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      <title>Karl Kraus: Recensioni</title>
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      <description>Faccio di una mosca un elefante. Non è arte questa?</description>
      <language>en</language>
      <copyright>Copyright 2008</copyright>
      <lastBuildDate>Sat, 04 Oct 2008 12:10:47 +0100</lastBuildDate>
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         <title>Club de l&apos;Intelligence</title>
         <description><![CDATA[Mais Dussardier se mit en recherche, et lui annon&ccedil;a qu'il existait, rue Saint-Jacques, un club intitul&eacute; le Club de l' Intelligence . Un nom pareil donnait bon espoir. D'ailleurs, il am&egrave;nerait des amis.   Il amena ceux qu'il avait invit&eacute;s &agrave; son punch : le teneur de livres, le placeur de vins, l'architecte ; Pellerin m&ecirc;me &eacute;tait venu, peut-&ecirc;tre qu'Hussonnet allait venir ; et sur le trottoir, devant la porte, stationnait Regimbart avec deux individus, dont le premier &eacute;tait son fid&egrave;le Compain, homme un peu courtaud, marqu&eacute; de petite v&eacute;role, les yeux rouges ; et le second, une esp&egrave;ce de singe-n&egrave;gre, extr&ecirc;mement chevelu, et qu'il connaissait seulement pour &ecirc;tre &quot; un patriote de Barcelone. &quot;]]></description>
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         <category>Discussioni Fichissime</category>
         <pubDate>Sat, 04 Oct 2008 12:10:47 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Il commercio internazionale: errori popolari</title>
         <description><![CDATA[<p><strong><u><span>Che cosa devono sapere le matricole sul commercio?<br /></span></u></strong><span>Di Paul R. Krugman (1997)</span></p><p><span /><span>Pochi tra le matricole iscritte a un corso introduttivo di economia proseguiranno gli studi in questo campo, e in effetti la maggior parte non seguiranno nemmeno altri corsi di economia pi&ugrave; avanzati. Perci&ograve; quel che imparano di economia è ci&ograve; che imparano in quel corso introduttivo. Ora &egrave; ancora pi&ugrave; importante di quanto non lo fosse prima che la loro educazione di base includa una solida introduzione ai principi del commercio internazionale.<br /></span><span>Potrei giustificare questa asserzione col dire che il commercio internazionale ora &egrave; pi&ugrave; importante per l&rsquo;economia USA di quanto non fosse prima. Ma c&rsquo;&egrave; un&rsquo;altra ragione, che io credo ancor pi&ugrave; importante: la crescente <em>percezione</em> da parte del pubblico generale che il commercio internazionale sia una questione vitale. Viviamo in un periodo in cui gli americani sono ossessionati dal commercio internazionale, in cui <em>Head to Head</em> di Thurow &egrave; il best-seller della saggistica e <em>Rising Sun</em> di Chricton &egrave; in cima alla fiction.<span>&nbsp; </span>I media e la letteratura d&rsquo;affari sono saturi di discussioni sul ruolo dell&rsquo;America nell&rsquo;economia mondiale.<br /></span><span>Il problema &egrave; che la maggior parte di quel che uno studente legge o ascolta sull&rsquo;economia internazionale sono stupidaggini. Quel che intendo sostenere in questo scritto &egrave; che la cosa pi&ugrave; importante da insegnare alle nostre matricole a proposito del commercio &egrave; come scoprire le stupidaggini. Cio&egrave;, la nostra missione principale dovrebbe essere vaccinare le menti delle nostre matricole contro gli equivoci che sono cos&igrave; predominanti in quel che passa per essere la discussione informata in materia di commercio internazionale.<br /></span></p>]]></description>
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         <category>Politica Estera</category>
         <pubDate>Tue, 30 Sep 2008 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Il gran cadavere della sinistra</title>
         <description><![CDATA[<p>B.-H. LẾVY, <em><u>Ce grand cadavre &agrave; la renverse</u></em>, Paris, Grasset, 2007</p><p>&nbsp;</p><p>Nel gennaio 2007 BHL (come in Francia &egrave; noto L&eacute;vy) riceve la telefonata di Sarkozy (candidato all&rsquo;Eliseo, nonch&eacute; suo amico da anni), il quale lo invita ad appoggiarlo. Ma BHL prima esita, poi rifiuta, perch&eacute;, dice, la <em>Gauche</em> &egrave; &ldquo;<em>la mia famiglia</em>&rdquo;. Sarkozy ha un bel ricordargli le volte in cui L&eacute;vy &egrave; stato in feroce disaccordo con quella &ldquo;famiglia&rdquo;, e proprio su questioni cruciali (i diritti umani, la politica internazionale, il Darfur, la Cecenia, la Bosnia, ecc.), ma senza successo. Abbassato il telefono, tuttavia, BHL &egrave; costretto ad interrogarsi sui motivi per restare fedele a una sinistra che, sulle cose che pi&ugrave; gli stanno a<span>&nbsp; </span>cuore, si comporta &ldquo;stranamente&rdquo;. Il resto del libro &egrave; un tentativo di rispondere a questa domanda.</p>]]></description>
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         <category>Europa</category>
         <pubDate>Thu, 18 Sep 2008 09:10:29 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>L&apos;uomo ridotto a una scheggia di PIL</title>
         <description><![CDATA[<p>G. TREMONTI, La paura e la speranza, Milano, 2008</p><p>&Egrave; un saggio senza dubbio discutibile, ma anche complesso e ricco di spunti di riflessione. Mi limiter&ograve; a riassumerne gli aspetti che mi sembrano essenziali, senza (o quasi) entrare nel merito dei contenuti. &Egrave; un&rsquo;opera estremamente articolata ed anche macchinosa nella sua costruzione, ma basata in realt&agrave; su poche idee essenziali, alcune delle quali peraltro, in particolare laddove l&rsquo;autore tira in ballo concetti come <em>identit&agrave; autorit&agrave; e valori</em>, abbastanza discutibili e a mio avviso eccessivamente &ldquo;integraliste&rdquo;.</p><p>In ogni caso, il discorso si svolge su due piani: uno <em>economico</em> (ovvero di economia politica); l&rsquo;altro <em>culturale, politico e istituzionale</em>.</p><p>Il primo, pi&ugrave; <em>generico</em>, potrebbe a mio avviso &ndash; almeno da molti punti di vista &ndash; essere sottoscritto da molte delle attuali parti politiche. Il secondo &egrave; invece decisamente pi&ugrave; orientato <em>verso destra</em>, in particolare verso le idee <em>federaliste</em> (&hellip;non a caso Tremonti &egrave;, anche politicamente, un &ldquo;uomo del nord&rdquo;).</p>]]></description>
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         <category>Saggistica</category>
         <pubDate>Tue, 02 Sep 2008 10:43:06 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Il Concorso: 2</title>
         <description><![CDATA[<p>Riprende il Concorso!</p><p>Avrei senz'altro voluto premiare, per queste prime tre settimane d'agosto, l'ineffabile <a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/10568/2008-08-18.html">lettera</a> di Veltroni a <em><u>Rep</u></em> e l'indegno <a href="http://download.repubblica.it/pdf/diario/2008/12082008.pdf">articolo</a> di Sandro Viola sempre su Rep; ma &egrave; stato impossibile sottrarsi all'evidenza: il primo premio va e non pu&ograve; non andare ai due articoli con cui Furio Colombo, sull'<em><u>Unit&agrave;</u></em>, <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78088">prima</a> ha negato l'esistenza di un giornalista italiano (Barigazzi) e poi, di fronte all'evidenza contraria, se l'&egrave; cavata con un <a href="http://www.zoopolitico.it/italia/lennesima-figura-t208334p6.html">articolo</a> (se possibile) ancor pi&ugrave; demente in cui ha coniato, sempre per il povero giornalista, l'inedita categoria della &quot;quasi inesistenza&quot;.</p><p>E questo qua ha anche fatto il direttore del giornale fondato da Gramsci.</p><p>Di Veltroni e&nbsp; Viola, del resto, non mancher&agrave; occasione di parlare pi&ugrave; a lungo.</p>]]></description>
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         <category>Concorsi</category>
         <pubDate>Mon, 25 Aug 2008 00:00:52 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Il consumo &quot;critico&quot;</title>
         <description><![CDATA[<p><span>L. CECCARINI, <em><u>Consumare con impegno</u></em>, Roma-Bari, Laterza, 2008-07-14&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img height="131" src="http://urbiloquio.com/kkblog/images/Ceccarini.jpg" width="80" align="right" border="0" /></span></p><p><span><span>Questo saggio studia il c.d. consumo &lsquo;critico&rsquo;, &lsquo;etico&rsquo;, o alterconsumo, da un punto di vista sociologico, cio&egrave; (come a quanto pare ormai la sociologia viene correntemente onsiderata) come insieme di rappresentazioni. <br /></span><span>Se il consumo &egrave; centrale nel mondo contemporaneo, non &egrave; sorprendente che molti cerchino di caricare il consumo di finalit&agrave; diverse da quelle usuali. Da attivit&agrave; meramente economica, volta alla soddisfazione di un bisogno e alla razionale massimizzazione dell&rsquo;utilit&agrave; secondo il calcolo economico, diviene un mezzo di espressione, di protesta, e anche di comunicaizone e partecipazione (o anche, paradossalmente: &ldquo;<em>il consumo, elemento fondamentale del mercato, diventa anche strumento dell&rsquo;impegno civico e poilitico contro determinate pratiche di mercato</em>&rdquo;, p. 29). </span></span></p>]]></description>
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         <category>Saggistica</category>
         <pubDate>Mon, 21 Jul 2008 12:04:55 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Il Concorso: Nuova Edizione</title>
         <description><![CDATA[La <strong>Cazzata della Settimana</strong> viene vinta per acclamazione da <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/clamoroso-sondaggio-un-terzo-degli-elettori-con-gli-%e2%80%9cestremisti%e2%80%9d-di-piazza-navona/">questo articolo</a> di Flores d'Arcais, in cui l'autore (gi&agrave; segnalatosi in precedenza per aver millantato di possedere la chiave per vincere le elezioni &quot;<em>a mani basse</em>&quot;), a proposito della manifestazione dell'8 luglio scorso a Roma che avrebbe visto in piazza la bellezza di circa 100.000 persone, a forza di elucubrare su certi sondaggi con metodi cabalistici del tipo &quot;<em>se a tre mele aggiungo due pere ottengo cinque unicorni</em>&quot; (il 29,4% del campione consultato dal sondaggio diventa allegramente &quot;<em>oltre un terzo del corpo elettorale che si esprime</em>&quot;; per non parlare di questa stupefacente trasformazione: &quot;<em>la maggioranza degli elettori di Veltroni non ha dubbi, sta con piazza Navona, 48,2 contro 39,2, il che, ricalcolato senza tener conto del 12,4 di astenuti, significa 55% con piazza Navona contro il 45% col segretario del Pd. Che dunque, contro un candidato di piazza Navona, perderebbe oggi le primarie dentro il suo stesso partito</em>&quot;) conclude di avere in mano la bussola della futura condotta politica del PD e di poter dettare la linea a Veltroni.]]></description>
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         <category>Concorsi</category>
         <pubDate>Thu, 17 Jul 2008 12:13:04 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Europa</title>
         <description><![CDATA[<p>R. GARY, <em><u>Europa</u></em>, Paris, Gallimard, 1972, p. 373&nbsp;</p><p>Mai&nbsp;tradotto in italiano, e a quel che so neppure ristampato, &egrave;&nbsp; un romanzo bellissimo. La trama &egrave; semplice: venticinque anni prima dell'inizio del libro, un giovane uomo (Jean Danth&egrave;s), al promettente inizio della carriera diplomatica, &nbsp;ha abbandonato una donna (Malwina von Leyden) pi&ugrave; anziana e dal dubbio passato, non si sa se prima o dopo averle causato - o forse solo aver assistito all'incidente - una grave infermit&agrave;.</p>]]></description>
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         <category>Narrativa</category>
         <pubDate>Sun, 13 Jul 2008 08:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Muhammad Yunus visto da un architetto</title>
         <description><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana">Questa &egrave; la fiaba del <em>&ldquo;io ti presto pochi spiccioli, quelli che ti servono per costruire semplici oggetti e rivenderli, tu mi restituisci gli spiccioli con un piccolo interesse e in piccole rate&rdquo;. </em></span></p><span style="font-family: Verdana"><span style="font-family: Verdana">E&rsquo; una fiaba, state accorti, non &egrave; la pubblicit&agrave; della cucina o del televisore al plasma in 10 comode rate. </span><span style="font-family: Verdana"><p>&nbsp;</p></span></span>]]></description>
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         <category>Economia</category>
         <pubDate>Mon, 07 Jul 2008 15:31:36 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Happiness Universal Customer Service</title>
         <description><![CDATA[-(ding!).C'&egrave; nessuno?! (ding! DING! DING!!). ALLORA!?!<br />-Buon giorno! Benvenuta al Customer Service dell'Universo! Come posso renderla felice, oggi?<br />-Ecco appunto! Dov'&egrave; la mia Felicit&agrave;?<br />-Ehm! Buongiorno! Siamo qui per soddifarla! L'Universo &egrave; a sua completa&nbsp;  disposizione! Vuole una regolatina? Nessun Problema! Dica, dica!]]></description>
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         <category>Antropologia</category>
         <pubDate>Mon, 30 Jun 2008 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title><![CDATA[Notizia Esclusiva: il PIL non misura la Felicit&agrave;!!]]></title>
         <description><![CDATA[Nonostante gli &quot;economisti&quot; mandino ormai da 100 anni segnali dal Pianeta Terra su tutte le frequenze, ridotti ormai alla disperazione, non c'&egrave; modo di far capire ai Decrescenti Felici questa semplice affermazione: IL PIL NON MISURA LA FELICITA'!.]]></description>
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         <category>Discussioni Fichissime</category>
         <pubDate>Sun, 29 Jun 2008 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>La &quot;N&quot; e la &quot;C&quot;, Miraggi Catartici</title>
         <description><![CDATA[&quot;Demeure; il faut choisir, passer &agrave; l'instant<br />&nbsp;De la vie &agrave; la mort, ou de l'&ecirc;tre au n&eacute;ant.<br />&nbsp;Dieux cruels! s'il en est, &eacute;clairez mon courage.<br />&nbsp;Faut-il vieillir courb&eacute; sous la main qui m'outrage,<br />&nbsp;Supporter ou finir mon malheur et mon sort?<br />&nbsp;Qui suis-je, qui m'arr&ecirc;te, et qu'est-ce que la mort?&quot;]]></description>
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         <category>Ironia &amp; Leggerezza</category>
         <pubDate>Thu, 26 Jun 2008 11:43:13 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Il progresso nell&apos;arte</title>
         <description><![CDATA[<p>E.H.GOMBRICH, <em><u>Arte e progresso</u></em>, tr. M. Carpitella, Roma-Bari, 2007&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img height="121" src="http://urbiloquio.com/kkblog/images/Gombrich.jpg" width="80" align="right" border="0" /></p><p>Il libro contiene due famose conferenze di Gombrich tenute nel 1971. </p><p>La prima (&ldquo;Dal classicismo al primitivismo&rdquo;) comincia col chiarire che il concetto di &ldquo;progresso&rdquo; applicato all&rsquo;arte &egrave; fonte di &ldquo;<em>una certa confusione nel linguaggio</em>&rdquo;; ed anche se &egrave; ormai sostanzialmente superato (&ldquo;<em>Qualunque universitario al primo anno sa gi&agrave; che Michelangelo non vale pi&ugrave; di Giottto, bens&igrave; &egrave; soltanto diverso</em>&rdquo;) &egrave; comunque utile conoscerela sua storia.</p><p>La nozione di progresso artistico, come quasi tutte le idee-guida della critica d&rsquo;arte, vengono dalla Grecia. Il primo scrittore a rappresentare lo sviluppo di scultura e pittura come un&rsquo;evoluzione progressiva &egrave; stato, pare, Duride di Samo, i cui scritti, sebbene non pervenutici, hanno pesantemente influenzato gli scrittori successivi. In scultura, le fasi sono le seguenti: </p><p>arte arcaica=rappresentazione di spazio e movimento, ma durezza e rigidit&agrave;</p><p>arte del V secolo= canone delle proporzioni e del movimento (Policleto)</p><p>arte del IV secolo=grazia (Prassitele)</p><p>fine epoca greca classica=perfezione dell&rsquo;imitazione della natura (Lisippo).</p>]]></description>
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         <category>Arte</category>
         <pubDate>Mon, 23 Jun 2008 15:00:08 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Robin Hood tax</title>
         <description><![CDATA[Se succede a voi come a me, e cercate oggi su google &quot;Robin Hood Tax&quot;, ottenete una lista di recenti pagine in italiano, articoli di giornali per lo pi&ugrave;.<br />]]></description>
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         <category>Ironia &amp; Leggerezza</category>
         <pubDate>Thu, 19 Jun 2008 11:55:17 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>I Limiti dello Sviluppo</title>
         <description><![CDATA[I Limiti dello Sviluppo &egrave; l'inspiegabile traduzione del titolo, che nell'originale era <a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Limits_to_Growth">The Limits to Growth</a> (alla 'crescita', non dello 'sviluppo') di un importante studio commissionato dal Club di Roma e pubblicato nel 1972. Esso presentava i risultati delle proiezioni a lungo termine attraverso la simulazione di diversi scenari di un <u>modello</u> 'del mondo' caratterizzato da una dotazione di risorse finite a fronte di una crescita esponenziale della produzione di &quot;capitale&quot; (industriale + agricolo), esaminandone gli effetti in termini di popolazione, inquinamento, disponibilit&agrave; di cibo e di beni 'economici', e di esaurimento delle risorse non rinnovabili.<br />]]></description>
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         <category>Sviluppo</category>
         <pubDate>Thu, 12 Jun 2008 00:00:00 +0100</pubDate>
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