica di quella nazione è un poco approssimativa. e anche il discorso sul cargo non ha molto senso: l'armatore si accolla i suoi rischi, e se ci rimette sono affari suoi. Parliamo invece di certificazione? la cartaigienica, se posso, la compro ecolabel, e mi piacerebbe che anche il supermercato in cui la compro fosse certificato. Ma perchè la certificazione funzioni, deve prima essere compresa e voluta da tutti.

alessandro-->colico | February 20, 2008 3:56 PM

Alessandro, non sonop reoccupato degli utili dell'armatore né voglio giudicare la politica cilena (se le tue uniche entrate vengono dal commercio di pere (è un esempio) c'è poco da sfogliar verze).

Ho scelto due esempi sciocchi finchè vuoi per dirti che il contenuto di inquinamento di un prodotto non può essere valutato attraverso la provenienza.

E' solo un dettaglio, a volte rilevante, a volte no.
Non è possibile sapere quanto carburante hai risparmiato comprando un prodotto invece che un altro, invece sul sito di repubblica c'è addirittura un contatore che quantifica il risparmio di barili.

Tu mi dirai che è un gioco, ma proprio perchè è un gioco che si propone di "sensibilizzare" dovrebbe, giocando, fornire spunti di riflessione corretti.

colico | February 20, 2008 4:16 PM

il trasporto c'entra eccome, colico. e, calcolare l'incidenza del trasporto NON significa chiudere le frontiere.

alessandro | February 20, 2008 4:24 PM

Io candido questo post: link

Motiverò limitandomi ad un confronto: link

colico | February 20, 2008 7:24 PM

Colico, come motivazione non basta!
:-))

Tfrab: l'impatto economico di un passaggio dall'import alla merce "nazionale", a occhio e croce, non dovrebbe essere gran che: dovrebbe essere equivalente, credo, a un cambiamento di preferenze individuali. Se dall'oggi al domani le pere cilene non ti piacciono più e preferisci quelle italiane, comprerai queste ultime e non più le prime; allo stesso modo dovrebbe funzionare il passaggio al consumo locale. Metto tutto al condizionale perché pure io non è che di economia ci capisca granché :))

KK-->Colico e Tfrab | February 20, 2008 7:41 PM

Cosa vuoi che aggiunga kk?
Mi par di dire banalità.

Lo stato son sempre gli altri?
Lo stato è il Magistrato che scarcera il pedofilo? La Polizia che massacra di botte un ragazzo di 18 anni?

No, lo stato è anche la madre di Federico. Lo stato è anche il testimone. Lo stato è il pm che indaga sui poliziotti.

Per come la vedo io lo Stato (inteso come "istituzioni") è venuto meno ai suoi doveri in modo ben più grave nella vicenda aldrovandi.

Ma in quel caso lo Stato (inteso come comunità di cittadini che vivono in un territorio secondo un certo ordinamento giuridico) ha la possibilità di uscirne con forza e dignità grazie al alvoro, all'impegno e alla serietà di un sacco di gente (anche di qualche giornalista).

E ne guadagneremo tutti.

Nel post candidato, invece, si rivendica il diritto di farsi giustizia da soli se qualche funzionario vien meno al suo dovere.

colico | February 20, 2008 9:41 PM

Vuoi dire insomma che il post di Barbara è il solito lagno irresponsabile e qualunquista (del tipo "la legge è sbagliata, perciò puniamo il magistrato che la applica"). Giusto?

KK | February 21, 2008 10:39 AM

No, non voglio dire questo.

Barbara mi è antipatica ma cerco di lèggere con onestà quel che scrive.
Non mi pare che si lagni della "légge".
Forse, in questo caso, si lagna giustamente del fatto che probabilmente se quella persona è uscita per scadenza dei termini di custodia qualche funzionario dello stato non ha compiuto a fino in fondo il suo dovere (i RIS han fatto in ritardo la perizia? il PM ha dormito sulla pratica? Il GIP lavora poco?).

Esattamente quello che è accaduto (in forma ben più grave) a federico aldrovandi che pare essere stato ucciso da poliziotti in servizio.

Barbara ne conclude che se un funzionario dello stato vien meno al suo dovere lei è "sciolta" dal patto sociale (?).

colico | February 21, 2008 11:23 AM

Per la categoria Giornali, candido questo articolo di Parlato sul Manifesto
link
perché solo un cialtrone può dire che il mercato è il "luogo dei monopoli e della legge del più forte".
candido inooltre questo articolo di Rep
link
perché fa una lodevole confusione circa i criteri usati dall'ISTAT nel misurare l'inflazione.

KK | February 24, 2008 7:29 PM

Categoria giornali: link

Raggiunta la pagina andate alla notizia delle 12.56 ove si racconta che Famiglia cristiana (non ho trovato l'articolo in versione completa) avrebbe criticato i radicali scrivendo che "i radicali hanno una concezione 'confessionale' della loro identità".

Motivazione: il bue che dice all'asino "cornuto"?

Commento: ho riso parecchio leggendolo. Mi ha fatto quasi tenerezza l'autore dell'articolo. Non è possibile spararla così grossa se non essendo in buona fede.

Anonymous | February 25, 2008 6:39 PM

Ero io

colico | February 25, 2008 6:39 PM

categoria blog:
il post dell'amico kelebek
che si occupa della parentela e delle amicizia di marianna madia per poi arrivare alla conclusione che:
- non è nuova (forse non é nemmeno vergine*)
- "lavora instancabilmente per affermare gli interessi del mondo in cui è cresciuta"

come se bastasse un elenco di parentele per valutare il lavoro di qualcuno

link

*questa l'ho aggiunta io

soupe | February 26, 2008 8:44 AM

Per roberto

Grazie della nomina :-)

E' veramente difficile capirsi, quando i presupposti sono così diversi.

Tu mi sembri che ritieni che una persona "efficiente" sia meglio di una persona "inefficiente", in funzioni che tu accetti come se fossero neutrali e per il bene di tutti, perché date dallo stato e dal sistema.

In secondo luogo, ti sembra che io stia conducendo una polemica individuale con Marianna Madia.

Io mi chiedo invece quali siano le funzioni e a cosa servono.

Esiste forse una matematica neutrale; ma non esiste una ricerca economia neutrale, almeno non nel momento in cui l'economista ottiene sponsor. Perché l'economia è un elemento cruciale nel campo dove gli interessi sono più scoperti: nella politica e nell'economia.

Quando un economista ottiene molti sponsor, evidentemente è perché ciò che propone è utile agli interessi di quegli sponsor.

A questo punto diventa interessante anche scoprire a che mondo appartengono, sia il ricercatore che gli sponsor.

Viene fuori un quadro generale molto chiaro: Marianna Madia (ma potrebbe essere chiunque altro, figuriamoci se ce l'ho con lei) è nata in un mondo molto preciso, cioè nella Casta.

Certo, chiunque può scegliere di uscirne fuori, come hanno fatto (senza giudizio di valore) tanto San Francesco quanto Giangiacomo Feltrinelli quanto Edoardo Agnelli.

Lei non solo non sceglie di uscirne fuori, ma viene adottata contemporaneamente da una fitta rete di organismi castali.

A questo punto ne deduco che quella rete riconosce non solo lei come persona, ma anche il suo lavoro (che presumo sia svolto con grande efficienza) come funzionale alla rete.

Inoltre, lo studio di questo caso offre un pretesto interessante per esplorare la natura assolutamente trasversale, "bipartisan e inter-polista" della rete castale.

Bipartisan e inter-polista, alla faccia di quelli che pensano che Berlusconi voglia fare un golpe, come delle poverette che temono i comunisti che vogliono abbeverare i loro cavalli in Piazza San Pietro.

Sempre tenendo presente che non stiamo affatto descrivendo un complotto, ma un mondo.

Miguel Martinez

Miguel Martinez | February 26, 2008 9:31 AM

Ciao Miguel.
Scusa se mi permetto, ma a me sembra che, se forse non siamo di fronte a un complotto, certamente tu non stai affatto descrivendo un "mondo", e di certo non quello che vediamo. Che "mondo" sarebbe quello dove le capacità 'tecniche' di un politico sarebbero irrilevanti? Che mondo sarebbe quello dove esiste una "Casta" inter-polista, bipartisan e trasversale, nella quale si rientra per nascita ma dalla quale si può decidere di uscire per un atto assolutamente disinteressato (e che automaticamente fa di te un "fuori casta", nonché un essere superiore) e che accomuna gente tanto dissimile come San Francesco, Edoardo Agnelli e Giangi Feltrinelli? Che mondo sarebbe dove il fatto che esistano degli sponsor significa che lo sponsorizzato fa gli interessi (quali?) dello sponsor e questo, in qualche modo (non specificato, ma evidente) lo renderebbe uno strumento dello sponsor (in un mondo dove esiste persino il contratto di sponsorizzazione, oggetto di normative parecchio stringenti)?
A me non solo non sembra che quello sia il mondo reale, a me quello che descrivi sembra il tipico plot complottista che tracima continuamente dalla carta stampata e dai blog "de sinistra" e "de destra". Di certro non è quello che una volta sis arebbe chiamato una "analisi".

KK | February 26, 2008 9:54 AM

Io sono un anticomplottista, perché guardo la realtà; e in quella realtà vedo un caleidoscopio di mutamenti, di reciproci dispetti, di cambi di ruoli, che rendono ridicolo l'idea di un gruppo di persone che persegue attraverso i decenni un qualche scopo, a modo suo idealistico, come quello di cui si accusano di volta in volta ebrei, massoni, nazisti, comunisti, musulmani, cattolici, ecc.

Meglio quindi del termine di "Casta", sarebbe un termine elastico, sul tipo "Il Giro".

In qualunque realtà locale e nazionale, si formano i "Giri", basta guardarsi attorno.

I "Giri" dipendono da tante forme di potere: familiare, economico, mediatico, politico e anche carismatico. E ovunque ti guardi attorno, vedi che si va a cena all'interno del giro, si concedono i favori all'interno del giro, ci si sposa perfino all'interno del giro.

Non ho idea dove tu viva. Nei luoghi dove ho vissuto io (città e aziende), se un uomo potente decide di dare una mano a qualcuno, si aspetta qualcosa in cambio: prendo atto che dove vivi tu, chi sponsorizza (in senso ampio) lo fa senza alcuna intenzione di strumentalizzare lo sponsorizzato.

Evidentemente non hai letto il mio post che Roberto criticava: la frase "bipartisan e inter-polista" è l'autodefinizione di un think tank di Letta (quello di sinistra che oggi occupa lo stesso posto di suo zio, quello di destra).

Miguel Martinez | February 26, 2008 10:14 AM

Visto che sono stato tirato in ballo, mi permetto di aggiungere... un commentatore abituale del mio blog, di idee diametralmente opposte alle mie, questa volta dice quasi esattamente ciò che dico io (la differenza sta nella certezza che lui ha dell'ineluttabilità di certi meccanismi):

"hai letto qualcosa sul rapporto tra democrazia e casta?
E' possibile affermare su base empirica (storica e sociologica, immagino) che anche in democrazia si genera una "classe di governo naturale", divisa per bandiera politica ma concorde nell'occupare un posto di "più uguali" rispetto al resto della popolazione?
Quel che scrivi dei Madia o dei Letta non può che ricordarmi i Bush, i Kennedy, gli Ortega, i Bhutto, i (ops, come si chiama il capetto dell'Esercito del Mahdi in Iraq, casualmente nipote di un importante Ayatollah?) insomma come se la struttura naturale della società fosse di tipo familistico-oligarchico."

Lasciamo da parte la sua affermazione sulla "struttura naturale" che richiederebbe una lunga riflessione filosofica. Ma quello che mi piacerebbe capire è, perché tu contesti questa come fotografia empirica della realtà in cui viviamo.

Dire che "suona complottistico" non è di per sé un argomento.

Miguel Martinez | February 26, 2008 10:51 AM

link

Candido questo articolo.

"in secondo luogo, perché la funzione principale e spesso esclusiva di questi apparecchi non è quella di ricevere programmi televisivi, bensì comunicazioni telematiche o telefoniche."

Perchè secondo questo principio un coltello da macellaio non è un'arma, in quanto "la funzione principale e spesso esclusiva di questi" strumenti "non è quella di" offendere ma quello di fare a pezzi quarti di bue.

Potrei aggiungere altre perle, ma questa basta e avanza. Credo.

gg | February 26, 2008 11:01 AM

Miguel,
hai notato che i giocatori di calcio (o di basket, o di tennis) più famosi e più pagati sono pochi? Che i club che vincono gli scudetti sono una minoranza? Che i libri più letti ogni anno (come i blog più cliccati, o i film più visti) sono pochi e tutti gli altri milioni di libri si ripartiscono le briciole? Che i bar e i ristoranti più fighi stanno tutti negli stessi posti? Che gli avvocati (e gli architetti) che ricevono le commesse più ricche sono pochissimi, e perdipiù quasi sempre gli stessi?

Quello che tu e il tuo commentatore state "scoprendo" è una cosa che è stata inventata più di un secolo fa da due italiani, Mosca e Pareto, e si chiama "teoria delle élites". Per quel tipo di fatti, che si verificano un po' ovunque (e c'è quindi da chiedersi come mai non si dovrebbero verificare anche in politica), lo stesso Pareto (guarda caso) ha altresì scoperto alcune regolarità statistiche che oggi sono formalizzate e conosciute come "power laws" (ne abbiamo parlato qui:
link che descrivono proprio quel tipo di fenomeni.

I discorsi sulla "casta" che oggi girano in Italia altro non sono che volgarizzazioni e banalizzazioni di quel tipo di problemi; e quel che è più grave, non si usano per analizzare la raltà, capirla e eventualmente cercare di modificarla (magari partendo dal presupposto che, siccome fenomeni analoghi sono onnipresenti, e siccome ciò non toglie che alcune società e alcuni Stati siano stati comunque teatro di grandi rinnovamenti sociali e politici, forse le "élites" e la "democrazia" proprio incompatibili non sono), ma come sfogo di umori e irritazioni, o diciamolo pure, di invidie.
E' questo il problema. Tu dici di non credere ai complotti; eppure questa (di credere che le elites siano antidemocratiche, impermeabili, immutabili, indistruttibili) non è una forma di complottismo?

KK | February 26, 2008 11:20 AM

vedo riflesso sullo specchio del mio bagno il televisore del vicino. Che facciamo?

alessandro-->gg | February 26, 2008 11:58 AM

io però non metterei insieme fenomeni con "committenze" di diversa natura. Privata o pubblica, per intenderci. Guarda caso i grandi nomi dell'architettura, per fare un esempio, nascono proprio da procedure concorsuali trasparenti. In Italia siamo più bravi: facciamo fare i concorsi all'estero e poi prendiamo i grandi nomi.

alessandro-->KK | February 26, 2008 12:19 PM

Per KK n. 8

1) Allora, io dico una cosa.

2) Tu dici che è puro complottismo, che non sta in cielo né in terra.

3) Io rispondo chiedendoti chiarimenti.

4) Tu rispondi dicendo che quello che avevo detto io è un "tipo di fatti, che si verificano un po' ovunque".

E' vero 2) o 4) ?

Miguel Martinez

Miguel Martinez | February 26, 2008 12:19 PM

Aggiungo - scusami la prolissità - che sono temi che ho analizzato molto più dettagliatamente nel corso degli ultimi due anni.

Questo è un tipico problema di Internet, e non certamente colpa tua: non sei tenuto a leggere ogni giorno ciò che scrivo (anch'io leggo saltuariamente il tuo blog); ma proprio per questo tu (come succede a me, nei tuoi confronti) non puoi conoscere tutte le premesse e i temi già affrontati.

Miguel Martinez | February 26, 2008 12:23 PM

Non stavo affatto "giudicando" il tuo blog, Miguel: stavo parlando di un post specifico e ben individuato.
Cosa intendo per 'complottismo' mi sembra anche di averlo già spiegato. Quel che a me sta cuore non è il 'complottismo' in sé, cmq, è piuttosto la semplificazione, la riduzione del discorso razionale a mero sfogo di umori e sentimentalismo, l'eliminazione della complessità.

KK | February 26, 2008 12:28 PM

Non ti preoccupare, avevo capito che il giudizio era su un unico post; e anzi ti ringrazio di questo scambio interessante.

Il problema è che:

1) oggi, oltre a scrivere il post (iniziato alle 4) ho dovuto consegnare tre traduzioni per lavoro, da qui le mie risposte un po' secche e a volte anche sgrammaticate

2) Il post è già molto lungo ed è dedicato a presentare una serie di informazioni, cui seguono brevissime conclusioni, che danno per scontati molti ragionamenti: sarebbe stato impossibile metterci anche una riflessione teorica sul rapporto tra democrazie ed elites.

3) Tra l'altro - e qui la differenza tra la mia posizione e quella del commentatore che ho citato brevemente - non si può trattare la questione delle élites senza porla nel doppio contesto della lotta di classe e del conflitto strategico di dominio (nel senso in cui lo intende Gianfranco La Grassa).

Detto brevissimamente, le élites non sono affatto "immutabili"; ma una delle chiavi per mutarle, consiste anche nell'identificarle, cogliere la distanza tra le loro e le nostre esigenze, smascherare proprio la loro pretesa di essere immutabili.

E' chiaro che il termine "Casta" lo adopero per comodità e per luogo comune: la struttura delle caste indiane è cosa diversissima.

Infatti, sto pensando di sperimentare l'espressione "il Giro", proprio per la sua natura molto più informale e meno strutturata.

Dove mi sembra di cogliere una notevole differenza tra il tuo e il mio approccio (ma forse mi sbaglio) sta nell'enfasi che poni sul puro merito; mentre le élites sono anche autoriproducenti e autoconservanti.

E i loro meriti, che ovviamente possono esistere, non sono necessariamente a beneficio della collettività, ma a beneficio della propria cerchia.

Vado a cominciare un'altra traduzione...

Miguel Martinez | February 26, 2008 12:51 PM

Segnalo questo articolo: link

Motivazione: già dovrebbe inorridire che l'illuminazione artificiale venga definita "inquinamento".
Cosa dovremmo fare? Stare al buio per veder le stelle da voi Condotti o da via Montenapoleone?
Ma l'articolo si segnale per il finale melodrammatico: senza un'adeguata sensibilizzazione sul problema, in futuro miliardi di persone potrebbero perdere l'opportunità di ammirare lo spettacolo del cielo stellato.

Mi piacerebbe sapere quali sarebbere le luci da spegnere in seguito alla "sensibilizzazione": scommetto che quelle intorno alla redazione di repubblica andrebbero comunque tenute accese.

colico | February 28, 2008 7:16 PM

:-)) Che fico l'articolo, Colico...

KK | February 28, 2008 7:21 PM

dopo una notte di riflessione il mio voto va all'articolo segnalato da gg (February 26, 2008 11:01) per la categoria giornali.
niente invece per la categoria blog

soupe | February 29, 2008 8:31 AM

pensare che colico abita in una regione che ha una legge, contro l'inquinamento luminoso, e che vieta corpi illuminanti che puntano verso l'alto.

addb | February 29, 2008 9:43 AM

Certo che esiste una legge contro l'"inquinamento" luminoso.
Se il mio dirimpettaio mi pianta un faro da 1000 watt contro una finestra finisco per innervosirmi.

Dubito (spero, mi auguro, prego) che la legge non miri a tutelare la possibilità di rimirar le stelle.

La costellazione di Orione (che evoca tragiche rime) in particolare.

colico | February 29, 2008 1:51 PM

Io invece candido questa roba sull'Espresso:
link
Tra l'altro: capisco (entro certi limiti) definire avvocati, notai e commercialisti "categorie protette", ma perché lo sarebbero i fabbri e gli idraulici?
Robb de matt

KK | February 29, 2008 2:09 PM

Io non capisco Colico
Che c'è di male nel limitare l'inquinamento luminoso quando si può...
link

Pensatoio | February 29, 2008 2:22 PM

Questo lo segnalo fuori concorso: per ridere un po'.

link

colico | February 29, 2008 2:24 PM

E' meno scemo di quanto non sembri, Colico. Ricordi la frase di Chesterton: "Da quando l'uomo ha smesso di credere in Dio, ha cominciato a credere a tutto"? Be', Bagnasco sta dicendo una cosa molto simile (pure Chesterton era cattolico :))

KK | February 29, 2008 2:40 PM

Ci sarebbe un piccolo dettaglio...le persone più credulone e superstiziose che conosco sono religiose.

Però, se lo ha detto Chesterton....:o)

colico | February 29, 2008 2:59 PM

:-))
Per carità, l'approccio cattolico è sempre riconoscibilissimo (la gente è troppo stupida per capire da sé cosa è vero e cosa è falso, quindi bisogna che ci siamo NOI a dirgli cosa deve credere) e sempre fastidiosissimo.
Quel che trovo vero è però che tanta, troppa gente, è passata dall'abbandono della Fede all'assunzione (altrettanto acritica della Fede abbandonata) di fedi decisamente non molto più rispettabili della precedente: per es., l'Ambiente, o magari i Diritti Civili.


KK | February 29, 2008 3:05 PM

no colico, non solo è punibile un'insegna eccessivamente luminosa che punta la tua finestra, ma sono vietati fasci luminosi che puntano la volta celeste.
pure orione.

addb | February 29, 2008 3:23 PM

E la ratio del divieto è quella di migliorare la visibilità della volta celeste?

colico --> addb | February 29, 2008 3:55 PM

anche, sì.

addb | February 29, 2008 3:56 PM

Già, kk, vero.
Allora vogliamo dire che cattolicesimo, oroscopi e Pecoraro Scanio sono sintomi della stessa malattia per la quale la "razionallità" non si è dimostrata medicina efficace?
Un po' diverso da quel che dice bagnasco. :o)

colico | February 29, 2008 3:56 PM

addb, ultima domanda.

Fai uno sforzo e dimentica di essere in fase romantica!
Il divieto è efficace?
Vedi orione dalla tua finestra?

colico | February 29, 2008 3:58 PM

ma che cazzo ne so, non ho mai visto una stella cadente in vita mia!

addb | February 29, 2008 3:59 PM

Perchè, è caduta orione?


p.s. e con questa chiudo!

colico | February 29, 2008 4:01 PM

vero è che la ratio è non illuminare ciò che è inutile illuminare.
perché illuminare il cielo?
a quale pro?
sprecare energia?

così è vietato, in lombardia di sicuro.
anche i monumenti non posso essere illuminato con fari che puntano verso l'alto a meno che non si sia un elemento che blocca la luce prima che sia libera verso il cielo.

addb | February 29, 2008 4:01 PM

sprecare energia? sprecare? **%$%%&!!!!SPRECAREEEEEE???

alessandro | February 29, 2008 4:11 PM

se volete farvi una cultura qui c'è il testo competo, parla anche di osservatori astronomici.
link

pietro | February 29, 2008 6:05 PM

Io candido anche questo articolo del Manifesto:
link
specie questopassaggio ineffabile:
"E' un modo concreto [la proposta di RC di un 'reddito sociale'] per rispondere (seppure in maniera parziale) ai problemi e alle necessità di chi oggi non riesce a vivere dignitosamente e a costruirsi un futuro e, contemporaneamente, per favorire la stabilizzazione di chi subisce l'abuso di forme contrattuali atipiche e a «scadenza»"
Qua delle due l'una: o le "forme contrattuali atipiche e a scadenza" sono "un abuso", e allora vanno represse (o, meglio ancora, va eliminata la fonte dell'abuso), oppure non lo sono. Non si combatte l'omicidio dando incentivi a chi non ammazza.
Va aggiunto peraltro che la critica che PRC fa al nono punto del programma del PD non è affatto campata in aria. Cosa vuol dire " collaboratori economicamente dipendenti"? Sulla base di quali indici li si individua? Quel che RC non capisce, però, è che questa stessa obiezione (=non si può sceverare i collaboratori "veri" dai collaboratori "fittizi" in astratto) implica che la sua lunga polemica contro gli abusi dei contratti "atipici e a scadenza" è priva di alcun fondamento.

KK | March 2, 2008 11:47 AM

Perchè affaticarsi tanto ?
Io credo che se queste forme di lavoro si stabilizzano tutte queste polemiche terminologiche finiranno come d'incanto.
Non più collaborazione, ma dipendenza. Pura e semplice.

Pensatoio | March 2, 2008 3:59 PM

Segnalo il finale di questo articolo: link

Motivazione: considerato che la media annuale più bassa mai