Il progresso nell'arte
E.H.GOMBRICH, Arte e progresso, tr. M. Carpitella, Roma-Bari, 2007 
Il libro contiene due famose conferenze di Gombrich tenute nel 1971.
La prima (“Dal classicismo al primitivismo”) comincia col chiarire che il concetto di “progresso” applicato all’arte è fonte di “una certa confusione nel linguaggio”; ed anche se è ormai sostanzialmente superato (“Qualunque universitario al primo anno sa già che Michelangelo non vale più di Giottto, bensì è soltanto diverso”) è comunque utile conoscerela sua storia.
La nozione di progresso artistico, come quasi tutte le idee-guida della critica d’arte, vengono dalla Grecia. Il primo scrittore a rappresentare lo sviluppo di scultura e pittura come un’evoluzione progressiva è stato, pare, Duride di Samo, i cui scritti, sebbene non pervenutici, hanno pesantemente influenzato gli scrittori successivi. In scultura, le fasi sono le seguenti:
arte arcaica=rappresentazione di spazio e movimento, ma durezza e rigidità
arte del V secolo= canone delle proporzioni e del movimento (Policleto)
arte del IV secolo=grazia (Prassitele)
fine epoca greca classica=perfezione dell’imitazione della natura (Lisippo).

Il libro parte dalla constatazione, apparentemente ovvia, che l’arte contemporanea appare come
