Il commercio internazionale: errori popolari
Che cosa devono sapere le matricole sul commercio?
Di Paul R. Krugman (1997)
Pochi tra le matricole iscritte a un corso introduttivo di economia proseguiranno gli studi in questo campo, e in effetti la maggior parte non seguiranno nemmeno altri corsi di economia più avanzati. Perciò quel che imparano di economia è ciò che imparano in quel corso introduttivo. Ora è ancora più importante di quanto non lo fosse prima che la loro educazione di base includa una solida introduzione ai principi del commercio internazionale.
Potrei giustificare questa asserzione col dire che il commercio internazionale ora è più importante per l’economia USA di quanto non fosse prima. Ma c’è un’altra ragione, che io credo ancor più importante: la crescente percezione da parte del pubblico generale che il commercio internazionale sia una questione vitale. Viviamo in un periodo in cui gli americani sono ossessionati dal commercio internazionale, in cui Head to Head di Thurow è il best-seller della saggistica e Rising Sun di Chricton è in cima alla fiction. I media e la letteratura d’affari sono saturi di discussioni sul ruolo dell’America nell’economia mondiale.
Il problema è che la maggior parte di quel che uno studente legge o ascolta sull’economia internazionale sono stupidaggini. Quel che intendo sostenere in questo scritto è che la cosa più importante da insegnare alle nostre matricole a proposito del commercio è come scoprire le stupidaggini. Cioè, la nostra missione principale dovrebbe essere vaccinare le menti delle nostre matricole contro gli equivoci che sono così predominanti in quel che passa per essere la discussione informata in materia di commercio internazionale.
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