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New Italian Epic: serait-ce possible?

"Giusto e serio. I due aggettivi non sono scelti a caso. Le opere del New Italian Epic non mancano di humour, ma rigettano il tono distaccato e gelidamente ironico da pastiche postmodernista. In queste narrazioni c'è un calore, o comunque una presa di posizione e assunzione di responsabilità, che le traghetta oltre la playfulness obbligatoria del passato recente, oltre la strizzata d’occhio compulsiva, oltre la rivendicazione del "non prendersi sul serio" come unica linea di condotta."

Leggo questa come prima caratteristica del New Italian Epic nel saggio di Wu Ming 1..

Serait-ce possible?

"Queste narrazioni sono epiche perché riguardano imprese storiche o mitiche, eroiche o comunque avventurose: guerre, anabasi, viaggi iniziatici, lotte per la sopravvivenza, sempre all'interno di conflitti più vasti che decidono le sorti di classi, popoli, nazioni o addirittura dell'intera umanità, sugli sfondi di crisi storiche, catastrofi, formazioni sociali al collasso".

Niente più panze ipertrofiche e coscienze sanguinanti e mélodrammi di 40-enni?

"La storia di Robin Hood è sopravvissuta ed è ri-narrata a ogni generazione perché la sua allegoria
profonda continua ad "attivarsi" nel presente, a interrogare il tempo in cui vive chi la legge o ascolta."

Vrai de vrai? 

Ditemi, a me che non conosco uno solo dei testi exemplari citati, ditemi che è così! Ditemi che sta davvero succedendo, ditemi che è vero anche solo questo, e gli passo anche le altre 6 caratteristiche e l'"analisi" e il resto del saggio.

Ne avreste finalmente abbastanza della "depressione postmodernista"? (Cfr. capitolo "Dopo il '68 la depressione postmodernista", nel saggio "Rivolutioni e controrivoluzioni filosofiche" in "Mai 68 expliqué à Nicolas Sarkozy", di A. Glucksmann, da leggere - se lo desiderate - insieme a "Forget '68" di Daniel Cohn-Bendit). E possibile che tutto questo si metta in moto intorno a l'elezione di Sarko, per i francesi, e nelle Università Canadesi e USA, addirittura nel diabolico covo del MIT, per gli italiani?

Sarebbe magnifico.... 

 

Commenti

Temo proprio di no, F.

KK | May 9, 2008 2:52 PM

why not!? Explication....?

Francesca | May 9, 2008 3:05 PM

Secondo me i libri elencati lì (a cominciare da quelli degli stessi Wu Ming, Luther Blissett ecc.) non sono romanzi "epici" (l'unico romanzo "epico" degli ultimi anni che conosco è il Romanzo criminale di De Cataldo, lì menzionato solo di sfuggita), sono solo polpettoni o fumettoni, alcuni "storici", altri "fantascientifici". Non saranno esangui parodie o romanzi sulla panza e sull'ombelico (anche se alcuni di quelli citati lo sono senz'altro), ma dove sarebbe la realtà? Dove sarebbero "un calore, o comunque una presa di posizione e assunzione di responsabilità"? Dove "la sua allegoria
profonda" che "continua ad "attivarsi" nel presente, a interrogare il tempo in cui vive chi la legge o ascolta
"?
Voglio dire, lì dentro è menzionato anche un romanzo di Bruno Arpaia, indimenticato autore di Per una sinistra reazionaria, il cui capolavoro è un romanzo iper-ombelicale intitolato Il passato davanti a noi.
Mi sembra saggio concludere che Wu Ming pecca di ottimismo eccessivo.

KK | May 9, 2008 3:40 PM

Per dirla diversamente. Negli anni Cinquanta e Sessanta, i film tipo "Troy" o "Il Gladiatore" li facevamo noialtri, a Cinecittà; oggi li importiamo dagli USA. Nello stesso periodo, il cinema italiano non aveva paura di affrontare la realtà dell'industrializzazione, dell'immigrazione, del cambiamento sociale ed economico. Ad un certo punto, è tutto cambiato: il cinema italiano è divenuto quello che è oggi, triste ed avvilente proprio per questo continuo ripiegarsi sulle propri panze ipertrofiche. Ma non è che non esistano anche oggi film diversi; solo che non sono quelli la linea dominante, non sono quelli a caratterizzare l'epoca attuale del cinema.
In letteratura succede la stessa cosa (e ad opera, guarda caso, di scrittori ormai abbastanza anziani, come Camilleri). Anche i polpettoni alla Wu Ming sono meglio di Arpaia o di Caos calmo, ma la linea dominante a me sembra essere l'altra.

KK | May 9, 2008 3:54 PM

Ah..
...
Ottimismo :)
....

Et pourtant: in Racines du Ciel Gary si mette a descrivere ce fou, ce dingue, cet explosé d'un reptile che, 1 miliardo di anni fa, decide di uscire dal mare e fare una passeggiatina sulla spiaggia, il 'sorriso' sulle sue labbra di rettile - figure-toi cela - senza preoccuparsi minimamente di non avere le zampe o i polmoni. Il fait tout comme.

Quello è l'antenato di tutti noi, n'est-ce pas?

Si comincia con l'uscire al sole, et peu importe se sono "energie liberate in Italia dal 1993" o se la déprime postmoderniste è un effetto o piuttosto una causa delle conneries sulla fine della storia, et patati et patata.
Forse è solo perchè c'è il sole, perchè le giovani donne diventano giovani spose e giovani madri et ne hanno ras le bol e volgono fare della new italian epic architecture, est-ce que je sais?

On fait tout comme.

Francesca | May 9, 2008 4:09 PM

:)
Ehm... Mi sono espresso in modo infelice. Il sono ottimista (altrimenti non potrei restare in Italia); e penso anch'io che quel che conta è uscire al sole e camminare e chi se ne frega se le zampe ancora non ci sono (spunteranno).
E' che secondo me quel testo lì scambia alcune eccezioni per la regola.

KK | May 9, 2008 4:18 PM

Tu vas donc nous écrire un truc épique, c'est bien cela?

Francesca | May 9, 2008 4:25 PM

Certo.

KK | May 9, 2008 4:42 PM

interesante comunque il pamphlet che francesca ci posta.
devo dire che dei libri citati fra quelli che conosco nessuno mi sembra "epico"...

soupe | May 10, 2008 7:39 PM

però aggiungerei che nonostante la mancanza di epica, ci sono altre cose da leggere che escono dal filone "depressione postmodernista"....anche senza epica c'è un vita anche oltre muccino o veronesi...

PS. mi permettete un quiz da estate anticipata? ultimamente cosa avete letto di "epico" fuori dall'italia, o anche dalla decadente europa?

a me engono in mente solo "complotto contro l'america" e "mondo senza fine"

PPS francesca, cacucci, se non lo conosci, è molto divertente

soupe | May 10, 2008 7:48 PM

in particolare di cacucci ti segnalo "san isidro futbol"

soupe | May 10, 2008 7:53 PM

Bella domanda, soupe. Ultimamente non ho letto granché, quanto a romanzi.
Mi vengono in mente Philip Roth, Cormac McCarthy, Amos Oz, e in un certo senso anche un libro di Kehlmann (La misura del mondo, non so se lo conosci).

KK | May 11, 2008 10:02 AM

no, non l'ho letto ma ho visto una recensione e sembra interessante (aggiungo alla lista della spesa pure romanzo criminale)
suvvia fatevi venire delle idee che sto ancora per 24 ore in italia, giusto il tempo per una razzia in libreria!

soupe | May 11, 2008 11:19 AM

Se posso intervenire anch'io che di solito non mi fermo da queste parti, dico che "Q" dei Luther Blissett è senz'altro un romanzo epico. Come lo è "Dies irae" di Giuseppe Genna. E certamente "Romanzo criminale", che nel saggio di Wu Ming non è affatto nominato "di sfuggita", è addirittura definito uno "spartiacque" nella formazione della nuova epica italiana. Comunque ho riscontrato questo: lo stesso libro è definito "epico" da quelli che lo hanno amato e allo stesso tempo è definito "polpettone" da quelli che lo hanno odiato o addirittura che ne hanno solo sentito parlare. "It's in the eye of the beholder", come si dice. Sta succedendo anche in questi giorni con "L'ottava vibrazione" di Lucarelli e "Stella del mattino" di Wu Ming4. Insomma, forse si va ancora per gusti personali senza fare un passettino più in là...

Antonio Cerere | May 12, 2008 10:42 AM

Très cher,

La cosa è questa: COME IMPEDIRE CHE I PROSSIMI 5 ANNI O PIU' DI "OPPOSIZIONE" SIANO COREOGRAFATI DA "LA REPUBBLICA".
Come impedire che la lingua, gli stilemi, l'immaginario, il tono (nel senso della musica: dovrei dire la "tonalità"), quello che Barthes chiama il "brusio della lingua", come impedire che tutto questo sia sotto l'emprise di una "cultura" di cui La Repubblica è la 'capitale'.

E' chiaro che non intendo dire il "giornale" la Repubblica. Cosa intendo dire?, eh bien j'en ai marre de précisions. Dico solo che quaggiù è il Macbeth a fornire gli strumenti ATTUALI (non le "meta-allegorie", nom de D***!) di partecipazione al 'dramma', come sai.

Quello che penso del New Italian Epic?, quello che dico a TE?. Eh bien, è l'ennesima re-incarnazione. E' l'ennesimo: "non avete capito un c***o: il VERO socialismo (or whatever) è questo".
Dopo una sconfitta (che è più che una sconfitta: dopo un fallimento) un gruppetto, che è sempre lo stesso, annuncia la sua estraneità al gruppo dei "perdenti", ne prende le distanze mostrandoli come perdenti, arrierés, fuori MODA. Li mettono di un tratto precisamente fuori moda.
E' più di una metafora: OGGI annunciano che la norma di IERI è passée (si guardano bene dal dire "non funziona"). Come una maison de couture che annuncia OGGI gli hautes talons che IERI erano al bando, e mettono OGGI al bando i baskets che IERI erano la norma. (E forse che i baskets "non funzionano"? Forse che il "funzionare" è un criterio?)
E' più di una metafora: all'improvviso tutti i "cons" che mancano di quella speciale agilità, che si attardano sul must stilistico di ieri, appaiono provinciali, sfigati, figés, falliti.
E' più di una metafora: CHI opera questa transizione? I "direttori artistici" GIA' affermati, "riusciti", delle maisons de c., delle maisons d'édition, dei festivals de ceci et de cela. Questa è gente che vive a New York e tiene conferenze alla McGill e al MIT, che ha è GIA' pubblicato, e che sprattutto ha bisogno di far sapere che LORO non c'entrano nulla col fallimento.

I "girotondi", SAME thing. I "kilombi", SAME thing. C'est toujours la même classe de CLERCS qui n'en finissent plus d'occuper les devants de la scène. Et je dis bien la 'scène', ce n'est pas par hazard.

Eh alors? On leur pique la CHOSE et la si rivolta contro!

Francesca | May 12, 2008 11:01 AM

Ma, mia cara Francesca, guarda che il saggio sul New Italian Epic di Wu Ming 1 parla di una produzione letteraria che va dal 1993 al 2008! Non è un annuncio del futuro ma la descrizione di una tendenza consolidata, di lunga sedimentazione. Dove lo vedi l'annuncio che "la moda di ieri è passée"? E non viene mai detto che si possa e si debba scrivere solo il tipo di letteratura che viene descritto, se guardi sul sito dei Wu Ming hanno sempre parlato di ogni tipo di letteratura, anche lontanissima da quella che loro praticano. E se ci sono autori completamente estranei al circuito dei festival e delle "direzioni artistiche", quelli sono proprio i Wu Ming, che non vanno a Mantova, non vanno a Torino, non vanno a Massenzio, e hanno sempre spiegato che non vanno perché non interessano loro le kermesse di quel tipo. Da dove li trai questi giudizi tranchants? Certamente non da una conoscenza del testo né di chi lo ha scritto.

Antonio Cerere | May 12, 2008 2:23 PM

Oltre al fatto che mi domando cosa c'entri l'ultima sconfitta elettorale ( ? ), anche perché "Romanzo criminale" è del 2002, "Q" è del 1999 etc. E

Antonio Cerere | May 12, 2008 2:28 PM

Caro Signore,

come ho scritto nel post, io mi auguro che gli orizzonti radiosi e la révolution epica and all that jazz funzionino. Ho anche chiarito che non conosco quei testi. Tuttavia non sarà sfuggito al suo acume, se pure è sfuggito alla mia prosa rudimentale, che non mi importa il più piccolo fico secco delle avventure letterarie o cronologiche della cosa, sulle cui proprietà accetto il suo parere senza la minima esitazione.

La data che mi interessa è quella della conferenza alla McGill. L'edizione che mi interessa non è quella delle opere ma quella del saggio che teorizza su quelle opere, e l'evento che intendevo segnalare a KK, al quale era diretto il mio commento, scritto senza aver letto il suo, Monsieur, e che intendevo segnalargli perchè fa parte di un lungo discorso palloso che le risparmio, è l'apparizione della label NIE (New(?) Italian (??) Epic) sulle pagine della Repubblica. Quel che mi interessa è precisamente quello che afferma lei stesso (se non capisco male), e cioè che quella letteratura e quegli autori "non c'entrano", "sono restati fuori", perchè "quelle kermesse non interessano" e non sono dunque compromessi con le recenti terrestri vicende, dalle quali sono emersi immacolati (a quanto pare si può navigare nell'epico senza bagnarsi); e che ci sia là un capitale giudiziosamente accumulato per rianimare una 'cultura' essouflata...

Forse c'entra o forse no, ma Romain Gary scriveva Pour Sganarelle nel 1965.


Francesca | May 12, 2008 3:00 PM

"La data che mi interessa è quella della conferenza alla McGill."

Beh, mia cara, allora sbaglia anche in quel caso, dato che la conferenza che lei dice è di marzo (come è scritto a chiare lettere anche nel testo) e le elezioni in Italia sono state il mese dopo. Ad ogni modo, è ben nota l'estraneità di molti degli autori in questione (a partire dagli stessi Wu Ming) alla sinistra istituzionale che ha perso le elezioni. Che dovrebbero fare, fingere di aver creduto in Veltroni o in Bertinotti di modo che nessuno li accusi di volere chiamarsene fuori? Il resto del suo discorso non lo comprendo, quindi non lo commento, ma mi lasci dire che proprio non capisco questo tono aggressivo a priori. Buon tutto.

Antonio Cerere | May 12, 2008 3:17 PM

Senta, non mi faccia più astuta di quel che sono.
E' una domanda semplice: rustica.
Che cappero è l"epico" che non solo "sceglie" ma che sa scegliere di stare fuori, o dentro, o a cavallo, o sotto, o sopra; che sa dove è l'"istituzionale" e dove è il comesichiama, e come si sta esattamente proprio lì o qui?

Francesca | May 12, 2008 3:38 PM

Non ho capito nemmeno questa domanda, davvero. Non ho capito niente, di questo modo di porre la questione. Mi sembra che tutti i suoi commenti si fondino su una completa confusione tra due cose: il discorso sull'epica nella letteratura italiana e la situazione politica determinatasi in Italia dopo le ultime elezioni. Ma il discorso sull'epica comincia prima, inizia a formarsi negli anni scorsi e poi trova una prima sintesi due mesi fa. A rifletterci sopra sono specialmente autori che sono esterni alle politiche culturali istituzionali, di ministeri e assessorati. Ma non è questo l'aspetto principale, e non vuole certo dire che il discorso sulle poetiche letterarie vada fatto combaciare tout court con l'analisi della situazione politica contingente, perché sarebbe veramente una lettura... misera e asfittica.

Antonio Cerere | May 12, 2008 3:58 PM

Va bene. Grazie per la sua pzienza:)

Francesca | May 12, 2008 4:08 PM

Non ho capito niente di questa discussione.
Non solo non so che hanno fatto una conferenza alla Mc Gill, ma non so nemmeno cosa sia la Mc Gill.
Vuol dire che mi cospargerò il capo di Cerere.

Pensatoio | May 13, 2008 1:52 PM

Parlano di questo:
link
Di questi wuming l'unica persona che conosco è un ex giornalista del Mucchio Selvaggio, Federico Guglielmi, grazie al quale ho avuto la possibilità di conoscere molta ottima musica.
link
Ma ho come l'impressione che in effetti era meglio che si accontentasse di essere un buon giornalista musicale, preferisco leggermi Ellroy piuttosto che i suoi emuli formato tascabile....

pietro | May 13, 2008 9:16 PM

E' un omonimo. Non si tratta di quel Federico Guglielmi. Ma voi qui azzeccarne una proprio mai eh? ;-)

Antonio Cerere | May 14, 2008 12:12 AM

Monsieur,

le assicuro che sono pronta a chiedere al Senato e al Popolo Romano che siano decretati 100 giorni di ludi circenses e il trionfo per Wu Ming e le sue legioni, nonchè a sacrificare nelle debite forme, previa autorizzazione degli animalisti, un candido toro dalle lunghe corna ricurve rivestite di lamine d'oro, tutto questo anche solo per aver espresso quella cosa sul "keep-it-cool" (e il suo converso: "spill-your-guts").
Per quel che ne so la Divina Commedia potrebbe avere avuto origine da un sasso contaminato di ammino-acidi caduto sulla Terra eoni fa, quando era una palla sulfurea pestifera. Si figuri se ho voglia di mettermi in mezzo fra la New Italian Epic e L'Indecenza (cfr: link).

E' difficile spiegarmi, perchè ho avuto il torto di continuare qui, in pubblico, un lungo discorso con KK, nel quale - lo ammetto - speravo di invischiare anche almeno due altri signori che mi piacciono.
Dunque la prego di farmi credito: NON ce l'ho con NIE o con WM1 o 2 o tutti gli altri interi positivi del creato.

Le metto qui - just for fun - una cosa perfettamente postmoderna:
link

Una pagina nella quale veniamo informati che NIE è finalmente un sobbalzo di "angolo d'incanto" nel "presente mercantilizzato", con una colonna a destra di ads e una notice in fondo che mette in chiaro che tutti i logoi e i marchi registrati appartengono, e percarità chiglielitocca, ai rispettivi proprietari, e che - en passant - "macchianera è un marchio registrato © 2004-2007".

Saluti

Francesca | May 14, 2008 9:44 AM

Ah! Il link da ultimo indicato da Francesca merita, mi sembra, un post a se'.

KK | May 14, 2008 11:26 AM

Il ciclo post-lavaggio della nuova machine.
C'est parti:
link

Ma c'è ancora du nouveau, perchè pare (qui link) che è ora di discutere mica solo di "fatti", ma di affermare: "Discutiamo di questo metodo, cari lettori".

Superi adspirate secundi!

Francesca | May 14, 2008 11:56 AM

Mi auguro che Pietro vorrà fare pubblica ammenda per l'imperdonabile svista di aver confuso un Federico Guglielmi con un altro.
Così placheremo le giuste ire di Antonio Cerere (uno capace, dal canto suo, di accusarti di dare "giudizi tranchants" o di usare un "tono aggressivo a priori", ma d'altro lato e con lo stesso fiato di scrivere cose come "Se posso intervenire anch'io che di solito non mi fermo da queste parti" o come "Ma voi qui azzeccarne una proprio mai eh?"; uno capace di gettarsi a testa bassa contro un discorso di cui il meno che si possa dire è che non ne ha capito nulla, e di cui d'altronde lui stesso ammette di non aver capito nulla, ecc.)

KK | May 14, 2008 11:58 AM

Non solo faccio ammenda, ma la faccio molto volentieri, ritengo il Guglielmi giornalista musicale infinitamente più interessante e, culturalmente stimolante del Guglielmi WUMING.
Ma forse l'idea che ci sia più epica (e coscienza dei propri limiti) nel descrivere come è cambiata la musica pop e rock negli ani 80 e 90 che in tutta la produzione di Wuming è troppo stravagante?

pietro | May 14, 2008 1:25 PM

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