Main

June 23, 2008

Il progresso nell'arte

E.H.GOMBRICH, Arte e progresso, tr. M. Carpitella, Roma-Bari, 2007                              

Il libro contiene due famose conferenze di Gombrich tenute nel 1971.

La prima (“Dal classicismo al primitivismo”) comincia col chiarire che il concetto di “progresso” applicato all’arte è fonte di “una certa confusione nel linguaggio”; ed anche se è ormai sostanzialmente superato (“Qualunque universitario al primo anno sa già che Michelangelo non vale più di Giottto, bensì è soltanto diverso”) è comunque utile conoscerela sua storia.

La nozione di progresso artistico, come quasi tutte le idee-guida della critica d’arte, vengono dalla Grecia. Il primo scrittore a rappresentare lo sviluppo di scultura e pittura come un’evoluzione progressiva è stato, pare, Duride di Samo, i cui scritti, sebbene non pervenutici, hanno pesantemente influenzato gli scrittori successivi. In scultura, le fasi sono le seguenti:

arte arcaica=rappresentazione di spazio e movimento, ma durezza e rigidità

arte del V secolo= canone delle proporzioni e del movimento (Policleto)

arte del IV secolo=grazia (Prassitele)

fine epoca greca classica=perfezione dell’imitazione della natura (Lisippo).

Continua a leggere "Il progresso nell'arte" »

December 24, 2007

Il Neoclassicismo

H. HONOUR, Neoclassicismo, 1968; tr. it., Torino, 2001.                                

Questo splendido libro (cui seguì poi quello, altrettanto bello ma ahimé molto più lungo sul Romanticismo) illumina di nuova luce una delle correnti artistico-culturali più fraintese e calunniate della storia. E’ vero che oggi “neoclassico” ha perso  le connotazioni più negative (di maniera, freddo, impersonale) che aveva acquisito; ma in compenso se ne sta facendo un abuso altrettanto grave, quello di assimilarlo ad un qualsiasi “ritorno alle forme classiche”.

Continua a leggere "Il Neoclassicismo" »

December 10, 2007

L'arte contemporanea

J. STALLABRASS, Contemporary Art. A Very Short Introduction, Oxford, 2006

Il libro parte dalla constatazione, apparentemente ovvia, che l’arte contemporanea appare come  un luogo di assoluta libertà, opposta al resto del mondo dominato dall’economia (che dal suo canto “procede secondo ferree convenzioni, imposte inegualmente sulle nazioni dalle grandi organizzazioni economiche transnazionali”). Ciò è dovuto al fatto che l’arte ha una sua peculiare economia, non-industriale se non pre-industriale (volta alla produzione di manufatti unici e non riproducibili, dunque rari), che la mette al riparo dal mercato della cultura di massa. E tuttavia, vi sono ragioni per dubitarne. S. cita i recenti lavori di Donald Sassoon e arriva a sostenere che l’economia dell’arte rassomiglia molto (almeno per quanto riguarda i trade patterns) all’economia finanziaria (entrambe sono dominate dagli USA e poi dall’Europa, in cui il ruolo da leone lo gioca l’UK; i maggiori centri finanziari mondiali sono anche i maggiori centri artistici; ecc.).

Continua a leggere "L'arte contemporanea" »

December 3, 2007

Camptown Ladies

... Così, quando l’economia USA si riprese, specie durante la metà dei Novanta, un mutato lavoro nuovamente filo-mercato ricomparve sulla scena, nel qaule le identità divenivano associazioni spettrali, il loro mescolarsi e spostarsi di qua e di là essendo l’oggetto del capriccio consumistico. Un  esempio notevole è il lavoro di gran successo di Kara Walker, i cui ritagli di scene fantastiche di sesso e violenza giù nelle piantagioni generarono grandi controversie.

 

 

Continua a leggere "Camptown Ladies" »

June 25, 2007

Duerer e l'Italia

La mostra su Duerer e l’Italia a Roma (alle Scuderie del Quirinale) si è conclusa da un paio di settimane. Qui trovate una bella esposizione delle ragioni della mostra. Ne esiste altresì un bel catalogo (costo 40 euri), che consiglio caldamente.

Cominciamo col dire che mancano alcune delle opere più celebri (gli autoritratti del Prado e dell’Alte Pinakothek,  il celebre disegno della lepre, ecc., di cui peraltro sono presenti delle belle copie quasi coeve). In compenso, ci sono tutte le incisioni più importanti (salvo il Rinoceronte, che peraltro i lettori del blog ben conoscono, dato che si trova alla vostra destra sull’home page): Il cavaliere, la morte e il diavolo, I quattro cavalieri dell’Apocalissi, la Melencolia I, la Nemesis, l’Uomo che disegna un nudo femminile, e molte altre, oltre a diversi quadri bellissimi.

Continua a leggere "Duerer e l'Italia" »