Un convegno sulla concorrenza
Avendo appena passato una settimana al convegno del salisburghese Center for International Legal Studies (CILS) a Kitzbuhel dedicato al diritto della concorrenza, mi pare giusto darne qui una breve sintesi (anche perché non pensiate, come i miei soci, che sono andato là solo per sciare). Una trentina di giuristi, in gran parte europei (italiani – quorum ego -, spagnoli, inglesi, ungheresi, slovacchi, cechi, svizzeri e tedeschi), quasi (ucraini, turchi), americani (USA e Canada) e neozelandesi (quest’ultimo, piuttosto silenzioso) si sono riuniti per confrontare le rispettive esperienze sul campo. Come spesso accade, i paesi ultimi arrivati sulla scena del diritto antitrust si lamentano dell’incompetenza delle autorità preposte e dell’assenza di risorse, mentre quelli un po’ più avanti gli fanno un amichevole pat-pat sulla spalla dicendogli “Come vi capiamo, era così anche per noi agli inizi” oppure “Come vi capiamo, ma non vi preoccupate, nonostante le arie che ci diamo, siamo nella stessa situazione ancora oggi”. Per quanto va obiettivamente riconosciuto che la recente decisione dell’Autorità antitrust ucraina, che ha molto creativamente deciso che i prodotti di una impresa di detergenti, rispettivamente venduti nella fascia di prezzo alta, in quella media e in quella bassa, facevano parte di TRE distinti mercati anziché di uno solo, ha destato l’ammirazione generale.
